Esportare mobili 1 [207]

camionSiamo nel 1967. Mi sono appena licenziato dalla banca XYZ perché quel lavoro non faceva per me. E sì che ero nipote dell’Amministratore Delegato e quindi dopo quattro anni avevo girato tre filiali e tutti gli uffici, tranne la segreteria. Ma…

  • Se rispondevo a qualche richiesta dei miei superiori in modo gentile, i colleghi dicevano che ero un ruffiano carrierista e che facevo così perché ero un privilegiato.
  • Se rispondevo a qualche richiesta, a mio avviso assurda, in modo sgarbato, i colleghi dicevano che facevo così perché ero sotto l’ala protettrice di mio zio Amministratore Delegato e che potevo alzare la cresta come avessi voluto.

Insomma, ero un diverso e tale sarei dovuto rimanere. Quando andavamo a far colazione alle 13 in un ristorantino convenzionato, spesso, se non quasi sempre, mentre gli altri mangiavano ad un tavolo unico, io ero lasciato per conto mio, perché non c’era posto…

Un giorno, alle 11, esco un momento dalla banca e vado al bar a prendere un cappuccino. Dato che sul banco del bar non c’era posto, mi prendo il piattino e la tazza del cappuccino e mi tolgo dal banco, consumando la mia ordinazione in un angolo. Penso che ogni giorno venivo a prendere il cappuccino: sarei quindi venuto ogni giorno, per il resto della mia vita?

A questo pensiero le mani cominciarono a tremare violentemente e mi rovesciai il cappuccino sulla giacca da lavoro: mi vedevo in tomba a 23 anni.

Rientro in banca e vado dal direttore: “Guardi cosa ho combinato.” E mostro la macchia di cappuccino.

“Chiamiamo subito il commesso, che vada nel guardaroba a cercare un’altra giacca! Non puoi metterti allo sportello in quelle condizioni.”

“No, no…” Espongo il fatto e do le dimissioni immediate, senza preavviso. Finito. E il preavviso? Niente, niente.

Torno a casa e mi sento dire dai conoscenti: “Il posto in banca! C’è gente che farebbe carte false per averlo!” eccetera eccetera.

Vado a parlare con B. di Mareno di Piave, ditta che faceva auto-trasporti e mi combino per avere un camion per mobili con autista, quando mi servirà, per l’estero: Francia, Germania, Benelux (Belgio, Olanda e Lussemburgo). Mi rispondono che costa tot, che bisogna preavvisare di un certo numero di giorni e poi, se voglio l’autista che sa le lingue c’è un costo altrimenti per un autista che sa solo il dialetto c’è un costo notevolmente inferiore. Scelgo quest’ultima opzione.

Si tratta di combinarsi coi mobilifici. Io vado all’estero, cerco di vendervi i mobili, mi date un campione sul camion, arriveranno solo pagamenti in contanti, apertura di credito irrevocabile. Se il cliente estero decide per l’ordine, vi arriverà dalla banca (con la quale mi ero prima combinato) una lettera che dirà: “Abbiamo un ordine da parte della ditta (tedesca o quello che è) che non appena ricevuti i mobili tali vi firmerà la bolla di consegna. Basta che voi ci presentiate una copia della bolla firmata e noi vi pagheremo”. Voglio il 5% dell’importo dell’esportazione per cinque anni. Quando la banca riceverà l’apertura di credito irrevocabile e vi girerà l’impegnativa, mi pagherete immediatamente.

Quasi tutti i mobilieri accettarono (una ventina), perché pensavano di darmi il 5% di niente, tanto chissà se io avrei mai venduto qualcosa. Non avevano mai esportato niente e quindi mi stavano dando il 5% di niente. Il problema per loro era che avevo fatto firmare anche degli impegni quantitativi con data di consegna, ad esempio:

Trumeau Alice (piccolo armadietto):

  • consegna a 2 mesi massimo 100 pezzi.
  • consegna a 4 mesi massimo 1000 pezzi.
  • consegna a 1 anno massimo 5000 pezzi.
  • il mobiliere firma anche una manleva da mostrare ai clienti per gli ordini di cui sopra.

Col camion facciamo il giro dei mobilifici e carichiamo i campioni. Notate che se non avessi venduto niente, i mobilifici non avrebbero pagato niente ed io avrei restituito i campioni.

Partiamo col camion, novembre 1967. Opportuni contatti erano stati presi con grossi importatori e con grossi grandi magazzini, con gli appuntamenti in agenda.

Vi racconto solo di un ordine relativo ai trumeaux di cui sopra, poi parleremo degli aspetti divertenti.

Alle due del pomeriggio abbiamo appuntamento ad Essen in Germania con K, un enorme distributore, il quale ha 3000 vetrine in giro per la Germania. Gli inservienti portano i mobili nella vetrina dove non c’è nessuno, i potenziali clienti vedono il prodotto, chiamano il numero di telefono di K, ordinano e ricevono il mobile. Fantastico, se pensate che era nel 1967…

Vengo annunciato alla direzione commerciale: “Sono arrivati dall’Italia col camion…”

Espongo le caratteristiche del Trumeau: loro ne hanno uno che vendono a 280 mila lire e che a loro costerà (dico io) 100 mila lire circa.

Ebbene quello mio, della ditta X di SB in provincia di Treviso, costa a loro, franco Essen, 24 mila lire. Il direttore commerciale mi guarda e ride: “Impossibile.”

Venga a vedere giù nel camion, se mi fa un buon ordine le lascio il campione che le servirà da pietra di paragone conforme.

Vengono nel piazzale in due, salgono sul camion, e guardano il trumeau: ad uno dei due sfugge che è più o meno come il loro, solo un poco più grande e anche finito meglio.

Io dico che non ho sentito niente, altrimenti dovrei aumentare il prezzo. Uno dei due guarda gli altri campioni e dice che potrebbero comperare anche questo e quest’altro. L’altro lo frena e dice che è meglio fare un passo alla volta. Vogliono il campione controfirmato e ne ordinano uno per ogni punto di vendita, cioè 3000, tanto per provare, meno quello già consegnato sono 2999. Sono 72 milioni di lire di mobili! Per campione! 100 anni di stipendio in banca! Il 5% di commissioni sono cinque anni di stipendio…

Mostro la manleva che la ditta si è impegnata a consegnare in un anno 5000 pezzi.

Telefono all’industriale e dico: “Ho fatto una vendita, se paghi la telefonata te la dico adesso, altrimenti quando rientro e adesso metto giù.”

Vuole sapere subito: gli dico che sono 3 milioni e seicentomila per me, che ho in mano l’ordine di 3000 trumeau, 72 milioni (il fatturato di 6 mesi circa) pagamento alla consegna entro un anno e che ho in mano la lettera di credito irrevocabile.

Prende paura e dice che in tutto sin ora ne ha fabbricati solo duecento e come farà, non può bloccare tutta la fabbrica e che lui non avrebbe mai pensato e che lui non avrebbe mai creduto, che le mie commissioni erano troppe, che non si era neanche mai sentito.

Io gli rispondo che ha firmato e che ha 48 ore lavorative per respingere l’ordine senza penali ma le commissioni me le deve pagare comunque. Quasi quasi si metteva a piangere.

Ha dovuto farsi aiutare da altri mobilieri suoi amici, perché alla fine ha accettato… e io avevo fatto quattro anni e mezzo in banca per prendere una cifra inferiore alle commissioni di questo ordine…

Con gli altri, è stata grosso modo la stessa storia…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...