Usanze a Venezia 9 [229]

Copyright Ernesto Giorgi ©. Tutti i diritti riservati.
Copyright Ernesto Giorgi. Tutti i diritti riservati.
Nella fotografia riservata©, scattata nel 1961 nello squero di San Trovaso, si vedono i gondolini della Regata Storica più importante, l’ultima di ben sette competizioni, le prime sei dedicate ai giovani, con imbarcazioni diverse (pupparini etc) e alle caorline.

La regata si tiene da anni nella prima domenica di settembre e i gondolini, che sono nove (più uno di riserva), sono così numerati:
  1. Bianco
  2. Canarino
  3. Viola
  4. Celeste
  5. Rosso
  6. Verde
  7. Arancia
  8. Rosa
  9. Marrone
  • Il gondolino di riserva è numerato non col 10 ma con una lettera R ed è bicolore, verde e rosso.

La tradizione parla addirittura di un episodio del 942 dopo Cristo. Si dice che ci fosse una festa in corso: dei pirati rapirono le Marie, ragazze veneziane da maritare. Gli uomini veneziani, remando all’impazzata, raggiunsero i pirati e liberarono le ragazze. Fu così che si creò la Festa delle Marie e fu così che s’iniziò la tradizione della regata.

A parte la tradizione, per certo il 16 settembre 1274 compare la parola ‘regata’ e si ha notizia di una competizione. La festa è molto sentita (forse una delle poche veramente sentite) dai veneziani che si appassionano e scommettono anche su chi vincerà.

Nei secoli, molte cose sono cambiate. La versione attuale è più o meno quella del 1843. Con l’annessione all’Italia, i colori della bandiere premio sono stati così cambiati, in base all’ordine di arrivo, per i primi quattro equipaggi:

  1. Rosso (bandiera italiana)
  2. Bianco (bandiera italiana)
  3. Verde (bandiera italiana)
  4. Azzurro (colore dei Savoia)

Una volta al quarto equipaggio veniva regalato un maialino, vivo, a simboleggiare un animale lento. Poi venne assegnata la bandiera gialla col maialino disegnato.

Ancora oggi, quando uno non primeggia, si dice “Tièn bòta, che inmànco ti màgni parsùto…” [Resisti nel non primeggiare, ché almeno mangerai il prosciutto (del maialino che ti regaleranno)].

Le barche, più o meno a Sant’Elena, sono legate per il via con una cordicella a poppa (spaghéto). Quando le cordicelle vengono recise le barche partono e qui, tra gli sfegatati, cominciano le prime discussioni: “El canarìn el xe stà tagià tàrdi, farabùti…” [La cordicella del canarino (imbarcazione numero 2) è stata tagliata in ritardo, farabutti].

Poi ci sono le aque che vengono sorteggiate: l’ordine di affiancamento non dipende dal numero dell’imbarcazione ma dal sorteggio stesso. Altre discussioni, ad esempio: “Xe tre àni che ne tóca l’àqua de fóra (o l’aqua par déntro), farabùti, i xe tùti d’acòrdo… stavòlta fémo quistión…” [Sono tre anni che ci tocca la corsia esterna (o la corsia interna o quello che è), farabutti, sono tutti d’accordo… stavolta facciamo ricorso…]

Un regolamento ferreo disciplina le aque, perché le imbarcazioni non si taglino la strada con manovre poco pulite e anche qui le discussioni sono a non finire. La regata passa davanti alla Piazza, si addentra nel Canal Grande e giunge sino al pałéto [paletto], posto in corrispondenza dell’attuale Ponte della Costituzione (alias Calatrava), dove si gira di centottanta gradi e si ritorna indietro.

Sul pałéto ne succedono effettivamente di tutti i colori per la semplice ragione (non si sa il perché) che tutti vorrebbero vincere. Una volta forse, si poteva sperare che la manovra irregolare passasse inosservata ma ora ci sono le telecamere: “Ogni tànto bisognarìa dàrse ‘na iutadìna ma no ghe xe più gnénte da fàr: i véde ànca quànti péłi che ti gà sul nàso…” [Ogni tanto bisognerebbe darsi un piccolo aiuto ma non c’è più niente da fare: (con le telecamere) vedono anche quanti peli hai nel naso…]

Il paletto non è sempre all’altezza del Ponte Calatrava: può essere spostato più indietro anche di parecchio, in modo da accorciare la gara a seconda dei tipi di imbarcazione e dell’età: ad esempio la prima regata è riservata ai minori di dodici anni.

Dal paletto si prosegue sulla via del ritorno, sino ad arrivare all’altezza di Ca’ Foscari dove viene posto un enorme pontone galleggiante, detto ła màchina, con le autorità e con la linea immaginaria di arrivo.

I re del remo, famosi in tutta la città, sono coloro che si sono affermati per almeno cinque volte coi gondolini, cioè con l’ultima regata, la più importante e la più seguita.

Probabilmente il più famoso vogatore, a livello popolare, benché non sia quello che ha vinto di più, è stato Albino Dei Rossi, nome di combattimento: Strighéta [piccola strega].

Quando i ragazzini remavano in un sandalo, per dire che erano bravi ed autocelebrarsi, gridavano: “Strighéta! Strighéta!”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...