Usanze a Venezia 1 [78]

veneto
Vessillo della Regione Veneto.

Revisione 17 nov 2018 – Molte erano le usanze di Venezia che non c’erano in terraferma e viceversa, per ovvî motivi. Continua a leggere Usanze a Venezia 1 [78]

I gemelli cantori [77]

singers
I gemelli cantori.

Revisione 17 nov 2018 – M ed R, di cognome facevano L. e probabilmente lo fanno ancora, perché mi auguro che siano ancora vivi, anche se da trent’anni li ho persi di vista. Continua a leggere I gemelli cantori [77]

So io il perché [76]


SoIoIlPercheRevisione 17 nov 2018 – Maria Soldàn era una ventenne, figlia di agricoltori, che avevano solo un paio di campi da coltivare. Nella casetta, situata nella borgata, viveva da sola con i genitori. Era la più bella ragazza del paese e questo  a detta di tutti ma non era solo bella: era gentile e sorridente.

Un codazzo di bambini le giravano sempre attorno: probabilmente l’avrebbero voluta avere per mamma. I bambini si aspettavano da lei storie, giochi, sorrisi e dolcezze. Continua a leggere So io il perché [76]

Il pesce e i veneziani 2 [75]

75sanpietro
Pesce San Pietro. (Zeus faber) La macchia sul fianco che sembra un occhio serve per spaventare i suoi predatori.

Revisione 17 nov 2018 – Bisogna pensare che, mangiare pesce a Venezia, non era un lusso ma un’abitudine che derivava dalla dislocazione della città: prima che ci fosse il Ponte della Libertà, mangiare carne fresca era un problema per il portafoglio dei popolani. Continua a leggere Il pesce e i veneziani 2 [75]

Il pesce e i veneziani 1 [74]

pesce
Venezia, per puro caso, sembra un pesce.

Revisione 17 nov 2018 – Se Venezia è fatta a pesce, ci sarà pure un perché… e invece, non c’è nessun perché: è una combinazione, un puro caso. Continua a leggere Il pesce e i veneziani 1 [74]

Vischio per uccellare [73]

VischioPioppo
Platano, d’inverno, col vischio sempre verde infestante.

Revisione 17 nov 2018 – Il vischio, viscum vlbum (detto vìs-cio nella sinistra Piave), non ha radici e vive da parassita sulle piante più diverse. Ha le foglie sempre verdi e quindi esegue la classica azione clorofilliana ma, non avendo le radici, da buon parassita, sfrutta la pianta ospitante per procurarsi l’azoto, magari danneggiandola seriamente. Continua a leggere Vischio per uccellare [73]

Te lo avevo detto [72]

corno
Corno di bue contenente acqua e una pietra per affilare la falce fienàia. Il corno si tiene appeso alla cintura.

Revisione 17 nov 2018 – Bèpi era un ottimo contadino. Di solito, quando si parla di qualcuno lontano nel tempo, si dice che era veramente buono.

Sta di fatto che Bèpi era veramente buono: una pasta d’uomo, come si suol dire; forse, anche troppo. I suoi parenti non lo prendevano troppo sul serio e infatti aveva come soprannome la sua frase abituale che illustreremo qui sotto.

Continua a leggere Te lo avevo detto [72]

La camera da letto [71]

tombola

Revisione 17 nov 2018 – Siamo nella sinistra Piave, negli anni ’60. Nel paese, c’è grandissima attesa per la Sagra del 24 agosto, giorno di San Bartolomeo e per le manifestazioni correlate. A partire dalla settimana precedente, nel cortile delle scuole vicino alla piazza centrale, trovano posto le varie giostre e giostrine, non esclusa la giostra a catene, mentre nella piazza centrale stessa trova posto un grande autoscontro, attrazione principe dei festeggiamenti. Ci sono anche i consueti banchetti con caramelle, liquirizie, torroni e mandorlati.

Continua a leggere La camera da letto [71]

Venezia-Fiorentina [70]

Moeca
Il leone di San Marco, cosiddetto in moéca, coi colori nero-verdi, caratteristici della squadra di calcio del Venezia.

Revisione 16 nov 2018 – Campionato 1961-1962 – Serie A – Prima Giornata – 27 agosto 1961
VENEZIA-FIORENTINA = 0 – 1 (primo tempo 0:0)
VENEZIA: Bandoni, Tesconi, Ardizzon, Invernizzi, Carantini, Frascoli, Rossi, Santisteban, Kaszas, Raffin, Pochissimo.
FIORENTINA: Sarti, Robotti, Castelletti, Ferretti, Orzan, Rimbaldo, Hamrin, Jonsson, Milani, Dell’Angelo, Azzali.
ARBITRO: Campanati di Milano.
GOL: 62’ Dell’Angelo.

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Angela e il fumo che uccide. [69]

ViaGaribaldi
Il rio interrato nel 1807, che costituisce l’attuale Via Garibaldi.

