Acqua [213]

acquaCasablanca, Marocco. Mi aggiro per la città come un turista. Non so se io sembri uno straniero ma, con la macchina fotografica gigantesca reflex, certamente sembro quanto meno un turista, il che è la stessa cosa.

E c’è un mondo, a Casablanca, che aspetta i turisti. Sono venditori di tappeti, di foulards occidentali e di foulards etnici. Venditori di frutta secca, di ceramiche artigianali, di dolci arabi. Insomma, venditori di tutto. Come in un suq, il mercato arabo. Probabilmente, dato che ciò che vendono gli ambulanti è esattamente ciò che si vende nei suq, loro stessi ne faranno parte. Arrivo dopo cinque minuti al suq vero e proprio e trovo tutto ciò che veniva venduto per la strada. Faccio una serie di fotografie del mercato.

Assieme a me c’è un mio conoscente tedesco di crociera il quale non ha una macchina fotografica normale ma una Minox, anche questa tedesca, macchina piccolissima da spionaggio. La foto che vedete infatti non è molto buona. Poi la Minolta (nome quasi uguale a Minox) ne ha fatta una somigliante ma nera a metà prezzo e anche meno.

Ci aggiriamo per Casablanca, quando vedo un personaggio molto strano, con una lunga tonaca a righe verticali bianche e marrone e un cappello di paglia che sembra un abat-jour: un venditore di acqua, come ce n’erano molti una volta.

L’acqua è contenuta in un otre fatto con la pelle di una capra e portato a tracolla. L’otre ha una specie di rubinetto, come quello che noi usiamo sulle botti (càndola in dialetto), solo che questo è molto più piccolo. In mano, porta una specie di collana con dei ciondoli ma in realtà sono delle scodelline di ottone di varie misure dove verrà versata l’acqua dalla ghirba (altro nome per otre di pelle). Si paga in centesimi di dirham (ogni 10 dirham un dollaro circa): una scodellina d’acqua piccola avrà un prezzo e una scodellina d’acqua più grande costerà di più e così via.

A tracolla, ha uno straccio per pulire igienicamente le scodelline: l’ultima volta che lo straccio è stato lavato deve essere remota, forse tre secoli fa.

Mi fa cenno che vorrebbe vendermi l’acqua. Gli dico di no e che voglio fargli una fotografia. In un francese abbastanza buono mi dice che se voglio fargli una fotografia gli devo dare un dollaro americano perché la macchina fotografica, mi fa capire, è molto grande e complicata, importante. Gli dico che non gli do proprio niente e che nemmeno gli farò la fotografia.

Siccome chiedono venti volte quello che si aspettano, bisogna dargli non più di cinque centesimi di dollaro, cioè mezzo dirham: se gli dai mezzo dirham ti prendono per una persona seria e normale, se gli dai di più di prendono per un fessacchiotto che magari, in circostanze adatte, può essere anche rapinato. Se non ti considerano un fesso, difficilmente rischiano qualcosa. Per calcolare la cifra, fanno tutti il doppio di quanto si aspettano e ci aggiungono uno zero. Ho imparato a Venezia da alcuni pescatori greci che vendevano radioline giapponesi di contrabbando. Le radioline poi odoravano per sempre di pesce. Il segreto della trattativa araba consiste nel fatto che nessun occidentale si aspetta una moltiplicazione per venti volte: tranne gli ebrei, i greci e i levantini in genere che non si fanno mai fregare.

A questo punto si vede perso, cambia strategia e tono e mi chiede se per piacere gli regalo un dirham. Gli dico che un dirham è troppo e gli propongo di regalargli mezzo dirham: so che qualcosa gli devo dare perché gli ho parlato. Non faccio l’errore di dargli la monetina e aspetto, come di deve fare, che dica “Sì, grazie” (Très bien, merci). Gli regalo il mezzo dirham (cinque centesimi di dollaro, come calcolato dividendo il dollaro per venti) e il mio conoscente, con la Minox, lo fa secco di nascosto (vedi fotografia).

Mai dare di più, perché altrimenti pensa che tu sia milionario, ti segue e non ti lascia più stare, se non succede addirittura di peggio. Se un marocchino beve l’acqua dalla ciotola probabilmente non succede niente perché ha gli anticorpi. Se beve l’acqua uno di noi è un altro paio di maniche e potrebbe anche essere pericolosissimo per l’intestino: legionella, tifo, ameba, tbc, tenia (verme solitario), nella migliore delle ipotesi dissenteria.

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