Sciocco in carriera [123]

Sciocco

Revisione 22 nov 2018 – Il Partito Sbafatori Nazionali (PSN) era messo molto male con le liste per le prossime elezioni e il motivo è presto detto: 

  1. Tutti i componenti del partito erano dei ladri e questa era sempre stata l’unica condizione per far entrare qualcuno nel partito stesso. Uno che ruba è ricattabile e non può denunciare alcuno, perché a sua volta sarebbe denunciato pure lui. Si crea così un equilibrio fra disonesti, dal quale equilibrio gli onesti restano completamente esclusi.
  2. Tutti coloro che componevano il PSN erano già stati denunciati e colpiti da pene processuali, per cui non potevano essere rieletti.
  3. Gli anziani del PSN (Partito Sbafatori Nazionali) erano indignati dalla situazione e vieppiù delle leggi che avevano determinato questo stato di cose, perché, se si fosse fatto entrare uno onesto nel partito, costui non sarebbe stato ricattabile e sempre costui si sarebbe in breve tempo liberato di tutti i delinquenti.
  4. Di conseguenza, si sarebbero  dovuti allontanare a priori tutti i disonesti del partito ma, come spiegato al punto uno, questo avrebbe comportato automaticamente lo scioglimento del partito stesso perché nel PSN non sarebbe rimasto nessuno.

Cosa fare? Il tempo stringeva e non si sapeva quale decisione prendere…

Ad un probo viro (si fa per dire: era sedicente tale) venne l’idea: aprire la cassaforte del PSN, reperire una certa busta sigillata dal notaio ZX e leggerne il contenuto. Il contenuto della busta era stato vergato di sua propria mano dallo scomparso fondatore del partito, Onorio Seriosi.

L’involucro della busta portava una scritta: ‘Da aprire in caso di dubbia sopravvivenza del PSN’.

I probi viri (si dice per ridere, naturalmente) furono unanimi nell’unanimità. Il contenuto diceva:

Xe ora de far entràr i monàsse timoràti de Dio: i cosidéti féssi. I sarà contènti de crèder, ubidìr e combàtar par el glorióso PSN. No i pòrta perìcołi par nissùn; ùnico perìcoło possìbiłe: che no i sìa màssa crùi, parché no i ciaparìa voti.” [E’ ora di far entrare gli sciocconi timorati di Dio: i cosiddetti fessi. Saranno contenti di credere, obbedire e combattere per il glorioso PSN. Non comportano pericoli per nessuno; unico pericolo possibile: che non siano troppo crudi, perché non prenderebbero voti.]

I probi viri (si dice tanto per dire…) tessettero (anche ‘tesserono’ ma ‘tessettero’ in questo momento mi suona meglio) le lodi alla previdenza di Onorio Seriosi e, pertanto, Memo Aquila, detto Mamo, fu fatto entrare nel partito, in odore di promozione.

Laureato in lettere, bravo ragazzo, a dispetto del cognome era un mostro di non eccellenza: non c’era argomento dove si distinguesse per un minimo di capacità.

Come tutti gli incapaci, la fortuna lo aiutava sempre e come fosse riuscito a laurearsi esula da questi argomenti. Basti ed avanzi dire che, quando si laureò, il padre di Mamo andò quattordici volte dal professore per chiedere: “Professór, sèmo pròpio sicùri? me fìo, xéło pròpio stà bón de laureàrse?” [Professore, siamo proprio sicuri? Mio figlio, è proprio stato capace di laurearsi?].

