El mazzariòl [27]

mazzariol
El mazzariòl del Piave: grande poco più di un gatto.

Come tutti i diavoli, non ha diritto alla maiuscola nella sua lettera iniziale. Grande poco più di un gatto, è una creatura dispettosa ma non propriamente cattiva.

Le sue asenàte (equivalente a dispetti senza motivo) le fa quando meno te l’aspetti. Di solito lo si vede con la coda dell’occhio, con la visione periferica e mai pienamente, col visus consueto. Molto permaloso, anzi permalosissimo. Se il mazzariòl vi fa uno scherzo, dovete far vedere che ne avete sofferto: queste sono le regole del gioco. Ad esempio, se alla mattina, nella vostra stalla, trovate una mucca con le treccine sulla coda, è stato sicuramente il mazzariòl: dovete far finta che ciò vi abbia dato un grande dispiacere, lamentarvi a voce alta, proferire imprecazioni e dire “Carogna di un mazzariòl, guarda cosa mi combina, se lo prendo…”

Allora il mazzariòl è soddisfatto. Se invece questo non succede, vuoi perché non hai visto, vuoi perché veramente non pensi che sia stato lui, allora s’iniziano i dispetti più impegnativi. Per esempio, la mattina successiva potreste trovare tutte le vostre mucche con le treccine sulle code ma con le code annodate a due a due. Potreste trovare il gatto o il cane completamente rasati o tutte le galline senza penne sulla coda. Oppure ancora potreste trovare tutti gli escrementi della stalla sparsi nel fieno o tutte le cavezze annodatissime. La stessa sorte potrebbe toccare alla frusta per i cavalli, che trovereste pure annodata, da perderci due ore per sistemarla. Come si può capire, sono cose fastidiose ma in qualche modo rimediabili. Ancora, potreste trovare tutte le campane delle mucche senza battacchio o tutti i rastrelli da fieno senza i denti. I denti e i battacchi sono sempre in un angolo e il mazzariòl non li porta via: è dispettoso ma non proprio cattivo.

Se avete lasciato nella stalla dei secchi di latte, potreste trovare il latte cagliato o con della crusca dentro: la crusca la mette il mazzariòl, è una cosa sua, come se fosse la sua farina proverbiale che va sempre in crusca.

Ha una passione per gli specchi e per le carte da gioco. Se avete nella stalla uno specchio, per pettinarvi o per farvi la barba, è molto probabile che non lo troviate più. Le carte da gioco vengono sparse per tutta la stalla e soprattutto immerse nello sterco delle mucche. Forse ci sarà una metafora.

Il mazzariòl non si comporta allo stesso modo con tutte le famiglie dei contadini: certe famiglie sono più soggette e certe meno ma nessuna ne è esente.

Le ragazze da marito sono tra le vittime preferite. Raramente il mazzariòl fa le sue bravate fuori dalla stalla, dal pollaio o dal porcile: un’eccezione sono le ragazze da marito, soprattutto se sono schizzinose e tendono a non sposarsi. Nei filò, le mamme, le nonne e le zie dicono alla ragazza da marito schizzinosa: “Hai visto cosa ti ha fatto il mazzariòl? Spòsati, ché non ti succederà più niente…”

E cosa può averle fatto il mazzariòl? Un terrificante e incredibile elenco di asenàte:

  • Se la ragazza ha i capelli corti (raro) alla mattina può trovarsi completamente rasata.
  • Se ha i capelli lunghi, se li trova tutti annodati, con nodi fittissimi e non le resta altro che raparsi a zero.
  • Può trovarsi alla mattina senza peli nelle parti intime (prima di dirlo nel filò, bisogna assicurarsi che i marmocchi non ascoltino).
  • Può svegliarsi con la camicia da notte tutta tagliuzzata oppure sporca di zolfo: come la crusca, anche lo zolfo (notoriamente demoniaco) viene messo in loco dal mazzariòl.

Parlare col prete non è il caso: egli ha altro da fare e non perde tempo con queste stupidaggini.

I ragazzi che non studiano o marinano la scuola vanno pure soggetti a dispetti ed asenàte: scarpe coi lacci annodati in modo inestricabile, libri rovinati (ma non i libri di scuola…), la fiocina per le rane distrutta, il vasotto del vischio per uccellare con un buco sul fondo.

Si narra che prima del Concilio di Trento (1545-1563) i diavoli imperversassero per le campagne, compreso il mazzariòl e tutti con inaudita cattiveria, compreso il mazzariòl: poi, venne il Concilio che cacciò tutti i diavoli molesti. Il mazzariòl ebbe una dispensa speciale perché si impegnò a non fare cattiverie eccessive e soprattutto si impegnò a fare solo scherzi, anche se di dubbio gusto.

Quando le donne, nel caldo delle stalle e nelle notti magari nevose raccontavano queste cose, i bambini rimangono a bocca aperta, tutti rannicchiati uno sull’altro, magari vicino a un vitellino ed ascoltano senza dire assolutamente niente. Non sono cose, né cattiverie, da temere in modo speciale, però… meglio rigare dritti, non si sa mai… meglio sposarsi (se da marito) e meglio fare i còmpiti (se scolari).

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