Aggressività [190]

AggressivitaAbbiamo parlato, nel blog precedente, della risata.

Abbiamo detto che uno ride quando, mostrando le zanne, è come se dicesse ‘Da questo momento mi conserverò meglio, so più cose, abbi timore di me perché d’ora innanzi sarò più aggressivo’.

Sembrerebbe quindi che uno debba essere più aggressivo se ha migliori strategie. Non esattamente: piuttosto, nel caso che debba aggredire, saprà comportarsi meglio. Maggior aggressività non significa essere più aggressivi ma piuttosto significa avere maggior consapevolezza in caso di bisogno.

Saprò usare le mie conoscenze in modo migliore. Ma comportarsi meglio può significare anche non usare l’aggressività quando si potrebbe fare diversamente. Più sono le strategie a disposizione e più si può scegliere. Questo parallelo sarà ripreso alla fine.

Ora, prima di proseguire, diamo un esempio: parliamo di un grosso cane che abbia l’alternativa di attaccare (mordendo) oppure di non attaccare (e quindi non mordendo).

Supponiamo che l’animale non sia stanco, che sia tranquillo. Seguirà il percorso giallo nel grafico allegato, il percorso del soggetto non stanco che cammina sopra un lenzuolo azzurro. Al punto 1, egli vede il padrone e il padrone vede lui. Si mette a scodinzolare e si avvicina, il padrone, quando il cane è arrivato all’asterisco giallo, cioè quando si trovano vicini, commette un errore: solleva la mano destra e fa per posarla sulla testa del cane. I cani non sopportano volentieri questo gesto, che impone loro una sottomissione: preferiscono una carezza sotto il mento. Il cane non è stanco, riflette un attimo, vede che non succede niente e sta tranquillo: si arriva così tranquillamente al punto 3.

Il cane molto stanco seguirà invece il percorso blu e all’altezza dell’asterisco blu, che prelude alla piega del lenzuolo azzurro, il padrone alza (anche in questo caso) la mano sopra la testa del cane per accarezzarlo.

L’animale, stanco, prende quel gesto come una richiesta di sottomissione indebita e inoltre, se molto stanco, lo considera la premessa di una percossa o come preludio di un analogo gesto ostile. Succede la catastrofe (vedi gli scritti di topologia di René Thom): l’aggressività dell’animale aumenta immediatamente in modo esponenziale e nel nostro grafico il cane precipita al punto due, sulla ripiegatura del lenzuolo, mordendo la mano del padrone.

Analogamente, più s’imparano cose e maggiori sono le strategie a disposizione, sia per aggredire che per difendersi. Si può fare del jazz sul lenzuolo dell’aggressività (vedi articolo).

Anche per il cane, i percorsi dal punto 1 al punto 3 sono in realtà innumerevoli e comunque più dei due che abbiamo esemplificato. In alcuni il salto del lenzuolo è più contenuto ed in altri meno contenuto, più esplosivo.

Concludendo: il lenzuolo celeste delimita le possibili strategie.

Che relazione c’è allora tra risata e aggressività?

Eccola:

Più si ride e più il lenzuolo celeste si allarga e quindi più strategie sono a disposizione. Ed anche più variazioni jazz.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...