La mucca sprint [98]

muccaFiaba da raccontare ai bambini: c’era una volta un certo Tonio, che abitava in un paesino vicino a Vazzola, nel trevigiano.

Tonio era una persona di buon cuore, sempre pronto ad aiutare il suo prossimo e come professione faceva l’accordatore di pianoforti. I possessori di pianoforti gli telefonavano per farsi accordare il pianoforte che, col tempo, tende a scordarsi un poco. Egli andava dal cliente e, per accordare il piano, suonava delle melodie meravigliose, allietando se stesso e chi gli aveva conferito l’incarico di accordare.

Poi, salutava e se ne andava coi suoi soldini, tutto contento, al volante della sua automobile.

Un bel giorno, vede sul bordo della strada un contadino, che tiene in mano un capo di una cavezza: all’altro capo della cavezza c’era una mucca, molto vispa ed allegra. Il contadino, chiaramente, fa il segno dell’autostop.

Tonio: “Vùtu un pasàjo?” [Vuoi un passaggio?]

Se te pòl, mi ‘ndarìe a Marén…” [Se puoi, io andrei a Mareno di Piave]

Mi pàsse pròpio par Marèn, ma par la vàca còme fàtu… no pòsse mio fàrla sentàr par da drìo…” [Io passo proprio per Mareno, ma per la mucca come fai… non posso mica farla sedere sul sedile posteriore…]

Bàsta ligàrla sul paraùrti da drìo e dopo ƚa se ràngia…” [Basta legarla al paraurti posteriore e poi si arrangerà..]

Ma no rivèn pì: me tocarà ‘nàr a diese a l’òra…” [Ma non arriviamo più: dovrò andare a dieci all’ora…]

No stà ‘vér paùra: ƚa còre, ƚa core…” [Non aver paura: corre, corre…]

Va bén, próva a ligàrla…” [Va bene, prova a legarla…]

Il contadino lega la mucca al paraurti, sale in macchina e dice che si può partire. Tonio pensa che una cosa del genere non gli era mai capitata: si ripromette di raccontarla ai suoi figli non appena dovesse rientrare a casa.

Tonio mette la prima, e nello specchietto vede la mucca che trotterella… allora chiede al contadino:

Che sìe da méter ƚa secónda?” [ Che sia da mettere la seconda?]

“Méti, méti pùra…” [Metti, metti pure…]

La mucca accelera e tiene il passo…

Dìme: òjo da méter ànca ƚa terθa?” [Dimmi: devo mettere anche la terza?]

“Méti, méti pùra…” [Metti, metti pure…]

La mucca tiene bene e non fa una piega.

Vàra che metarìe ƚa quàrta: sa’ dìtu ti…” [Guarda che metterei la quarta: tu cosa dici…]

La sarìe ‘na bèstia svèlta: méti, méti, méti…” [ Sarebbe un animale veloce: metti, metti, metti…]

Con la quarta inserita, Tonio vede nello specchietto che la mucca corre ma ha tutta la lingua fuori: forse non ce la farà… in effetti, non può farcela…

Vàrda che la ha ƚa lèngua tùta fòra…” [Guarda che ha la lingua tutta fuori…]

Il contadino non vede nello specchietto retrovisore e chiede:

Fòra? ma da che banda…” [Fuori? Da che parte…]

Tonio: “A sinìstra, ƚa ha tùta ƚa lengua fora a sinìstra: vàrda che no ƚa mòre…” [A sinistra, ha tutta la lingua fuori a sinistra: attento che non muoia…]

Nooo! No la mòre, no… ƚa léngua fòra a sinìstra l’é ségno che ƚa vorìe sorpasàr: méti la quìnta, svelto…” [Nooo! Non muore, no… la lingua fuori a sinistra è segno che vorrebbe sorpassare: metti la quinta, svelto…]

Fine della fiaba.

Cosa c’entra allora con la mucca la parte iniziale, dove si parla del pianoforte? Non c’entra niente, ma fa tanto più bello e tanto più fino.

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1 commento su “La mucca sprint [98]”

  1. ciao Ernesto, quando ti farò avere una decine di copie della nuova rivista, vorrei parlarti per valutare assieme la possibilità di stampare un libriccino con i tuoi racconti. Ciao, Marino Fraccaro

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