Otto galline padovane otto [19]

gallinaCi sono delle cose nella vita che non vengono spiegate per vari motivi e nessuno ve le spiega: non essendo fenomeni paranormali, si possono tuttavia immaginare delle spiegazioni ragionevoli.

Nel caso ora in esame, la mancata spiegazione è probabilmente dovuta alla vergogna.

Orsù, veniamo ai fatti.

Domenica, 20 novembre 1949: ho appena compiuto sei anni e per la prima volta mio padre mi porta allo stadio di Sant’Elena a Venezia. Ormai ero grande: frequentavo dal primo di ottobre la prima classe elementare.

L’evento, attesissimo a causa dell’enorme campanilismo, era l’incontro di calcio di serie A tra il Venezia, con maglia verde e pantaloncini neri e il Padova, con la classica divisa tutta bianca con profili, stemma e rifiniture rosso fuoco. A causa di tale maglia, la squadra del Padova veniva definita scherzosamente la squadra delle ‘galline padovane’: tali galline esistono veramente, sono tutte bianche con la cresta rossa e sono delle ottime ovaiole.

Diamo le formazioni:

Venezia: Griffanti, Pischianz, Sandroni, Presca, Lucchi, Leduq, Renosto, Massagrande, Golob, Nikolic, Degano.

Padova: Romano, Sforzin, Zanon, Rolle, Quadri, Matè, Vitali, Curti, Novello, Celio, Prunecchi. 

Arbitro: Carpani, di Milano

Sugli spalti, un tifo da campanile, ovviamente scatenato. I veneziani apostrofavano le galline campagnole: contadini, villani rifatti, analfabeti e così via. I padovani rispondevano per le rime, ricordando ai veneziani la più grave delle loro colpe: gettare in acqua i propri bisogni corporali.

Io chiedevo lumi a mio padre: perché litigano? cosa succede? Mio padre rispondeva che non appena le galline avessero preso un paio di reti si sarebbero calmate immediatamente. Bene: attendo che s’inizi l’incontro – scontro alle 15, con la certezza di vedere le galline padovane ridimensionate.

Non sembrava, veramente, che dovesse andare proprio così: dopo i dieci minuti iniziali, in cui il Venezia cercava di arginare le galline, queste ultime non sembravano più undici ma, che so? sedici, diciassette. Comunque, dal decimo minuto in poi s’inizia un’affannosa e disperata difesa. Il portiere del Venezia, Griffanti, resiste (con abilità ma anche con fortuna sfacciata) sino al 32’, quando capitola malamente:

32’ Prunecchi, ala sinistra, segna per le galline.

Passano 13’ e l’ala destra Vitali, con una serpentina, al 45’, infila Griffanti. Era l’ultimo minuto del primo tempo: maledette galline…

Si va al riposo sul due a zero e i tifosi veneziani dicono che nello spogliatoio si prenderanno le opportune decisioni. Nulla di più sbagliato. S’inizia il secondo tempo e le galline dilagano, come gli unni, verso la porta veneziana che dopo 3’ capitola di fronte all’ala sinistra Prunecchi (di nuovo lui…): Venezia 0 – galline 3.

Passano altri sette minuti da piangere e l’ala destra Vitali (di nuovo lui) segna il quarto gol al 55’.

I tifosi cominciano a prendersela anche con l’arbitro, forse colpevole di vivere… Palla al centro e dopo 3’, al 58’, l’ala sinistra Prunecchi (ancora lui…) segna la quinta rete. Qualcuno comincia ad avere i lucciconi agli occhi: parlo dei tifosi veneziani, non delle galline. Ma qualcosa cambia… sì,cambia, Prunecchi e Vitali non segnano: segna invece il centravanti Novello, al 75’ e all’82’ per non essere da meno. Siamo ormai sul 7 a 0 per le galline: qualcuno pensa al suicidio.

Ma Prunecchi non demorde e vuole fare il suo quarto gol personale: lo realizza all’84’ con una cannonata da fuori area. Griffanti piange disperatamente. I tifosi piangono disperatamente. Questa è stata la prima partita alla quale ho assistito: è tutt’ora il record assoluto per la serie A. A quando un nove a zero?

E ora, veniamo al fatto paranormale o quasi. Finita la partita, mio padre mi porta in Calle della Bissa, a Rialto, da Gislon, per consolarci con una mozzarella in carrozza di una bontà commovente. Per arrivarci, passiamo per la Piazza (San Marco, per antonomasia: c’è una sola Piazza, a Venezia) e notiamo un trambusto non indifferente: qualcuno ha mollato 8 galline padovane 8, bianchissime e con la cresta rossa, le quali, terrorizzate, corrono qua e là come impazzite…

La questione è, essendo la partita finita da poco: come hanno fatto a procurarsi per tempo le 8 galline 8? sono andati a prenderle in qualche luogo segreto? o le avevano già preparate in un sacco? e come facevano a sapere degli otto goals, per cui c’erano pronte 8 galline 8? dicevamo all’inizio che il problema non è mai stato approfondito: forse per vergogna.

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