Il gatto nero 2 [114]

gatos2

[Segue dal 113]

Gatto: “Io so che hai la pietra, il sassolino nero… mi raccomando di non perderlo mai.”

Leo: “Ma tu parli, in italiano perfetto…”

Gatto: “La mia lingua, come quella di tutti i gatti, sarebbe il greco. Come tutti i gatti, ho molto tempo perché parlo poco e ho imparato una ventina di idiomi: non si sa mai…”

Leone: “E… e qual è il tuo nome?”

Gatto: “Il mio nome è Αλκιβιάδης oppure Alkiviàdes oppure ancora Alcibìade.”

Leone: “Non so cosa dire…”

Alcibìade: “Non sei tenuto a parlare, magari ad ascoltare. Sai perché si dice che i gatti neri portano sfortuna? Vuoi saperlo?”

“Sì”

Alcibìade: “Risale al periodo in cui le carrozze erano tirate dai cavalli e i signori rientravano di notte con la luna nuova, cioè con lo scuro di luna. Siccome noi eravamo neri nella notte nera, se attraversavamo la strada all’ultimo momento, i cavalli ci vedevano appunto all’ultimo momento, s’impaurivano, s’imbizzarrivano e magari la carrozza si rovesciava. Ma la colpa era dei cavalli, non nostra. Tutte le altre storie, delle streghe e dei gatti neri stregati, sono fantasie da filò. Te lo posso garantire e non parliamone nemmeno.”

Leone: “A proposito del sassolino: c’è qualcosa di magico…”

Alcibìade: “Non fare troppe domande: qualcosa di magico magari ci sarà… se hai il sassolino, quando avrai bisogno di un consiglio verrò a trovarti per darti il suggerimento migliore… ora, hai bisogno di un consiglio?”

Leone: “Sì, sono pieno di pensieri…”

Alcibìade: “Pensieri per il passato, per il presente o per il futuro. Nemmeno il Padre Eterno può cambiare il passato: se lo facesse, nessuno potrebbe sapere che è stato cambiato. Il presente è nelle tue mani: tu sei libero di decidere quello che vuoi. Il futuro, dipende in parte dal tuo presente e in parte dal presente degli altri. Agisci concretamente sul tuo presente, perché sul presente degli altri puoi fare ben poco. Per quanto riguarda il tuo passato e i tuoi pensieri, ricordati sempre che è meglio avere rimorsi piuttosto che rimpianti: il rimorso significa che hai provato a fare qualcosa, magari in parte sbagliata ma in parte forse anche giusta; il rimpianto invece significa che non hai fatto niente e questo, molto probabilmente, non è sbagliato in parte ma sbagliato del tutto. In linea di massima, quindi, se sei indeciso tra il fare e il non fare, non puoi decidere sempre di non fare: la tua vita diverrebbe piatta, qualche rischio bisogna pur correrlo: un poco alla volta, s’impara anche a rischiare come si deve, senza eccessivi patemi d’animo.”

Leone: “Te ne intendi anche di vetro?”

Alcibìade: “Una volta intrapresa una strada che ti piace, una linea artistica, la dovresti seguire: meglio passare per perseverante che essere definito senza spina dorsale. Naturalmente, il perseverante che non sia ancora riuscito nel suo intento sarà definito ostinato. Pochissimi sono i geni che possono cambiare a loro piacimento. Quasi sempre siamo conosciuti per la nostra perseveranza e difficilmente per la nostra estrosità. La gente chiede chi tu sia. Devi rispondere: un artista del vetro, oppure un fabbro, oppure un avvocato, oppure un industriale. Se pretendi di essere tutte queste cose assieme, la gente ti guarderà incredula e diffiderà. E tu sei inserito in un mucchio di gente, come tutti. Leonardo, Michelangelo, Giotto, sono stati veramente apprezzati dopo lunghissimo tempo. Se pretendi di essere come Leonardo, e magari lo sei veramente, la maggior parte delle persone ti compatirà e non ti crederà. Molte volte, ad esempio, per piacere alle donne, si vorrebbero avere tutte le doti, anche quelle che non si hanno veramente, sino a quando il limite non venga scoperto, perdendo così anche quanto si era ottenuto. In sostanza: dev’essere un piacere vedersi apprezzati ed amati per quello che si è, non per quello che si vorrebbe essere. Io sono nero e devo trovare una gatta che cerca un gatto nero. Sicuramente sarebbe difficile spiegare ad una gatta, che cerca un gatto grigio, che io sono migliore. Non dico che sarebbe impossibile, dico molto difficile.”

Leone: “Grazie. Mi terrò il sasso nero molto stretto.”

Alcibìade: “Un’altra cosa: in fondo ad un bicchiere c’è solo il fondo di un bicchiere. Quando bevi, ricorda di non dimenticarlo.”

Leone: “Grazie. Vienimi a trovare, in vetreria o a casa, che ti preparerò un chilo e due etti di pesce fresco.”

Alcibìade: “Alla faccia delle chiacchiere! questi sono discorsi seri: mi piace proprio, questo Leone… magari mi farai trovare sarde, sardine o seppioline…”

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