Usanze a Venezia 6 [192]

Voigtlander Vito Bl Ob.Color Scopar f/2.8 50mmDurante il mese di giugno, la festa tradizionalmente sicura è una ma viene celebrata ogni quattro anni: si tratta del Palio delle Antiche Repubbliche Marinare, che è una rievocazione storica istituita nel 1955 con lo scopo di ricelebrare i fasti di Amalfi, Genova, Pisa e Venezia. Si svolge a rotazione nelle quattro città. La regata è preceduta da manifestazioni storiche.

Le imbarcazioni furono costruite da Giovanni Giuponi della Cooperativa Fra Gondolieri ‘Daniele Manin’, Ponte dei Dai, San Marco a Venezia, nel loro squero di San Trovaso. Le barche, remi seduti da otto con (timoniere), furono varate nel 1956, quando io lavoravo in Cooperativa, durante le ferie estive:

  • Venezia verde con polena leone alato.
  • Genova bianca con polena drago di San Giorgio.
  • Pisa rossa con polena aquila del sacro romano impero.
  • Amalfi azzurro-blu con polena cavallo alato.

Il regolamento prevede che gli atleti siano nati nelle rispettive città, province e regioni oppure che vi risiedano da almeno dieci anni. Le barche, a vuoto con gli accessori e senza i remi non possono pesare meno di 760 chili. Mentre sino a poco tempo fa era tutto in legno, ora è tutto in vetroresina comprese le polene (statue ornamentali di prua), non più diverse tra loro.

All’arrivo, si considerava se una predefinita parte della polena aveva tagliato il traguardo. Per Venezia, i giudici consideravano metà della spada impugnata dal leone. L’invasione delle corsie avversarie è regolare se il modo di invasione è permesso dal regolamento.

Il corteo storico abbinato alla regata è bellissimo e pieno di reminiscenze. Quello di Venezia ricorda, oltre ad altri episodi, la donazione di Cipro a Venezia, avvenuta nel 1489 da parte di Caterina Cornaro, che poi si insediò nel castello di Asolo.

Tali cortei storici sono stati richiesti anche dall’estero ed ebbero luogo, ad esempio, a Berlino e a New York.

Per rimediare alla mancanza di fondi per costruire le barche in vetroresina, dal 1993 al 1996 la Regata fu abbinata ad una lotteria nazionale.

Oltre alla regolare Regata annuale, ecco l’elenco di alcune città che hanno ospitato la Regata a livello straordinario:

Torino, Londra, Bari, Marina di Pisa, Noli, Siracusa, Monte Carlo (Monaco), Meta di Sorrento, La Spezia.

Venezia ha vinto 33 edizioni, seguita da Amalfi con 10, le altre due città hanno vinto 8 volte.

Per assistere dalla tribuna, posta sul molo sotto al Palazzo Ducale, con prenotazione, domenica 7 giugno 2015 alle ore 18:15 si dovevano spendere 50 euro se non residenti nel Comune di Venezia, altrimenti 25 euro.

Ci sono parecchie manifestazioni collaterali, come concerti per pianoforte al teatro della Fenice.

Potete anche vedere il 56° Palio delle Antiche Repubbliche Marinare a Venezia, del 12 giugno 2011 al sito https://www.youtube.com/watch?v=O5COyh_aE2A

La giuria ha squalificato, per tale regata, Genova, Pisa ed Amalfi e la vittoria è stata quindi attribuita (a tavolino) a Venezia. Venezia non ha però accettato di vincere in questo modo e quindi la regata del 2011 non ha avuto vincitori.

Senza voler fornire ricette, parliamo di alcuni piatti di giugno.

Un piatto caratteristico è la capa santa, due a testa.

Risi e bisi (i piselli in tegame con parecchia cipolla, prezzemolo, sale e pepe).

Sàrde in saór. Sardine fritte con parecchia cipolla e aceto. Ricordiamo che così sono alla chioggiotta. Se aggiungete anche pinoli e uvetta passa allora sono alla veneziana. Servire dopo 48 ore di frigorifero, provare con tocai, ribolla o pinot grigio. Mentre le sardelle o sardine vengono dal nostro Adriatico, le acciughe o alici o sardoni (nome veneto) vengono dal mare istriano e dalmata.

Moéche frite. Piccoli granchi verdi in muta. (Carcinus aestuarii). Costano carissime.

Risòto de gò. Preparato col go (gopius mediterraneus) oppure col ghiozzo (zosterisessor ophiocephalus)

Fegato alla veneziana, sempre con cipolle.

Poènta e schìe (schille in italiano) gamberetti della laguna (palaemon serratus), grigi, che diventano marron dopo cotti, fritti su un letto di polenta gialla morbida e calda.

Sépe col néro.[Seppie col nero] Cucinate in tegame con olio, aglio, prezzemolo, vino bianco e il nero di seppia. Si fanno in due varianti: con o senza conserva di pomodoro. Il misto di nero della seppia e il rosso del pomodoro, a mio avviso, ha delle sfumature di colore sgradevoli.

Risòto biànco e néro. In realtà, due mezzi risotti, uno fatto con cipolla e go, bianco, e uno fatto con cipolla e nero di seppia, nero. I due risotti vengono accostati nel piatto e la fusione dei sapori è commovente. Vino bianco fresco non troppo forte, come malvasia.

I baìcołi di Colussi, biscotti secchi di lusso che servivano originariamente, in versione molto ma molto più povera, da galletta per i naviganti. Da consumare magari in modo epicureo con un Recioto della Valpolicella rosso passito dolce DOCG. O, in modo dietetico-salutistico, col caffellatte senza zucchero: incredibilmente, il baicolo è buono lo stesso.

I baìcołi dei poaréti. [I baicoli dei poveri] Pane biscottato per 24 ore a 90 gradi. Diventa croccante e friabile. Si utilizza al posto dei crackers. Anche questo veniva usato come galletta per i naviganti se conservato al riparo dall’umidità.

In giugno, il piatto delle ‘Mille e una notte’ è il baccalà (stoccafisso) mantecato alla veneziana: cotto e ridotto in crema con olio, aglio, prezzemolo e servito con polenta bianca o fettine di polenta bianca arrostite. Si può servire freddo ma con la polenta tiepida. Vino profumatissimo bianco fresco, come un riesling o un traminer, oppure, ancora meglio, uno champagne brut giallo paglierino che abbia il caratteristico odore feccino. Con due fogliette di rucola condite sale, olio e limone… Volendo, potete strofinate le posate per il baccalà con dell’aglio… Si può provare anche uno champagne identico ma demi-sec, soprattutto per le signore che lo apprezzino. Il vino in assoluto più adatto (come si usa dire, la sua morte…) è il Vintage Tunina di Jermann (uve sauvignon, chardonnay, con aggiunte di ribolla gialla, malvasia istriana e picolit), un vero e proprio uvaggio creato nel 1975. Diventerà una serata che tutti ricorderanno.

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