L’industriale e la sua Fiat 500 [8]

Fiat500Stiamo parlando del 1963. Noi veneti non sapevamo niente del miracolo del Nord-Est, del mitico Nord-Est, delle fabbriche inserite nel paesaggio, delle micro-aziende manifatturiere che servivano da pilastro dell’economia settentrionale. Non sapevamo assolutamente niente. Comunque, il merito del miracolo veneto va attribuito ai media nazionali che non si chiamavano media ma giornali, cinematografi, televisione. E spiego il miracolo: il cinema era diffusissimo e nel relax domenicale, guardando un film, si sentiva parlare dei veneti in modi non propriamente lusinghieri: ad esempio, prendiamo il film ‘Pane, Amore e Fantasia’ del 1953.

Non c’è traccia di veneti, se non nel carabiniere impersonato da Roberto Risso, che certamente non fa la figura di un uomo intelligente e che nel film si chiama Pietro Stelluti: ebbene, mi son preso la briga di controllare sulle Pagine Bianche: NEL VENETO NON ESISTE UNO STELLUTI CHE SIA UNO. Quindi non si sono preoccupati nemmeno di dare al personaggio un cognome veneto. Il Veneto è solo una vacca da latte, che paga le tasse. Tutte le cameriere di tutti film del primo e secondo dopoguerra sono venete e tutte un po’ tonte. Quindi, grazie a questi films, i veneti si resero conto di non essere nessuno e trovarono scampo e consolazione nel lavoro… pertanto, è merito dell’Italia centro-meridionale se il Nord-Est si è messo a lavorare, non restandogli altro.

Stabilito questo, vediamo come, senza sapere, noi si abbia superato tutti gli altri. Noi siamo un problema per il resto dell’Italia: infatti se non fossimo esistiti noi, le italiche genti avrebbero potuto proferire, stracciandosi le vesti, la litania della mancanza di materie prime, la quale recita: per forza i tedeschi ci superano! detengono le materie prime che noi non abbiamo… peccato che nemmeno i veneti abbiano le materie prime e che si siano sviluppati, nonostante questo, come e più dei tedeschi. Si potrebbe dire che il Trentino-Alto Adige e il Friùli sono regioni autonome agevolate ma il Veneto no, non è regione autonoma. La pillola che spiega la differenza è dura da digerire e ora la daremo.

Bisogna tuttavia sovvertire l’ordine degli accadimenti e questo è pure difficile da mandare giù. Prima di tutto, punto fondamentale è l’organizzazione sociale tra paritetici che discutono e prendono decisioni: altrove il comando è dei maggiorenti, dei nobili, delle organizzazioni mafiose e il popolo subisce. Poi, forse più importante, non è il sottosviluppo che causa una massa di lavoratori impreparata, negligente, inefficiente: è il sottosviluppo ad essere la conseguenza di lavoratori ignoranti, rissosi, disorganizzati e privi di motivazione. Si vuole dimenticare che le bonifiche pontine in provincia di Latina sono state affidate a genti venete, perché i loro componenti erano lavoratori, precisi, diligenti ed efficienti. E nemmeno nelle paludi pontine si trovavano materie prime. Non esiste nel Veneto l’istituzione de “Ora ti faccio fesso”. Non crediamo che il mondo sia dei furbi. Noi crediamo che una carta buttata per terra e la mancanza di raccolta differenziata siano elementi importanti. Noi crediamo che il buonismo imperante sia una scusa e un alibi per la tolleranza: non è il mondo dei veneti quello dell’Italia 2014. Eppure, nonostante tutto, i veneti che lavorano sono ancora considerati degli sciocchi.

Ma fino a quando l’imprenditore veneto che apre al sud è disprezzato (perché avrebbe la pretesa di portarsi a casa gli utili), viene spontaneo chiedersi: ma l’Italia, cosa vuole da noi? Sicuramente qualcosa di inconfessabile, altrimenti questo qualcosa sarebbe stato detto.

E invece, c’era gente veneta coriacea che apriva fabbriche di frigoriferi, di fornelli a gas, di stufe, di scaldabagno, di lavastoviglie e di lavatrici, esportandole in tutto il mondo. Tutto questo da quei fessi che erano, senza materie prime, meglio dei tedeschi che le materie prime le hanno.

Gente ostinata: quando il commendator X, industriale, si recava in banca per trattare le condizioni migliori al fine di scontare le migliaia di cambiali ricevute dai clienti per i suoi elettrodomestici, alla domanda: “Commendatore, lei è venuto qui con la 500 e suo figlio ieri è venuto qui con la Ferrari…” rispondeva: “Vero: ma io sono figlio di un lattoniere e lui è figlio di un industriale.”  

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...