Sigarette e gondolieri [37]

gondolaPerché ho cominciato a fumare a quattordici anni? Per dei tentativi di corruzione da parte dei gondolieri. Il mio lavoro in Cooperativa Gondolieri consisteva infatti, tra l’altro, nell’assegnare le gondole (e relativi gondolieri) alle richieste degli alberghi.

Vediamo come, cogliendo così l’occasione per illustrare anche alcuni aspetti della vita veneziana.

I turisti, si sa, sono innamorati, a ragione, delle gondole e dei giri romantici in laguna che si fanno a bordo delle gondole. Molte volte per i turisti si tratta del sogno di una vita: arrivano all’albergo e la prima cosa che fanno è prenotare una gondola per un giro romantico, serale, nel Canal Grande. I giri sono organizzati in modo impeccabile: delle grosse imbarcazioni vengono allestite per avere a bordo delle orchestrine. Queste imbarcazioni seguono nel Canal Grande gli sciami di gondole, suonando, magari con un tenore o con un soprano, creando un’atmosfera romantica e suggestiva. Una volta sola ricordo un baritono che intonava struggenti arie liriche, come ‘Oh dolci baci e languide carezze’ [Tosca di Giacomo Puccini], anche se tale romanza è per voce tenorile. Ricordo una turista francese che sull’aria citata [E lucevan le stelle] piangeva dalla commozione. Qualche lacrima era comunque frequentissima.  Le canzoni che vengono suonate sono molto melodiose e una parte non indifferente è riservata, oltre alle canzoni veneziane, alle arie napoletane, come ‘O’ sole mio’ eccetera.

In una gondola ci stanno sette turisti ma il prezzo non è per turista bensì per gondola.  L’albergo prenota tre gondole? Vengono addebitate tre gondole per l’appunto: poi, se in una gondola c’è una persona o sette, il prezzo che paga l’albergo ai gondolieri  è sempre lo stesso.

Immaginiamo che telefoni quindi l’albergo e che prenoti due, cinque, sei gondole, quello che è: non è detto che la prenotazione corrisponda a quanto previsto dalla Cooperativa. Nella settimana precedente, una commissione della Cooperativa aveva elencato per ogni albergo e per ogni serata un certo numero di gondole e relativi gondolieri, distribuendo il lavoro in modo democratico tra i gondolieri della cavana [stazione di gondole] più vicina all’albergo.

Ecco perché tutti i gondolieri vorrebbero essere iscritti alle cavane di San Beneto (Bacino Orseolo), Santa Maria del Giglio o San Marco: sono le più vicine agli alberghi di lusso, per cui le mance sono mediamente molto più generose che in altre cavane. L’iscrizione tuttavia segue delle regole familiari ferree.

Supponiamo, ad esempio, che al Danieli per questa sera siano state assegnate sette gondole coi relativi sette gondolieri, con nome e cognome: può succedere che un gondoliere già assegnato non possa presentarsi per vari motivi (malattia, impegni personali) oppure che il Danieli richieda più di sette gondole, raramente ne vengono richieste meno. Sono quindi frequentemente necessari altri gondolieri. Dovrebbe riunirsi nuovamente la commissione di assegnazione ogni sera o quasi, perché problemi del genere sono all’ordine del giorno. E invece decidevo io, con criteri prestabiliti e oggettivi ma il limite discrezionale era comunque elevatissimo. Senza contare i gondolieri che non telefonavano nemmeno per dirsi indisponibili o che telefonavano per dichiararsi indisponibili dopo mezzogiorno, termine ultimo consentito dalla Cooperativa. Questi ultimi, se mancavano più di una volta, non erano più inseriti negli elenchi sino alla prossima assemblea trimestrale che decideva in proposito. Di solito questo succedeva per cavane periferiche, legate ad alberghi con poche stelle, dove tutto sommato conveniva ‘stàr in tràsto’, [stare sull’asse trasversale della gondola] cioè attendere il turista di passaggio rimanendo in gondola, invitandolo col grido ‘gondola, gondola!’.

Quindi ogni sera o quasi io dovevo riempire i vuoti che venivano a crearsi. Inoltre io andavo in una delle gondole (come lavoro straordinario), prescelta a mio piacimento, per fare da cicerone in quattro lingue. La gondola col cicerone incassava mance fuori misura. Queste mance venivano divise in due terzi al gondoliere e un terzo a me. Io guadagnavo più di mance che di stipendio: molto di più. Ovviamente la gondola da me prescelta era sempre tra quelle del Danieli o del Gritti, per chiari motivi…

Durante il giorno, quindi, scattavano i tentativi di corruzione: il gondoliere che non godeva di assegnazione per la sera veniva in ufficio e mi metteva sul tavolo un paio di pacchetti di sigarette americane o egiziane ovali o turche, squisite. Io avevo un bel dire che non fumavo e che comunque non avrei potuto avere preferenze; la risposta invariabile era: “Allora butta via le sigarette ma ricordati di me.”

Con le sigarette sul tavolo, la tentazione di fumare era irresistibile anche se per un lungo periodo le sigarette mi fecero malissimo: nausea, vomito, giramenti di testa, tosse e mal di gola…

Ma, purtroppo, fumando mi sembrava di essere un vero uomo… a quattordici anni.

Le mance erano elevate perché veramente c’era la massima soddisfazione da parte del turista che lasciava la mancia. Io prendevo di stipendio ventimila lire ma non erano rare mance da diecimila lire, da dividere col gondoliere. Colui che dava la mancia usciva in varie lingue con espressioni come: “Grazie. Forse, per mia moglie e per me, questa è stata la più bella serata della vita.”

Finito il giro sul Canal Grande, non era raro, dietro altro compenso, che i turisti facoltosi ‘per mettere qualcosa sotto i denti’ (come se al Danieli si patisse la fame…) si facessero portare anche in qualche locale chic, magari all’Harry’s Bar o all’Antico Martini, vicino alla Fenice. In questi casi, le mance arrivavano anche dai proprietari dei locali, magari il giorno dopo. Inoltre, il gondoliere doveva attendere la fine della cena per riportare gli ospiti all’albergo e questo ulteriore servizio costava una cifra non indifferente.

Annunci

1 commento su “Sigarette e gondolieri [37]”

  1. Son cose risapute, ma raccontate in questo modo, anche se riferite a anni fa, risultano simpatiche e meritano decisamente un ruolo importante nella storia della vita quotidiana di Venezia

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...