Emigranti [175]

valigiaMolte volte si sentono fare i confronti tra il flusso odierno di extra-comunitari e i nostri emigranti, che andavano in Europa, in Australia e soprattutto in America.

Mi limiterò a parlare degli emigranti che ho conosciuto da vicino, se non addirittura personalmente: tutti miei parenti, dalla parte di mia madre.

Questo non significa che gli altri emigranti italiani fossero uguali ai miei parenti. Si sente dire che gli emigrati che partivano dal sud dell’Italia fossero diversi e probabilmente sarà così, sospettati mafiosi e così via ma siamo tutti capaci di chiacchierare per sentito dire: io parlerò solo dei miei parenti veneti, per restare in carattere con questo sito. Parlerò inoltre di fatti di cui io sono personalmente sicuro.

Le origini dell’emigrazione veneta sono da porre dopo il 1866, anno in cui il Veneto venne annesso all’Italia con un plebiscito di cui qui non diremo perché molto è stato detto altrove.

Dopo il 1866, e cioè a partire dal 1870, le condizioni di vita nel Veneto peggiorarono drasticamente e l’emigrazione avvenne verso paesi dove la manodopera, soprattutto agricola, era ricercata.

Tra tale anno e il 1900 emigrarono circa 14 milioni di italiani (su una popolazione di 33 circa) ma non dalle zone meno sviluppate e meno operose, bensì dalle zone settentrionali, le più operose, con tre regioni che fornirono quasi cinque milioni di persone. Nell’ordine, le tre zone di maggior emigrazione furono:

  • Veneto col 17.9%
  • Friuli Venezia Giulia col 16.1%
  • Piemonte col 13.5%

Fu solo nei vent’anni successivi che i meridionali emigrarono con tre milioni di persone mentre dal resto dell’Italia ne emigrarono comunque altri sei milioni.

La prima ondata di emigrazione (quella del decennio 1870) fu verso Argentina, Brasile, Uruguay e in misura minore Stati Uniti. Attualmente nel sud America vivono circa 70 milioni di italiani, con la punta massima del 40% nel piccolo Uruguay. Naturalmente, con la prima ondata, gli italiani emigrarono anche in altri paesi, prima fra  tutti la Francia.

La seconda ondata fu diretta anche in Canada, Stati Uniti ed Australia: si esaurì alla fine del fascismo ma riprese nel dopoguerra, dal 1946 in poi.

Tornando a noi veneti, un conto è l’emigrazione perché si è disoccupati ma la grande prima emigrazione di Veneto, Friuli e Piemonte fu fatta da gente che lavorava e non mangiava, a causa dell’incapacità della classe politica italiana.

Famoso e purtroppo non conosciuto è il Memoriale dell’Immigrato di San Paolo in Brasile, dov’è riportata la risposta di un emigrante italiano ad un ministro pure italiano, demagogo come sempre, alla fine del 1800. Il ministro parlava del fatto che chi emigrava tradiva gli ideali della nazione italiana. La risposta sopra riportata fu:

Cosa intende per nazione, signor Ministro? Una massa di infelici? Piantiamo grano ma non mangiamo pane bianco. Coltiviamo la vite, ma non beviamo il vino. Alleviamo animali, ma non mangiamo carne. Ciò nonostante voi ci consigliate di non abbandonare la nostra Patria. Ma è una Patria la terra dove non si riesce a vivere del proprio lavoro?

Non mi sembra che si possano confrontare questi emigranti, che lavoravano ed erano sfruttati, con gli attuali extra-comunitari. Questa gente lavorava qui in Italia e non mangiava. Emigrata all’estero, continuava a lavorare in terra straniera ma almeno mangiava.

Ma parlerò dei miei parenti. Oggi è chiaro che tutti sarebbero dovuti emigrare negli Stati Uniti. Del senno di poi…

Inoltre lo stato italiano, invece di favorire coi fatti l’emigrazione, almeno con dei consigli, l’ha sempre boicottata.

Vedete anche oggi: le autorità non vogliono prendere atto che le condizioni di lavoro in Italia non ci sono.

Se ne prendessero atto, dovrebbero:

  • Favorire l’esodo degli italiani che hanno voglia di lavorare.
  • Il punto precedente implicherebbe tuttavia di dover riconoscere che in Italia la politica del lavoro è fallita.
  • Il riconoscimento del punto precedente non ci sarà mai, perché immediatamente salterebbero all’occhio le cose da cambiare. Mettono la testa sotto la sabbia come lo struzzo, per non vedere ma tutto il mondo vede.
  • Siamo condannati a subire una classe dirigente che non può e quindi non vuole riconoscere i propri errori. Con le chiacchiere riescono a convincere qualche sciocco ma gli sciocchi non intraprendono e non creano ricchezza.