Quando il PSN candidò ufficialmente Mamo (al secolo, Memo Aquila) alle elezioni, il padre di Mamo andò quattordici volte dal presidente del PSN per chiedere: “Presidénte, sémo pròpio sicùri? xéło pròpio sicùro de candidàr me fìo Mémo Aquila? El vàrdi che i ło ciàma Màmo…[Presidente, siamo proprio sicuri? è proprio sicuro di candidare mio figlio Memo Aquila? Guardi che lo chiamano Màmo…]

Il presidente, per ben quattordici volte, rispose che era sicuro: temeva solo che fosse un po’ troppo sciocco…

Il partito decise per una messa in scena, da eseguirsi qualche giorno prima delle elezioni:

  1. Una persona anziana si sarebbe (volontariamente) buttata nel Canal Grande, vicino a Santa Maria del Giglio, con i giornalisti amici pronti, con le telecamere e quant’altro per immortalare il punto 2 successivo.
  2. Memo Aquila, con sprezzo del pericolo, somma abnegazione e generosità, derivanti tutti dal suo innato calore umano, si sarebbe gettato come un sol uomo per salvare il malcapitato, che a scanso di equivoci era un ex-nuotatore e campione della Rari Nantes.
  3. Subito dopo il salvataggio, per commuovere i telespettatori ed ingraziarsi immantinente il loro voto, Memo Aquila, appropinquandosi alle telecamere, avrebbe fatto intuire, tra le righe, le sue intemerate virtù e la sua faconda loquacità, con un meraviglioso parallelo tra Memo Aquila che salvava l’anziano e il PSN che, mutatis mutandis [latino: cambiando quel che c’è da cambiare], accorreva pur sempre, in soccorso generoso, per la salvezza della nazione.
  4. Nel discorso, andavano obbligatoriamente inseriti i seguenti termini: immarcescibile, irrinunciabile, responsabile protagonismo, indilazionabile, servitori da sempre del bene comune.
  5. Andavano aggiunti i concetti di ‘irreversibilità del nostro successo’ e ‘PSN: sinonimo di positività generosa’.

Per Mamo, pur sempre laureato in lettere (e quindi terreno fertile per ricevere il seme delle due orazioni), vennero preparati due discorsi da fare in televisione subito dopo il salvataggio. Non c’era da dire una parola in più né una parola in meno. L’esperto di psicologia delle masse, che aveva preparato i due discorsi, presentò una parcella salatissima che giustificò dicendo: “Più alta è la parcella e più son sicuro che la questione verrà presa sul serio…”

Alle nove di una mattina di maggio, a Santa Maria del Giglio, il campione della Rari Nantes si getta, pardon, finge di cadere in acqua, le telecamere (non si sa come) sono là, pronte a riprendere. Mamo si getta in soccorso ma, non essendo un provetto nuotatore, fa più danno che altro ed è invece salvato dal campione: tuttavia questo non si nota e il cronista celebra il successo di Mamo, il quale, anche se Mamo, si rende perfettamente conto che stava per annegare…

I probi viri (sedicenti, abbiamo più volte sottolineato…) si rendono conto del fattaccio e fanno segni disperati a Mamo perché s’inizi il discorso, uno qualunque dei due discorsi, fa lo stesso…

Il cronista si avvicina all’eroe, sorridendo a sessantaquattro denti e sembra che voglia dar da mangiare il microfono a Mamo il quale, felicissimo di essere ancora vivo e di essere stato salvato, ha dimenticato tutta la recita ed ha un vuoto mentale assoluto. L’attesa da parte di tutti per un discorso importante si fa frenetica. Resosi conto di essere, per una volta, al centro dell’attenzione, Mamo fa per aprire bocca e mentre tutti attendono il discorso sommo, dice, battendo i denti e con un pallido sorriso:

Bén… bén… só própio conténto de éssar sàlvo e go da dìrghe a tùti che… stamatìna,  ł’aqua ła gèra pròpio ùmida… el mè partìto el gà vussùo dimostràr che sò un eròe, parché… gràn fàto che podarìa ciapàrme ‘na bronchìte…”

[Bene… bene… sono proprio contento di essere salvo e devo dire a tutti che… stamattina, l’acqua era proprio umida… il mio partito ha voluto dimostrare che sono un eroe, perché… Dio non voglia che mi possa prendere una bronchite…]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...