Insalata [211]

insalataParlando con dei conoscenti veneti in America, convenimmo che in Europa si mangia meglio. Poi, dopo attenta riflessione, convenimmo che nei paesi latini si mangia meglio ancora. Un poco alla volta, si decise che meglio dell’Italia, per il cibo, non ci possa essere nessun paese.

Comunque anche in Italia ci sono posti e posti: tutto sommato, il nord è da preferire, soprattutto per la varietà e per i vini… poi, non per essere campanilisti ma meglio del nord-est non si può trovare…

Direte che c’è una certa esagerazione? Forse sì ma con i tedeschi non ci vogliamo nemmeno confrontare.

Vi riassumo la mia idea sulla cucina tedesca: salvo i dolci, è quasi tutta da rifare.

Nonostante queste premesse, un uomo civilizzato (chissà perché…) dovrebbe sperimentare e mi trovo pertanto in ferie in Austria, in agosto, in quel di Salisburgo, per visitare le miniere di sale e il ghiacciaio del Dachstein. Ognuno esibisce quello che ha. Sole? Mah… su quindici giorni di ferie l’ho visto due giorni e in quei due giorni non era un sole soleggiato… per forza, allora, che vengono in Italia e sembrano disperati alla caccia di un raggio.

Sta di fatto che i primi tre o quattro giorni si mangiano patatine fritte o al forno, deliziose con la cotoletta alla viennese, senape buona e birra buona. Buon yoghurt coi lamponi. Ma dopo quattro giorni è sempre la solita storia. Per tirare ai quindici giorni riesco a trovare un piatto decente: trote blu di lago appena pescate e preparate alla mugnaia. Ma anche queste dopo quattro giorni vengono fuori per le orecchie e bisognerebbe ricominciare con la cotoletta alla viennese.

Alla sera del decimo giorno non ce la faccio più.

Dico, in tedesco, alla cameriera del ristorante: “Signora, per favore, vorrei cenare con una doppia porzione di insalata verde senza nessun condimento: solo insalata, nur Salat, niente olio, aceto, niente di niente. Grazie”

La cameriera: “Bene. Solo insalata verde, doppia porzione, nient’altro, nessun condimento di nessun genere. Tutto bene, benissimo, tutto chiaro.”

Voi, cosa vi aspettereste? Io mi aspetterei che arrivasse solo un’insalata verde da condire.

Dopo alcuni minuti la cameriera arriva con un piatto gigante, con della bellissima lattuga verde, abbondante, molto bello.

Come lo metto sotto il naso, sento un odore acidulo… familiare… come se fosse… anzi è… succo di cipolla! Hanno spremuto delle cipolle e ne hanno versato il succo sulla mia insalata!

Mi salta la mosca al naso, chiamo la cameriera e dico: “Bitte, gibt hier es Zwiebelsaft!” [Prego, qui c’è succo di cipolla!] Non dice niente e allora io di seguito, in tedesco: “L’avevo pregata di non aggiungere assolutamente niente!”

La cameriera non sa cosa dire, mi guarda e poi esplode: “Ma proprio niente di niente? Non si è neanche mai sentito! Lei non è un coniglio! (ein Kaninchen)” e se ne va, indispettita.

Credete che sia facile? Provate, provate…

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