Calle della Mandola [66]

navi
Navi e sommergibili da guerra nel porto di Venezia, nel dopoguerra. La foto, originariamente in bianco e nero, è colorata artificialmente.

Si fatica a trovare documenti sulle marine militari occupanti Venezia dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Le poche notizie non sono concordanti: per esempio, il tesseramento del pane è ufficialmente finito nel 1948 ma vi posso assicurare che ancora nel 1952 o nel 1953 il pane non si trovava facilmente; era molto caro e di pessima qualità.

Quindi, parecchio di quello che vi dirò è passato, per molti motivi, sotto silenzio.

Vi parlo di ciò che vedeva con i propri occhi la popolazione del centro di Venezia, a quel tempo composta da circa 180.000 abitanti. Ora siamo a 58.000. La popolazione vedeva quello che c’era per le calli, sulla Riva, insomma nella città. La prima marina militare di stanza a Venezia fu la marina di Sua Maestà britannica. I marinai e gli ufficiali inglesi non erano amati dalla popolazione e a piena ragione, per non dire odiati. Si comportavano più o meno come hanno fatto successivamente gli hooligans: entravano nei bar e nelle osterie, consumavano e non volevano saperne di pagare. Orinavano in mezzo alla gente, per esempio in Piazza o a Rialto. Non tutti, naturalmente ma quello che dava più fastidio erano i loro poliziotti che facevano finta di non vedere. Se un ragazzino chiedeva una caramella (non avevano chewing-gum, masticavano caramelle allo zenzero) facevano finta di offrigliela e poi, ridendo, all’ultimo momento la buttavano per terra e la calpestavano sotto i piedi.

Così si fa un impero. Andavano in Calle della Mandola, dove c’era una famosa casa di tolleranza, consumavano il prodotto e si rifiutavano di pagare la prestazione. Cominciarono a prendere delle belle bastonate e quindi passarono vigliaccamente alle canagliate notturne dove non potevano essere malmenati. In due o tre di loro, da veri gentiluomini, fermavano le coppiette, violentavano la ragazza e, coltelli alla mano, obbligavano il moroso a non distogliere lo sguardo, ad osservare la scena. Finito lo stupro, al malcapitato moroso veniva impartita anche una buona riga di bastonate: half cast [eravamo, per loro, una razza a metà].

Ma quest’ultima bravata fu l’ultima. Visto che le autorità militari inglesi nicchiavano, i veneziani decisero di correre ai ripari con le brutte maniere: i marinai e gli ufficiali inglesi, anche se armati, non potevano più girare per la città, perché venivano trovati morti in un lago di sangue, col cranio spaccato a colpi di remo.

Questo non si trova nelle cronache ufficiali ma vista la mal parata, la marina inglese si trasferì dal porto di Venezia al porto di Trieste. Nella disgrazia, fu una fortuna, perché la scintilla che fece esplodere il malcontento popolare e fu il preludio all’assegnazione della Zona A all’Italia fu il seguente episodio: due sottufficiali inglesi, ubriachi, alla guida di un autoblindo, sfondarono la porta della chiesa di San Giusto, entrarono con il mezzo corazzato e mitragliarono la gente che assisteva alla Messa. Noi siamo half cast.

A Venezia, nel frattempo, erano arrivati gli americani. Bravi ragazzi, non certamente bestie rabbiose come gli inglesi, vivevano la loro libera uscita in simbiosi coi veneziani. La polizia militare (MP) era comunque spietata, soprattutto quando facevano delle ragazzate, come buttarsi in acqua vestiti ridendo come matti, alterati dal vino. Se in vino veritas, bisogna dire che gli americani erano delle brave persone. I ragazzini erano in fila per la ciùnga (da chewing-gum, gomma americana) né ho mai visto le porcherie fatte dagli inglesi. Anzi, nella distribuzione di gomma da masticare e Coca-Cola ai bambini si divertivano parecchio. Forse l’impero americano si può fare con più bonarietà di quanto non facciano i perfidi figli di Albione. Gli hooligans ci saranno pur per qualcosa.

Forse, noi siamo ancora una razza a metà? Forse ma loro hanno capito solo i colpi di remo in testa.

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