Guerino e Pacifico: storiella veneziana [41]

LeoniForse non tutti sanno che i leoni di San Marco sono due, chiamati Guerino e Pacifico.

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Bandiera di pace.

Pacifico è custode del vessillo tradizionale di Venezia in tempo di pace: un leone alato (che simboleggia l’evangelista Marco) che con la zampa anteriore destra regge un Vangelo aperto, su cui spicca la scritta pax tibi Marce, evangelista meus [pace a te, o Marco, mio evangelista]: il cosiddetto Leone Andante.

guerra
Bandiera di guerra.

Guerino è custode del vessillo di Venezia del tempo di guerra: sempre il leone alato, che con la zampa anteriore sinistra poggia sul Vangelo chiuso e con l’anteriore destra brandisce una spada.

Si passava da un vessillo all’altro quando la Serenissima dichiarava lo stato di guerra contro qualcuno.

Ed ecco la storiella: un bel giorno Guerino e Pacifico decisero di dividersi il territorio di caccia e gettarono le sorti per sapere a chi dovesse toccare la città e a chi dovesse toccare la terraferma. Le sorti a Venezia (come ancora presso i notai in tutta Italia) si tirano con delle pagliuzze, una per ogni sorteggiando e solo una di queste più corta delle altre: chi pesca in sorte la pagliuzza più corta è il sorteggiato, per l’appunto. La sorte decise che Pacifico dovesse avere i suoi territori di caccia nel centro storico e che Guerino dovesse avere la terraferma viciniore, Mestre e Riviera del Brenta comprese. Si dettero l’appuntamento per l’anno successivo davanti alla Basilica.

Si ritrovano per l’appunto dopo un anno: Pacifico, bello in carne e paffuto, attende Guerino che sta arrivando dal fondo della Piazza, magrissimo, macilento, ingobbito e malfermo sulle gambe.

Si salutano e si chiedono come sia andata. S’inizia la geremiade di Guerino: “Ah, come vedi, sono a un passo dalla tomba… non si trova niente da mangiare… quando chiedo a qualcuno educatamente se posso usarlo come colazione, non vuole proprio, si mette a gridare e subito arrivano i suoi amici armati di badili e picconi che, se non scappo, mi darebbero un sacco di bastonate. Dovrei aggredire qualcuno di sorpresa ma, prima di tutto, non ne ho il carattere e poi bisogna dire che sono tutti allarmati, sanno che sono nei paraggi… insomma, un disastro… ma tu, Pacifico, amico mio… ti vedo bene, anzi benissimo… florido… in carne… ma come fai? avrai un segreto, sicuramente…”

“Caro Guerino, ti dirò: anch’io il primo mese ho patito una fame d’inferno, ma poi… ho trovato la soluzione: da undici mesi mangio politici ed alti burocrati e non se ne accorge nessuno…”

 

 

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