A casa avevo mangiato [226]

Il cappello del prete.
Il cappello del prete.

Nella parrocchia di … a Venezia, arriva in visita di conoscenza un parroco napoletano: lo scambio di informazioni tra il parroco locale, veneziano, e il parroco napoletano è ritenuto importante da Santa Madre Chiesa.

Parlando del più e del meno, i due religiosi si recano dal macellaio e il prete veneziano dice:

 “Còssa ti ne darèssi incuò.” [Cosa ci daresti oggi.]

Macellaio: “Incuò ve darìa, no par schersàr, un capèo del prète da far rósto… no màssa econòmico ma bon, sa, bon, un piàto da Patriàrca.” [Oggi vi darei, non per scherzare, un cappello del prete da fare arrosto… non troppo economico ma buono, sappiate, buono, un piatto da Patriarca.]

Nota: cappello del prete = parte della spalla anteriore del bovino.

Il prete napoletano dice: “O’ chianchièrɘ vuolɘ ca’ purtiàmɘ o’ nuòstrɘ cappièllɘ o’ Patriarchɘ. Tèngɘ carpùtɘ ‘bbuònɘ?” [Il macellaio Vuole che portiamo il nostro cappello al Patriarca. Ho capito bene?]

Il prete veneziano si mette a ridere e traduce.

Il prete napoletano dice: “o’ ca’ cosɘ? Aut, quid nobis dare potes?” [Oppure, cosa ci può dare?]

Il prete veneziano traduce e prega il napoletano di parlare italiano.

Al che, il macellaio dice. “Quaglie, posso darvi delle quaglie…”

Il prete napoletano dice: “Prim’ e’ partirɘ, teng magnàtɘ faggiɘ…”

Il macellaio: “Fasiòłi no ghe n’avémo: quésta xè na becarìa!”

E il prete napoletano: “Ch’ha déttɘ o’ chianchièrɘ…

E il prete veneziano: “Si è offeso perché gli hai chiesto dei fagioli.”

E il prete napoletano: “Nooo! Che faggiɘ… teng dettɘ faggiɘ! L’auciéllɘ!”

Il macellaio: “El fagiàn! El vól el fagiàn! Ghe ne go uno in giassèra ma el ga déntro i piombéti del fusil!” [Il fagiano! Vuole il fagiano! Ne ho uno in ghiacciaia ma ha dentro i piombini del fucile!”

Il prete veneziano: “Ghe vol na vìta par spiegàrghe…dèsso ghe parlo mi…” [Ci vuole una vita per spiegarglielo… adesso gli parlo io…]

Rivolto al napoletano: “Non vorresti mangiare come il Patriarca di Venezia?”

Prete napoletano: “Putìmmɘ pruvàrɘ…” [Possiamo provare]

Prete Veneziano al macellaio: “Ciò, te go vendùo el me capèo…” [Ehi, per te, ho venduto il mio cappello (del prete)]

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