Nel 1949, nessuno ha detto a mio zio che non doveva emigrare in Argentina ma piuttosto negli Stati Uniti o in Australia.

Mio zio volle trasferire la sua bottega di parrucchiere in Argentina perché negli ultimi tre anni nel negozio di parrucchiere per signora erano entrate tre o quattro persone la settimana. Era bravissimo ma nel paesino del trevigiano dove esercitava sembrava che nessuno volesse più farsi i capelli. Trasferitosi con mia zia e i due figli vicino a Buenos Aires, dopo tre mesi aveva in negozio una quarantina di donne la settimana.

E allora, perché non avrebbe dovuto andare in Argentina ma negli USA? Perché la quarantina di donne rimase tale e non aumentò mentre gli Stati Uniti hanno avuto uno sviluppo unico.

Ma come saperlo? Certamente i politici italiani non informano su queste cose. Mio padre lo aveva detto.

Mio zio ha preso la decisione basandosi sul fatto che nel suo paesino del trevigiano, nel 1876, un contadino era emigrato in Argentina ed era tornato ricco da fare schifo. Sue testuali parole: “Ha lavorato ma vuol dire che con la buona volontà si possono fare parecchie cose. Qui in Italia anche se lavori come un mulo, non riesci a fare niente e se per caso ci riesci, ti portano via tutto.”

L’errore consisteva nel fatto che sino al 1929 l’Argentina era uno dei paesi più ricchi del mondo. Con la crisi del 1929, partita dagli Stati Uniti e dovuta essenzialmente alla meccanizzazione agricola, le classi al potere conservatrici avevano bloccato ogni e qualsiasi sviluppo e meccanizzazione, sognando di continuare in un mondo che non c’era più. Anche in Australia la meccanizzazione aveva fatto sì che il lavoro agricolo e di allevamento ovino non valesse più niente ma gli australiani non si sono messi a sognare e sono attualmente il secondo paese al mondo per condizioni di vita. E i prezzi massimi della lana si sono avuti nel lontano 1954.

Mio zio credeva quindi che l’Argentina fosse ancora quella del 1870.

Quindi, nessun politico ha detto a mio zio dove andare: l’unica cosa che metteva in atto il politico era il boicottaggio di chi voleva comunque dar da mangiare alla sua famiglia.

Demagogia. Falsità. Disonestà. E mio padre diceva: “Ricordati che i disonesti non sono mai intelligenti.” Quindi, anche stupidità.

E come venirne fuori?

  1. Creare degli insegnanti seri e preparati. Per fare questo, ci vorranno cento anni.
  2. Questi insegnanti devono formare una classe più ampia di altri insegnanti. Per fare questo, ci vorranno altri cento anni.
  3. Questi ultimi insegnanti, sul modello tedesco del 1850 (Hochschule) dovranno formare gli allievi. Per fare questo, ci vorranno altri cento anni.
  4. Trecento anni, quindi, 2015+300 = 2315
  5. I tedeschi ce l’hanno dal 1850. Pertanto 2315-1850 = 465
  6. Siamo indietro sui tedeschi di 465 anni.
  7. Ma non vedete che neanche gli extra-comunitari del Mali vogliono stare qua? Vuol dire che il mondo sa…
  8. Il politico on. Crostolo potrà dire: “Da séno, gavémo fàto bén a far restàr l’Itàlia nel sotosviłùpo, sinò i se sarìa fermài tùti qua… ła zénte dovarìa ringrasiàrne…” [In effetti, abbiamo fatto bene a far rimanere l’Italia nel sottosviluppo, altrimenti (gli extra-comunitari) si sarebbero fermati tutti qua… la gente dovrebbe ringraziarci…”

Nota amara e dolente: i politici non avrebbero mai pensato al miracolo del Nord-Est e l’on. Crostolo, in separata sede, avrà commentato:

Sti vèneti… co tùti i schèi che ghe gavémo robà, ancóra i ga fàto el miràcolo… vól dir che sémo stài dei baucóti e che se podéva robàr de più…” [Questi veneti… con tutti i soldi che abbiam loro rubato, ancora hanno fatto il miracolo… vuol dire che noi (politici) siamo stati degli sciocchi e che si poteva rubare di più…]

E così, più recentemente, fecero…

Annunci

2 pensieri su “Emigranti [175]”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...