Filò 1 [160]

cuculo
Cuculus canorus, lunghezza 30~35 cm. ♂ maschio, ♀ femmina.

Distingueremo, per quanto possibile, negli articoli sui filò, tra la parte tradizionale e culturale (che chiameremo appunto Filò, perché molte volte le storie si sentivano in quell’ambiente) e una parte scientifica, per capirne le differenze.

Filò

La tradizione dice che il maschio del cucùc [cùculo, cuculus canorus] ha un gran brutto carattere. Litiga sempre con la femmina e appena arrivano i primi freddi se ne scappa nelle osterie per tutto l’inverno, a bere vino. Appena arriva la primavera, la femmina non ha nessuno che la aiuti a fare il suo nido e quindi, per liberarsi delle uova, è obbligata ad andare in giro per gli altri nidi, finché non trovi quello giusto. Appena lo ha trovato, butta via un uovo legittimo dal nido e ne mette uno abusivo, di quelli suoi: dipinge l’uovo in modo che sia il più possibile simile agli altri che trova nel nido. Per istinto, il cuculo appena nato butta via tutte le uova o i nidiacei (= pulcini) che trova perché è molto grosso e il cibo che porteranno i genitori adottivi non basterebbe per tutti.

A primavera inoltrata, il maschio si pente di come ha trascorso l’inverno e torna in cerca della femmina ma non la trova, perché quest’ultima si è nascosta ed è andata chissà dove. Il maschio allora si sente sempre e solamente da lontano che fa il verso ‘cucùc’, sconsolatamente, che nella lingua dei cuculi significa ‘eccomi… eccomi…’ ma lei non fa mai ’cucùc’ perché non vuole saperne di dire ‘eccomi’ e di essere ritrovata da quel lazzarone. Anche i bambini, quando ripetono il verso ‘cucùc’ per gioco, dopo essersi nascosti, vogliono significare per l’appunto ‘eccomi qua…’. Il maschio traditore cercherà la femmina invano, perché lei si troverà un altro compagno, sperando che quest’ultimo possa avere un comportamento migliore. Purtroppo, rimarrà delusa.

Se trovate un cuculo vicino a voi, sarete incredibilmente fortunati, a meno che non stia bevendo acqua perché in tal caso sarete sfortunatissimi.

Notoriamente, le ragazze da marito contano il numero dei ‘cucùc’ per sapere tra quanti anni si sposeranno e i vecchi fanno altrettanto per sapere gli anni che a loro rimarranno da vivere. Un sistema di conta, come vedremo nella parte scientifica.

Quando, a metà primavera, si sente per la prima volta il verso del cuculo, bisogna assolutamente avere in tasca qualche monetina per favorire la prosperità, altrimenti sino al prossimo anno sarà miseria nera.

Realtà

Dicevamo che la ripetizione dei versi del cuculo diventa una specie di conta, come ha pensato un orologiaio tedesco, Franz Ketterer, della Foresta Nera, che fece il primo orologio a cucù completo nel 1738, inserendovi due piccoli flauti. In realtà, l’idea di contare i cucù fu applicata a degli esemplari di orologi più semplici che risalgono al 1630.

Il maschio tende all’azzurro sul dorso e sulla gola e la femmina o rimane grigia o tende al rossiccio sul dorso e sulla gola (vedere foto).

Il cuculo è semplicemente un uccello migratore e parte ai primissimi freddi per spingersi addirittura sino in Sudafrica. Poi, ritorna a primavera inoltrata. La femmina effettivamente non fa il verso del ‘cucuc’, fa una specie di gorgogliamento e già gli antichi greci narravano del costume parassitario dell’uccello.

Rarissimamente il cuculo si fa trovare vicino alle case e preferisce vivere in boschi molto radi e soleggiati, dove il suo verso è una comunicazione di possesso del territorio, come dire ’qua, ci sono io’.

Nel filò, le femmine del cuculo dipingono le uova… in realtà le femmine del cuculo depongono uova di una ventina di colori e/o macchiettature ma una singola femmina depone uova sempre dello stesso tipo, come sua madre. Sono uova uguali all’uovo dov’era contenuta lei. Sua madre, a sua volta, se faceva uova simili alla capinera, era nata in un nido di capinere, aveva deposto uova come le capinere e quindi in realtà esistono una ventina di sottospecie di cuculo femmina ognuna delle quali depone uova di un tipo: tali uova assomigliano a quelle di codirosso  oppure del merlo oppure ancora della capinera eccetera. Il cuculo femmina riconosce il nido dal quale lei stessa proviene ed è per questo che solo in quel tipo di nido depone le sue uova.

Forse la parte scientifica è più incredibile della parte del filò…

Si dice poi ‘vecchio come il cucco (cuculo)’, perché la carne di cuculo è fibrosa, sembra carne vecchia ed è immangiabile.

Il termine francese ‘cocu’, che sta per ‘marito con la moglie poco seria’ non è ben stato spiegato anche se si cerca di attribuirlo ad un legame logico con ‘coucou’, che sta per cuculo. Siccome ‘corna’ in francese si dice ‘cors’, penso che si tratti di una parola (cors) espressa a metà (co…) e conclusa in un modo apparentemente logico e per evitare volgarità: solo per assonanza, così come il ‘perdio’ che diventa ‘perdiana’ e gli esempi da riportare sarebbero a decine.

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