Revisione 16 nov 2018 – A Venezia città esistono due Vie: “Quéa dei sióri e quéa dei poaréti”. [Quella dei ricchi e quella dei poveri.] Continua a leggere Angela e il fumo che uccide. [69]

El Guèmpo [68]

elGuempo
El Guèmpo col il suo distintivo sul berretto.

Revisione 16 nov 2018 – Siamo a Venezia, sulla Riva degli Schiavoni, negli anni ’50.
Del Guèmpo, non ricordo il nome: solo il soprannome, né so cosa significasse tale soprannome. In quel periodo avrà avuto una ventina d’anni, molto probabilmente qualcuno di meno. Diceva di non sapere nemmeno la propria età, il che era francamente impossibile perché sarebbe bastato chiederlo alle suore che lo avevano allevato. El Guèmpo era stato deposto sulla porta dell’Antico Spedale della Pietà, che se ne occupassero le suore. Continua a leggere El Guèmpo [68]

Limericks[67]

LimerickRevisione 16 nov 2018 – Quando ero bambino e abitavo al primo piano della casa sulla Riva degli Schiavoni, oltre ad avere al piano terra (sotto casa) il negozio di Castagnaccio di Gigi di cui abbiamo parlato nell’articolo [60], avevo al piano di sopra una certa signora Maria Temelacchi, croata, dal cognome chiaramente italianizzato, che viveva a Venezia per curare la tomba del marito, alto ufficiale irlandese della marina militare inglese, ucciso dai tedeschi durante il secondo conflitto mondiale.  Continua a leggere Limericks[67]

Calle della Mandola [66]

navi
Navi e sommergibili da guerra nel porto di Venezia, nel dopoguerra. La foto, originariamente in bianco e nero, è colorata artificialmente.

Revisione 16 nov 2018 – Si fatica a trovare documenti sulle marine militari occupanti Venezia subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Continua a leggere Calle della Mandola [66]

Spegnete la luce [65]

Luciano
Fotografia di (A) al lavoro, nel 1962. Notare la mancanza delle prime tre dita nella mano sinistra.

Revisione 16 nov 2018 – Abbiamo parlato altrove di (A), che era reduce dall’inferno di Marcinelle, con la pusièra (dal francese poussière, polvere di carbone) nei polmoni e relativo enfisema, coi soli mignolo ed anulare nella mano sinistra a seguito di un incidente in miniera e che viveva con la pensione belga. (A) diceva che il Padre Eterno gli aveva salvato l’anulare della mano sinistra per il fatto che il dito sarebbe dovuto servire per l’anello matrimoniale: in effetti, egli si sposò anni dopo con la sua infermiera.

Continua a leggere Spegnete la luce [65]

Arsenale [64]

arsenale

L’ingresso via terra ( sulla sinistra, c’è  il relativo portone) e via canale dell’Arsenale di Venezia.

Revisione 16 nov 2018
Quale ne l’arzanà de’ Viniziani
bolle l’inverno la tenace pece
a rimpalmare i legni lor non sani,
(Dante, Inferno, XXI, 7-9) Continua a leggere Arsenale [64]

Intingolo di pasta e fagioli [63]

pastafagioliRevisione 16 nov 2018 – Il nome è come l’abito: può fare il monaco.
Si può essere innamorati di un piatto? Beh… se tale piatto, col suo profumo, col suo sapore e con i suoi ingredienti, ricorda le tradizioni della propria terra… allora sì, perché in realtà, amando e celebrando il piatto, si celebrano le proprie origini, i propri natali.

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Sicurezza [62]

toroRevisione del 16 nov 2018 – Quando qualcosa o qualcuno ci spaventa, questo qualcosa o qualcuno, [come se fosse] dotato di magici poteri, ruba la nostra sicurezza. Va bene, ammettiamolo: e al posto della sicurezza che ci è stata presa, cosa rimane? Rimane ad esempio la paura o qualche altra sensazione negativa: la natura ha paura del vuoto (horror vacui) e, se può, riempie il vuoto con qualcos’altro, anche se non troppo adatto.

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Mondo e la tosse [61]

MONDO
                                                 Falegnameria tradizionale: il colmo del tetto di un pollaio, in abete bianco.

Revisione del 16 nov 2018 – Mondo (Edmondo) aveva, assieme al fratello Toni, una falegnameria tradizionale con qualche operaio, oltre ai figli di Mondo e Toni, che sin da bambini aiutavano per quel che potevano. Continua a leggere Mondo e la tosse [61]

Gigi del gardo [60]

Gigi3Ovvero: Luigi del castagnaccio.
Se siete stati a Venezia, nel periodo che va dal dopoguerra a tutti gli anni ’70, dovreste essere stati (quasi per forza) sulla Riva degli Schiavoni. Continua a leggere Gigi del gardo [60]