Raccolta di proverbi 2 [83]

proverbi2Ora che abbiamo creato, con l’articolo precedente, le premesse per la conoscenza di cosa sia un proverbio, vediamone alcuni non molto consueti. Chi desidera, può trovarsi il proverbio opponente per il ‘Doppio Legame’.

         El prìmo òmo che Dio gà creà móna,
e ‘l se gà sposà ‘na fémena ma Dio no ƚo perdóna.
[Il primo uomo che Dio ha creato sciocco,

          si è sposato una femmina ma Dio non lo perdona.]
          Significato: anche se sciocco, non sarà nemmeno
          perdonato per il suo errore, anzi, sarà punito…

 De séra in tànti e de matìna in pòchi.
         [Di sera in tanti e di mattina in pochi]

         Significato: la gente vuol divertirsi e pochi vogliono lavorare.

Òcio de pésse lésso:
inamorà o fésso.
[Se uno ha l’occhio da pesce lesso

         o è innamorato oppure è fesso]

El càldo del lèt no fa bòier la calièra.
[Il caldo del letto non fa bollire il paiolo]

        Significato: bisogna alzarsi presto e lavorare.
       

Par maridàrse ben, xe necessàrio assài
pensàrghe sóra e decìder mài.
[Per maritarsi bene, è fondamentale

         pensarci sopra e decidere mai]

El sól no spèta chi dòrme, el sol màgna ƚe óre.
[Il sole non aspetta chi dorme, il sole mangia le ore]

        Significato: alzati per tempo, lavora.

Dio, par castigàr un òmo,
el ghe méte in ménte de maridàrse.
[Dio, per castigare un uomo,

         gli mette in mente di maritarsi]

Doƚór confidà, guarìo a metà.
[Dolore confidato, guarito a metà]

Chi che tól par mugièr na dòna rìca,
un dì el se gòde e diése el cìca.
 [Chi prende per moglie una donna ricca,

         un giorno si gode e (per altri) dieci si pente]

La casa no gà pàse, se ‘ƚa gaƚìna cànta e ’l gàl tàse.
        [La casa non ha pace, se la gallina canta e il gallo tace]

Se ti gà ‘na brùta mugèr,
va in lèto a scùro.
[Se hai una brutta moglie,

          vai a letto al buio]

Dove xe bràga, dòna no pàga.
[Dove c’è un pantalone (un uomo), la donna non paga]

        Forse da ciò la maschera goldoniana di Pantalone, eterno pagatore?

Signor, par favór,
fa che no sìa béco.
Se son béco,
fa che no lo sàpia.
E se vésse da savérlo,
fa che no ghe bàda.
[Signore, per favore,

         fa che non sia cornuto.
               Se sono cornuto,
               fa che non lo sappia
         E se dovessi saperlo,
         fa che non ci badi.]

Pa ‘ndar d’acòrdo co la maràntega,
mèio magnàrse la desméntega.
         [Per andare d’accordo con la befana (moglie),

          meglio mangiarsi la dimenticanza]
          Significato: rassegnarsi e fingere di dimenticare.

 

Preghièra de dòna:

Donéme, Signóre,
la vìta e l’onóre,
ròba da vénder co bèssi da spénder.
Donéme un bel òmo a sto mondo
e’l paradìso in quel’àltro:
mio bón Signór, no domàndo àltro…

[Preghiera di donna.

Donatemi, o Signore,
         la vita e l’onore,
         cose da vendere con soldi da spendere.
         Donatemi un bell’uomo a questo mondo
         e il paradiso in quell’altro:
         mio buon Signore, non domando altro…]

 Nàsser poaréti l’è ‘na disgràssia ma quànta compagnìa!
[Nascere poveri è una disgrazia ma

          quanti altri nella stessa situazione!]        

Ai sfortunài,
ghe pióve sul da drìo
ànca co i xe sentài.
[A quelli sfortunati,

          piove sul sedere
          anche quando sono seduti]

Beàto chi che gà ‘l pàre all’infèrno.
[Beato chi ha il padre all’inferno]

        Significato: il padre all’inferno perché ladro che
                     ha lasciato una fortuna al figlio.

 Le ore di sonno necessarie sono:

Sìnque a un sapiénte,
sìe pa’n studénte,
sète pa’n còrpo e òto pa’n pòrco.
Nòve ‘na badéssa e diése ‘na contéssa,
undese ‘na rufiàna e dódese ‘na putàna.
[Cinque a un sapiente,

          sei per uno strudente,
          sette per un corpo e otto per un porco.
          Nove (per) una badessa e dieci (per) una contessa,
          undici (per) una ruffiana e dodici (per) una puttana.]

Parénti e scàrpe: più stréti che i xe, più i fa mal.
[Parenti e scarpe: più stretti sono e più fanno male]

Schèi fa schèi
e peòci fa peòci.
        [Soldi fanno soldi

          e pidocchi fanno pidocchi.]
               Significato: i ricchi restano ricchi e i poveri, qualunque cosa facciano, restano poveri.

Se no ti fa del bén, le to orazión le se férma su pà’l camìn.
[Se non fai del bene, le tue preghiere si fermano su per il

          camino (e quindi in cielo non arriveranno mai).]

 La farìna del demònio la devénta sémoƚa, se no te sa tamisàrla.
[La farina del demonio diventa semola, se non la sai setacciare]

Ghe tocarà dormìr su un mètro de gèra.
[Dovrà dormire sopra un metro di ghiaia]

         Significato: costui andrà a finir male, perderà tutto e sarà obbligato a dormire lungo una via, sopra un cumulo di ghiaia messa dagli stradini.

Chiosa a mo’ di chiusura:

Càro nevódo, gà dìto so’ zìa,
         comìnzia la tùa che la mìa xe finìa.
[Caro nipote, ha detto sua zia,

         comincia la tua (storia) che la mia è finita]

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1 commento su “Raccolta di proverbi 2 [83]”

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