Sciocco in carriera [123]

Sciocco

Il Partito Sbafatori Nazionali (PSN) era messo molto male con le liste per le prossime elezioni e il motivo è presto detto: 

  1. Tutti i componenti del partito erano dei ladri e questa era sempre stata l’unica condizione per far entrare qualcuno nel partito stesso. Uno che ruba è ricattabile e non può denunciare alcuno perché a sua volta sarebbe denunciato. Si crea così un equilibrio fra disonesti, dal quale equilibrio gli onesti restano completamente esclusi.
  2. Tutti coloro che componevano il PSN erano già stati denunciati e colpiti da pene processuali, per cui non potevano essere rieletti.
  3. Gli anziani del PSN (Partito Sbafatori Nazionali) erano indignati dalla situazione e vieppiù delle leggi che avevano determinato questo stato di cose, perché se si fosse fatto entrare uno onesto nel partito, costui non sarebbe stato ricattabile e sempre costui si sarebbe in breve tempo liberato di tutti i delinquenti.
  4. Si sarebbero di conseguenza dovuti allontanare a priori tutti i disonesti del partito ma, come spiegato al punto uno, questo avrebbe comportato automaticamente lo scioglimento del partito stesso perché nel PSN non sarebbe rimasto nessuno.

Cosa fare? Il tempo stringeva…

Ad un probo viro (si fa per dire) venne l’idea: aprire la cassaforte del PSN, reperire una certa busta sigillata dal notaio … omissis … e leggerne il contenuto. Il contenuto della busta era stato vergato di sua propria mano dallo scomparso fondatore del partito, Onorio Seriosi.

L’involucro della busta portava una scritta: ‘Da aprire in caso di dubbia sopravvivenza del PSN’.

I probi viri (si dice per ridere) furono unanimi nell’unanimità. Il contenuto diceva:

Xe ora de far entràr i monàsse timoràti de Dio. I sarà contènti de crèder, ubidìr e combàtar par el glorióso PSN. No i pòrta perìcołi par nissùn; ùnico perìcoło possìbiłe: che no i sìa màssa crùi, parché no i ciaparìa voti.” [E’ ora di far entrare gli sciocconi timorati di Dio. Saranno contenti di credere, obbedire e combattere per il glorioso PSN. Non comportano pericoli per nessuno; unico pericolo possibile: che non siano troppo crudi, perché non prenderebbero voti.]

I probi viri (si dice per non piangere) tessettero (anche ‘tesserono’ ma ‘tessettero’ in questo momento mi suona meglio) le lodi alla previdenza di Onorio Seriosi e pertanto Memo Aquila, detto Mamo, fu fatto entrare nel partito in odore di promozione.

Laureato in lettere, bravo ragazzo, a dispetto del cognome era un mostro di non eccellenza: non c’era argomento dove si distinguesse per un minimo di capacità.

Come tutti gli incapaci, la fortuna lo aiutava sempre e come fosse riuscito a laurearsi esula da questi argomenti. Basti ed avanzi dire che, quando si laureò, il padre di Mamo andò quattordici volte dal professore per chiedere: “Professór, sèmo pròpio sicùri? me fìo, xéło pròpio laureà?” [Professore, siamo proprio sicuri? Mio figlio, è proprio laureato?].

Quando il PSN candidò ufficialmente Mamo (Memo Aquila) alle elezioni, il padre di Mamo andò quattordici volte dal presidente del PSN per chiedere: “Presidénte, sèmo pròpio sicùri? xeło pròpio sicùro de candidàr me fìo Memo Aquila? El vàrdi che i ło ciàma Màmo…” [Presidente, siamo proprio sicuri? è proprio sicuro di candidare mio figlio Memo Aquila? Guardi che lo chiamano Màmo…]

Il presidente era sicuro: temeva solo che fosse un po’ troppo sciocco…

Il partito decise per una messa in scena, da eseguirsi qualche giorno prima delle elezioni:

  1. Una persona anziana si sarebbe (volontariamente) buttata nel Canal Grande, vicino a Santa Maria del Giglio, con la stampa amica pronta, con le telecamere e quant’altro per immortalare il punto 2 successivo.
  2. Memo Aquila, con sprezzo del pericolo, somma abnegazione e generosità, derivanti tutti dal suo innato calore umano, si sarebbe gettato come un sol uomo per salvare il malcapitato, che a scanso di equivoci era un ex-nuotatore e campione della Rari Nantes.
  3. Subito dopo il salvataggio, per commuovere i telespettatori ed ingraziarsi immantinente il loro voto, Memo Aquila, appropinquandosi alle telecamere, avrebbe fatto intuire, tra le righe, le sue intemerate virtù e la sua faconda loquacità, con un meraviglioso parallelo tra Memo Aquila che salvava l’anziano e il PSN che, mutatis mutandis [latino: cambiando quel che c’è da cambiare], accorreva pur sempre in soccorso generoso per la salvezza della nazione.
  4. Nel discorso, andavano obbligatoriamente inseriti seguenti termini: immarcescibile, irrinunciabile, responsabile protagonismo, indilazionabile, servitori da sempre del bene comune.
  5. Andavano aggiunti i concetti di ‘irreversibilità del nostro successo’ e ‘PSN: sinonimo di positività generosa’.

A Mamo, pur sempre laureato in lettere (e quindi terreno fertile per ricevere il seme delle due orazioni), vennero preparati due discorsi da fare in televisione subito dopo il salvataggio. Non c’era da dire una parola in più né una parola in meno. L’esperto di psicologia delle masse che aveva preparato i due discorsi presentò una parcella salatissima che giustificò dicendo: “Più alta è la parcella e più son sicuro che la questione verrà presa sul serio…”

Alle nove di una mattina di maggio, a Santa Maria del Giglio, il campione della Rari Nantes si getta, pardon, finge di cadere in acqua, le telecamere (non si sa come) sono là, pronte a riprendere. Mamo si getta in soccorso ma, non essendo un provetto nuotatore, fa più danno che altro ed è invece salvato dal campione: tuttavia questo non si nota e il cronista celebra il successo di Mamo, il quale, anche se Mamo, si rende perfettamente conto che stava per annegare…

I probi viri (sedicenti) si rendono conto del fattaccio e fanno segni disperati a Mamo perché s’inizi il discorso, uno qualunque dei due discorsi, fa lo stesso…

Il cronista si avvicina all’eroe, sorridendo a sessantaquattro denti e sembra che voglia dar da mangiare il microfono a Mamo il quale, felicissimo di essere ancora vivo e di essere stato salvato, ha dimenticato tutta la recita ed ha un vuoto mentale assoluto.

L’attesa da parte di tutti per un discorso importante si fa frenetica. Resosi conto di essere, per una volta, al centro dell’attenzione, Mamo fa per aprire bocca e mentre tutti attendono il discorso sommo, dice, battendo i denti e con un pallido sorriso:

 “Ben…ben… són conténto de éssar sàlvo e go da dìrghe a tùti che… stamatìna, ł’aqua ła gèra pròpio ùmida…”

[Bene… bene… sono contento di essere salvo e devo dire a tutti che… stamattina, l’acqua era proprio umida…]

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