Un lavoraccio [132]

Dio

Il buon Dio, all’inizio del Creato, doveva organizzare e distinguere le categorie umane al fine di evitare che gli uomini cambiassero troppo, creando disordini. La soluzione sembrava fare in modo che l’appartenenza a certe categorie fosse inconfondibile.

Per ottenere quanto sopra, il Padre Eterno aveva già fatto, ad esempio, i fabbri ferrai, dotandoli di mani grosse e nerborute; aveva fatto i montanari, con le gambe molto robuste; i chirurghi, con la vista buona e le mani molto agili e snelle; i filosofi, senza capelli e con la testa lucida, in modo che possano riflettere meglio.

Il Padre Eterno sta parlando con l’arcangelo Gabriele e commenta:

Un zavàgio… che no ti crédi… bisógna far in mòdo da distìnguer tùto… par esémpio, l’elefante me gà tocà farlo grigio par no confónderlo co łe fràgołe, che łe gavévo fàte rósse. Go fàto ła lùna tónda par distìnguerla da l’àqua, che tónda no ła xe: dòpo, se uno vól métar l’àqua sul fiàsco tóndo, afàri sùi…” [Un lavoraccio, che tu non creda, bisogna fare in modo da distinguere tutto… per esempio, l’elefante ho dovuto farlo grigio per non confonderlo con le fragole, che le avevo fatte rosse. Ho fatto la luna tonda per distinguerla dall’acqua, che tonda non è: dopo, se uno vuol mettere l’acqua in un fiasco tondo, affari suoi…]

 Gabriele: “Mi no son a l’altéssa de giudicàr pròpio tùto ma sérco de capìr…” [Non sono all’altezza di giudicare proprio tutto ma cerco di capire…]

Si trattava ora di creare la categoria dei politici, creando nei politici stessi delle caratteristiche utili per distinguerli dalle altre categorie. Gabriele suggeriva le proposte e il Padre Eterno faceva le osservazioni del caso.

Gabriele: “Ai połitici, se podarìa métarghe i óci sui zenòci…” [Ai politici, si potrebbero mettere gli occhi sulle ginocchia…]

Padre Eterno: “No… co i va in césa a far móstra de pregàr e i se inzenòcia, no i ghe vedarìa più…” [No… quando vanno in chiesa e fanno finta di pregàre e s’inginocchiano, non ci vedrebbero più…]  

Gabriele: “Giùsto… ałóra se podarìa fàrli co quàtro bràssi e quàtro man…” [Giusto… allora si potrebbero fare con quattro braccia e quattro mani…]

Padre Eterno: “Nooo… co dó man, i arafarà de sicùro a più no pòsso, figurémose co quàtro…” [Nooo… con due mani, arrafferanno di sicuro a più non posso, figuriamoci con quattro…]

Gabriele: “Giùsto… ałóra se podarìa fàrli co ‘na bóca grànda, esageràta...” [Giusto, allora si potrebbero fare con una bocca grande, esagerata…]

Padre Eterno: “Ma quàndo mài! De sicùro i se magnarà tùto ànca co na bóca normàl… figùrite co ła bóca grànda… ma, ‘spèta… gò vùo ‘na idèa… Gabri! I fémo sénsa scrùpołi!” [Ma quando mai! Di sicuro si mangeranno tutto anche con una bocca normale… figurati con la bocca grande… ma, aspetta…ho avuto una idea… Gabriele! Li facciamo senza scrupoli!]

E così fecero…

 

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