Il manicomio 1 [122]

ospedale

Per i bambini un po’ grandicelli: una volta, Piero Forner del comune di … omissis …,  in provincia di Treviso, correva in un centro abitato col suo Maggiolino quando, improvvisamente, perde una ruota posteriore. Fortunatamente, andava molto piano.

Scende per vedere e si accorge che tutti e quattro i bulloni che trattenevano la ruota nella sua sede sono saltati via, rovinando anche tutti i filetti dei quattro bulloni stessi.

Che fare? ha la ruota di scorta, che in questo caso non serve: servono quattro bulloni nuovi ma non li ha… comincia ad avvilirsi e a dire qualche parolaccia, perché proprio non sa come risolvere il problema.

La rottura si era verificata proprio di fianco ad una grande casa bianca con una croce rossa e da quella casa sente una voce che dice: “El me scùse… el me scólte…” [Mi scusi… mi ascolti…].

Piero risponde annoiato: “No’l véde che ho un guàsto… ‘sà vòło…”[Non vede che ho un guasto… cosa vuole…]

Véde, mi… véde… el varìe da svidàr ‘na vìda da ògni ùna de que’àltre tre ròde, łe tre vìde le méte te ła ròda smołada e cussì, pianìn pianìn, el rìva fìn dal prìmo mecànico…” [Vedo, io… vedo… dovrebbe svitare una vite da ciascuna delle altre tre ruote, le tre viti le mette sulla ruota mollata e così, pianino pianino, arriva fin dal primo meccanico…”

Piero pensa che si tratta di un’idea geniale: ma chi è questo tizio? guardando bene sull’edificio, vede una scritta enorme che dice ‘MANICOMIO’. Non sa come chiedere e dice: “Ma lù, el stà qua…” [Ma lei, abita qua…]

Sì, stàe qua, i dotóri i dìxe che son màt ma no son sémo…” [Si abito qua, i dottori dicono che sono matto ma non sono scemo…]

Piero incassa e pensa di dare onore al merito.

Matto, di seguito: “Son un premio Nobèl par la mecànica: ho fàt un sìsso quàdro da métergheo ‘tel da drìo de łe gałine cussì i vòvi i vièn fòra fàti a cùbo… se va tànt mèjo a intassàrli…” [Sono un premio Nobel per la meccanica: ho fatto un giocattolino quadrato da mettere nel sedere delle galline così le uova escono a forma di cubo… si va tanto meglio ad accatastarle (le uova)…]

Piero: ”E i ło ha serà in manicomio par sta ròba che la ha ciapà ‘ncà el prèmio…” [E l’hanno chiusa in manicomio per questa roba che ha vinto anche il premio…]

Matto: “Nooo, par nàntra màchina che ho tirà fòra… i primàri i ha fàt un consùlto e i ha dìta che chi che invénta na màchina cussìta el va ricoverà suìto parchè no ła funθionarà mài…” [Nooo, per un’altra macchina che ho escogitato… i primari hanno fatto un consulto e hanno detto che chi inventa una macchina del genere va ricoverato subito perché non funzionerà mai.]

Piero: “E còssa éła, sta machìna che no pòl funθionàr mài…” [E cos’è questa macchina che non può funzionare mai…]

Il matto fa dei gesti come dire: “Venga sotto il balcone, più vicino, non posso gridare…”

Quando Piero si avvicina, il matto si guarda in giro, per assicurarsi che nessuno lo senta e poi dice: “Se podarìe fùrsi ciapàr un sàc de schèi… la è ‘na machina che se ghe ła méte in tèsta a un połìtico, se gira un botón e… zac! el połitico devénta suìto onèsto…”

[Si potrebbe forse guadagnarci un sacco di soldi… è una macchina da mettere sulla testa di un politico, si gira un bottone e… zac! il politico diventa subito onesto…]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...