Belmont Plaza [210]

mentaNoi veneti siamo troppo modesti. Vi espongo un fatto capitatomi a New York che da noi non potrebbe succedere. Quanto più bello sarà l’albergo che vi descriverò e tanto più incredibile risulterà l’episodio. Mi trovo a New York e sono ospite dell’Hotel lussuoso pluristellato Belmont Plaza, 541 Lexington Avenue (third avenue).

In camera ci sono tre televisori tre ed anche i rubinetti in bagno sono tre: acqua calda, acqua fredda ed acqua di seltz, perché gli americani bevono whisky allungato con tale acqua, chiamata anche soda: è quella che si chiama un’americanata.

Siamo in inverno e in camera (come anche in tutto l’albergo e in tutta New York) il riscaldamento è a 28 gradi centigradi come minimo: non si scherza e il caldo gira a tutta manetta.

I tre televisori servono perché negli USA ci sono vari modi di trasmettere i segnali televisivi, alcuni risalenti addirittura agli anni ’40 e moltissime televisioni sono via cavo.

L’albergo, uno dei pochi in America, ha anche la licenza Drugstore col relativo locale incorporato nell’albergo, aperto quindi 24 ore su 24. La licenza Drugstore veniva data ai negozi che si trovavano nella strada, lunga 6000 chilometri, che andava sino in California e serviva, con la sua apertura 24 ore su 24 e sette giorni su sette, a rifornire gli emigranti che a bordo dei famosi carri Conestoga (quelli coperti con un telone cilindrico dei films indiani e cow boys) andavano all’ovest. Nel Drugstore si hanno tutte le licenze: farmacia, alimentari, bar, ristorante, libreria, edicola, ferramenta, armi, insomma tutto quello che il dollaro può comperare si trova in vendita nel Drugstore.

Sono appena arrivato dall’Italia e ho un jet-lag di sei ore da smaltire. Alle 10 di mattina, ora italiana, non ce la faccio più a stare a letto ma a New York sono solo le quattro di mattina. Almeno bere un caffè… ma c’è il Drugstore sempre aperto… andiamo a vedere… alle quattro locali prendo l’ascensore e scendo nel Drugstore, il quale comunica con la hall dell’albergo: è enorme e vende veramente di tutto.

Mi avvicino, nel Drugstore, al bancone del bar e chiedo un caffè latte (niente cappuccino…) e una fetta di torta allo zenzero (ginger, zingiber officinalis), una specie di cardamomo, qui molto usato, col quale si fa anche la bibita analcolica ginger ale (birra di ginger).

Mentre faccio colazione, guardo il comportamento del banconiere: egli si avvicina a un miscelatore automatico di bibite (vedi foto) che tiene ghiacciata e mescolata in continuazione tutta una serie di liquidi. Il banconiere prende un gran bicchierone, lo mette sotto il recipiente con la menta ghiacciata, agisce sulla leva che fa da rubinetto e si riempie per tre quarti il bicchiere con questo bellissimo sciroppo di menta, freschissimo. Ne beve una metà scarsa e poi, si accorge di averne versato troppo… cosa fare col resto? buttarlo via? giù per il lavandino? eh, no… con la massima indifferenza, solleva il coperchio del recipiente con lo sciroppo di menta e… ci versa dentro il contenuto rimasto nel suo bicchiere.

Forse aveva sputato anche nel caffè latte o sulla torta di zenzero…

Quello che mi ha lasciato stupefatto è che non si è nemmeno degnato di guardare se a sua volta lui fosse osservato da qualcuno. O meglio, lo vedeva soltanto un italiano scemo: non c’era nessun altro alle quattro di mattina.

Belmont Plaza Hotel (Drugstore), 541 Lexington Avenue, New York City, United States of America.

Amen, così sia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...