L’analfabeta [109]

penna

Dalle comunicazioni che riceviamo, sembra che le fiabe per i bambini siano molto richieste epperciò ne aggiungiamo un’altra ancora. C’era una volta un veneziano che abitava a San Polo, in Calle del Campaner, con la nonna.

Non aveva imparato molto a scuola: aveva fatto solo la prima elementare ed era stato anche bocciato. Arrivato ad otto anni, mentre faceva ancora le aste in prima classe (prima ripetuta per tre volte) gli fu data notizia che alla morte di suo zio Antonio, nel testamento, gli erano stati lasciati una cinquantina di immobili, cioè una fortuna colossale che avrebbe sistemato lui, i suoi eventuali figli ed i suoi eventuali nipoti.

Andò dal notaio, un individuo bonario, il quale gli disse: “Sino alla tua maggiore età, i tuoi averi, seguendo la legge, saranno amministrati da XY, che agirà nel tuo interesse con la diligenza del buon padre di famiglia.”

Ma mi so’ òrfano, siòr notàio, no go pàre de famégia ma nòna de famégia, sì.” [Ma io sono orfano, signor notaio, non ho padre di famiglia ma nonna di famiglia, sì.”

“Tua nonna sa già tutto, volevo solo conoscerti, è la prassi. Anzi, metti una firma qua, per presa conoscenza e per quanto possa valere ad otto anni.”

No so chi che sarìa ‘sta Pràssi, ‘na grèga… par ła fìrma, no sò ‘ncora scrìvar…” [Non so chi sia questa Prassi, forse una greca… per la firma, non so ancora scrivere…]

“Ad otto anni! Non scrivi… beh, non serve, tanto sei minorenne… ciao. Vai a casa da tua nonna.”

Arrivato a casa dalla nonna, fecero grande festa perché il mensile passato dal tribunale era di una entità colossale.

“Bambìn mio, ‘na bèła fortuna: ’dèsso ti impararà almànco a scrìvar…” [Bambino mio, una bella fortuna: adesso imparerai almeno a scrivere…]

E invece, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi…

Il nostro eroe si ficcò in testa che, con tutta quella ricchezza, a cosa poteva servire mai imparare a leggere, scrivere e far di conto? A niente, proprio ad un accidente di niente… ma non basta: diventò un presuntuoso, arrogante e sfacciato. Voleva aver sempre ragione lui e la gente, tutto sommato, lo compativa.

Arrivato alla maggiore età, si comperò subito una Ferrari e la patente riuscì ad averla con imbrogli e sotterfugi: non perché non sapesse guidare ma per il semplice motivo che era un analfabeta. Nonostante questo, pretendeva che la gente lo chiamasse ‘dottore’.

Una volta, lo fermò un vigile perché guidava troppo veloce:

“Favorisca patente, libretto, assicurazione e declini le sue generalità.”

No gò capìo: declìni… còssa…” [Non ho capito: declini… cosa…]

“Le sue generalità! dica il suo nome e cognome!”

Ah, bén… Férmo Restàndo…” [Ah, bene… Fermo Restando…]

“Se lei crede di intavolare una polemica, ha trovato quello sbagliato: le faccio passare la notte al fresco, in guardina!”

Noo, siór vìgiłe, gò dìto giùsto: Férmo xe el me nòme e Restàndo xe el me cognòme!” [No, signor vigile, ho detto giusto: Fermo è il mio nome e Restando il mio cognome!]

Il vigile aveva la sensazione di essere preso in giro: si accorse tuttavia che né il libretto, né la patente, né l’assicurazione erano firmati da Fermo Restando. Ebbe un lampo di intuizione, stese subito il verbale e disse a Fermo Restando che doveva firmarlo per presa conoscenza.

Fermo non capiva, ma firmò: X X X.

Vigile: “Come sarebbe… tre croci?”

Fermo Restando, con sussiego: “Tre cróse, sicùro, ła prìma cróse xe par dotór, ła secónda xe par Férmo e ła tèrsa xe par Restàndo…” [Tre croci, sicuro, la prima croce è per dottore, la seconda per Fermo e la terza per Restando…]

Il vigile, inviperito e su tutte le furie: “Ma quale dottore e dottore! lei è un analfabeta! Non può avere la patente! lei ha commesso un falso! la sua patente è falsa! lei non può guidare! lei è in arresto! la sua vettura sarà prelevata dal carro attrezzi!”

Fermo Restando fu punito con il sequestro della Ferrari e pagò tanti di quei soldi di multe, ammende ed altro che se li ricorda ancora.

Da quel giorno, Fermo Restando ha una Rolls Royce Phantom con tanto di autista, fermo restando che  l’autista dovrà avere la sua brava patente…

Bene: fermo restando che Fermo Restando dovrebbe almeno saper leggere e scrivere, salutiamo tutti i nostri amici bambini… fermo restando che questi bambini sappiano leggere, scrivere e far anche di conto.

 

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