Due scottature [131]

ferro

Toni abitava vicino a Conegliano ed era soprannominato dai conoscenti “Intìva” [= Azzecca], perché faceva le cose d’impatto, istintivamente, senza rifletterci su.

Diceva spesso: “Mi, θérche de intivàrla: se ła va, ła va e se no ła va, ła se impianta.” [Io, cerco di azzeccarla: se la va, la va e se non la va, s’impianta (modo di dire, come un’alternativa, out – out)].

Ad esempio, nella trattoria dove faceva il cameriere, presentava spesso, a seconda dell’attenzione vigile che attribuiva al cliente, un conto del genere:

  • Primo               3
  • Secondo          5
  • Contorno          2
  • Vino                  2
  • Pane, coperto  1
  • Dessert e caffè 2
  • s.l.v.                   2
  • i.v.a. 22%          3.75
  • ____________________
  • Totale fattura  20.75

Molte volte, il cliente pagava senza controllare ma talvolta gli veniva detto: “Cóssa sarìo ‘stì dó èuri de s.l.v.?” [Cosa sarebbero questi due euro di s.l.v.]

Intìva: “S.l.v. sarìe se ła va: no ła è ‘ndàta, el spèti che ghe fàe el cónto da nòvo…” [S.l.v. sarebbe se la va: non è andata, aspetti che le faccio il conto di nuovo]

 Questo era il tipo ma purtroppo le sue intuizioni non erano spesso troppo felici e forse questo era stato il principale motivo per cui la moglie lo aveva piantato in asso.

Intìva non se la prese troppo e concluse che non tutto il male viene per nuocere: aveva l’occasione per imparare a far le pulizie di casa, il bucato, rammendare, stirare…

Un giorno Intìva va al pronto soccorso di Conegliano con due scottature enormi sulla testa, una per orecchio.

Il medico del pronto soccorso gli dice: “Due ustioni di terzo grado, gravissime. Io per il momento la curo alla meglio ma subito dopo deve recarsi nella stanza accanto e denunciare il fatto al carabiniere di guardia: è obbligatorio per legge. Poi torni qui.”

Dopo la prima medicazione, il nostro Intìva si reca dal piantone di guardia dove fornisce le sue generalità.

Carabiniere: “Signor Antonio, facciamo il verbale: mi dica l’accaduto.”

Intìva: “No sòn cadùto… me sòn scotà, maresiàło… ła me fémena la è tornàda da so màre…” [Non sono caduto, mi sono scottato, maresciallo, mia moglie è tornata da sua madre…]

Carabiniere: “Non sono maresciallo, sono appuntato: comunque, concluda il discorso…”

Intìva: “No són pràtico de stiràr ma jère drìo stiràr in stéss… col fèro te łe brónθe… po’, l’è sonà el tełèfeno… e mi, me son sbalià, ho ciapà el fèro de bójo, l’ho més téa récia e ho dìta prónto…” [Non sono pratico di stirare ma stavo stirando lo stesso… col ferro nella brace… poi, ha suonato il telefono… ed io, mi sono sbagliato, ho preso il ferro bollente, l’ho messo nell’orecchio e ho detto pronto…].

Carabiniere: “Distrazione durante lo svolgimento di faccende domestiche, col ferro da stiro bollente. Cose che succedono. E l’altro orecchio?”

Intìva: ”Siòr apuntàto, la récia scotàda ła me féa màssa màl… e ‘lóra ho doparà cheàltra récia…” [Signor appuntato, l’orecchio scottato mi faceva troppo male e allora ho adoperato l’altro orecchio…]

Carabiniere: “Adoperato… l’altro orecchio… ma per fare cosa?”

Intìva: “Par ciamàr el prónto socórso…” [Per chiamare il pronto soccorso…]

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