So io il perché [76]


SoIoIlPercheMaria Soldàn era una ventenne, figlia di agricoltori che avevano solo un paio di campi da coltivare. Nella casetta, situata nella borgata, viveva da sola con i genitori. Era la più bella ragazza del paese, a detta di tutti ma non solo bella: era gentile e sorridente.

Un codazzo di bambini le giravano sempre attorno: probabilmente l’avrebbero voluta per mamma. I bambini si aspettavano da lei storie, giochi, sorrisi e dolcezze.

Non aveva il fidanzato ma aveva un corteggiatore assiduo: un giovane di venticinque anni, bello, simpatico, un poco taciturno che aveva perso la testa per lei. Chiamiamolo X. X era della famiglia degli Z, una famiglia ricchissima che aveva centinaia di campi, tre fattori e decine di mezzadri. Dopo il 1866, un vecchio Z era emigrato in Argentina ed era ritornato con una fortuna economica colossale. Aveva investito tutto, comperando mezzo paese e comperando campi anche nei paesi vicini.

X quindi non vedeva motivo per cui Maria lo rifiutasse e, un giorno in cui Maria era andata in paese, si era presentato ai genitori di lei, informandosi preventivamente se ci fossero stati impedimenti da parte loro nel caso che lui avesse chiesto la mano della ragazza. Quando la madre di Maria chiese se la figlia fosse al corrente della richiesta, molto educatamente X rispose che se loro, i genitori di Maria, avessero dato un consenso formale non vincolante, lui si sarebbe dichiarato a Maria, sperando che la ragazza avrebbe acconsentito. I genitori risposero che, se la ragazza fosse stata d’accordo, per loro non ci sarebbe stato alcun problema, anche perché conoscevano la famiglia Z.

Quando Maria tornò dal paese, disse che era vero: X le aveva parlato un paio di volte, lei sapeva perfettamente chi era, che comunque lei non lo avrebbe sposato mai e che lei sapeva anche il perché.

I genitori aspettarono un paio di giorni e poi partirono all’attacco: era il miglior partito del mandamento, forse di tutta la provincia di Treviso, educato, a modo, i suoi avevano una reputazione eccellente, i loro mezzi erano enormi, sarebbe stata felice tutta la vita, ormai aveva vent’anni, il tempo passava e un’occasione del genere non le sarebbe capitata mai più. Le parlavano nel suo interesse.

Maria ascoltò attentamente, rifletté e disse: “Ci penserò su, per farvi un piacere.”

Questa frase di Maria venne interpretata come un mezzo assenso per un giorno o due, poi i genitori, nella loro fantasia, trasformarono la frase di Maria in un assenso completo. S’iniziò il corteggiamento da parte del giovanotto e quando X diceva a Maria: “Mi vuoi sposare?”, lei rispondeva: “Non vorrei fare un dispiacere ai miei genitori…”

X capiva, da questa frase sibillina, che i genitori non fossero consenzienti ma gli sembrava impossibile perché quando passava a trovarli era accolto come un principe. Tuttavia X capiva anche, perfettamente, che la ragazza non aveva ancora preso una decisione definitiva e un bel giorno le disse: “Maria, io intanto preparo tutto per il matrimonio, la cerimonia in chiesa, il pranzo e anche il tuo vestito che sarà fatto dal miglior sarto di Treviso: poi, se deciderai per il sì, sarà tutto pronto, altrimenti… altrimenti pazienza.” La ragazza rispose: “Se ti fa piacere… io non avrei comunque ancora deciso.” X in cuor suo era convintissimo che Maria, alla fine,  avrebbe acconsentito.

Con discorsi di questo genere, sempre poco chiari, si arrivò alla cerimonia, coi testimoni e con tutto pronto: si dice che fosse il più bel matrimonio mai celebrato in paese.

La sposa, con una lunga treccia bionda, era splendente ed aveva il vestito del sarto di Treviso: un vestito che sembrava uscito da una rivista di moda.

Il prete, al momento opportuno, disse: “Maria Soldàn, vuoi tu prendere quest’uomo, X Z, come tuo legittimo sposo?”

Maria rispose: “No.”

Il prete strabuzzò gli occhi e disse: “Ho capito bene, Maria? No? Perché?”

E Maria: “No, reverendo, non voglio sposarlo e il perché lo so io.”

Fine della cerimonia. Non vi dico cosa successe in paese. X, per la vergogna, era andato ad abitare a Treviso ma meditava una tremenda vendetta, anche se Maria in realtà non aveva mai dato, proprio mai, il suo assenso.

Maria riprese la vita di sempre e dopo un mese circa si trovava al lavatoio pubblico col suo bucato, assieme ad altre tre o quattro donne.

Improvvisamente, dalla siepe, sbucò X con un paio di forbici da potatore, enormi e minacciose. Maria rimase impietrita e le altre donne non trovarono di meglio che gridare: “Gesù! Adesso uccide Maria! Adesso la uccide!”.

X si avvicinò a Maria con un balzo, afferrò la lunga treccia bionda e con un colpo di forbici ben assestato, zac! tagliò la treccia sin dalla radice dei capelli. Poi se ne andò, brandendo la treccia come una preda, né si fece mai più vedere da Maria. Questa era stata la sua vendetta.

Maria si sposò l’anno dopo con un giovane contadino e andò a vivere nella casa di lui. Visse felice e contenta sino all’età di trentatré anni, quando morì per le complicazione di un parto, lasciando altri tre bambini. Il marito non si risposò mai.

Le chiacchiere del filò:

  • Il Signore si prende subito i migliori.
  • La morte a 33 anni è la morte del Signore.
  • Chi racconterà le fiabe a quei poveri bambini.
  • La nonna.
  • Vuoi mettere le storie raccontate da una mamma.
  • Vero…
  • Forse è stata punita per il dispetto delle nozze.
  • Ma cosa dici: non aveva mai detto di sì.
  • Lui con le forbici la voleva uccidere: un angelo gli ha deviato la mano.
  • Quelli coi soldi credono di fare quello che vogliono.
  • Aver soldi non è una colpa: lui si era comportato bene.
  • Sì ma le ha tagliato la treccia.
  • Mi sembra tutto sommato comprensibile, anche se non ne aveva il diritto.
  • X è rimasto scapolo sino a quando ha saputo che Maria era morta: poi è sparito, sembra che sia andato in convento o in Argentina.
  • I suoi di lui ne hanno fatto una malattia.
  • Quando Maria è morta i genitori di X sono andati al funerale, ma non X.
  • Che fatti…
  • Sembra un romanzo…
  • Io penso di sapere quale fosse il segreto di Maria ma non lo dirò mai a nessuno.
  • Anch’io, penso di saperlo.
  • Io, se lo sapessi, lo direi.
  • Io, no.
  • Il marito di Maria non si è più sposato: se non avesse avuto sua madre che badava ai bambini, che viva altri cento anni, cos’avrebbe fatto?

 

 

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