Cristallo [230]

Alle pendici del Cristallo, i camosci di Cortina.
Alle pendici del Cristallo, i camosci di Cortina.

A Cortina, dopo aver sciato con gli istruttori agonistici per tutto il giorno, si entra alla baita Pie’ Tofana per bersi qualcosa di caldo e fare quattro (anzi, otto) chiacchiere.

Dato che siamo nel mese febbraio e che fa molto freddo con moltissima neve, il discorso va a finire sui camosci (rupicapra rupicapra) che vivono nel monte Cristallo. Non trovano da mangiare e bisognerebbe portar loro delle balle di fieno, altrimenti non tutti sopravviveranno alle intemperie e alla fame. Le balle di fieno andrebbero caricate su dei camioncini ma questi mezzi non hanno le quattro ruote motrici e una volta arrivati alle pendici del Cristallo si bloccherebbero inevitabilmente. Allora gli istruttori si rivolgono a me e ad un altro come me, entrambi dotati di Toyota Land Cruiser 4200 benzina a quattro ruote motrici, con bloccaggio manuale di tutti i differenziali: un carro armato. Sono mezzi potentissimi, il mio è inoltre dotato di un verricello per ancorarsi a qualche albero in caso di estrema difficoltà. Una leva in cabina sposta la trazione dalle ridotte al verricello ma con ogni probabilità il verricello non sarà necessario. L’interno del Toyota, a parte i due posti davanti, è dotato di un vano a cui si accede dalle porte posteriori: non ci sono sedili tradizionali ma due panchine con quattro posti sistemate trasversalmente sui fianchi del veicolo. Ci stanno cinque balle di fieno ed altre tre possono essere sistemate sul portabagagli del tetto. Il problema è che poi l’automobile sarà indecente. In cambio, riceverò un adesivo da mettere sulla macchina con rappresentato un camoscio e con la scritta ‘Amici dei camosci – Cortina’. Un istruttore mi dice: “Portar da mangiare alle bestie è come bersi tre grappe: dopo, si scia meglio”. In effetti conosco gente, soprattutto donne, che prima di mangiare sciano così così: dopo essersi mangiata una porzione di tagliatelle al gorgonzola ed essersi bevute due grappe, sciano molto ma molto meglio. Questa, della grappa, va raccontata solo a chi la capisce e non ad altri.

Dobbiamo fare tutto prima che aprano le piste da sci, ovvero prima delle otto.

Tabella di marcia:

  • Ore cinque e trenta: appuntamento col buio pesto ai piedi del Faloria, alla baita Fraina dove c’è un maneggio col foraggio per i cavalli: caffè corretto per tutti, per farsi coraggio.
  • Ore sei: le balle di fieno, già pronte, devono essere caricate.
  • Ore sei e trenta: arrivare alla località Rio Gere, alla partenza degli impianti del Cristallo.(In realtà si arriva prima).
  • Ore sette: il gatto delle nevi toglie più neve possibile dal tratto di pista che arriva alle pendici del Cristallo e i fuoristrada col fieno lo seguono.
  • Ore sette e trenta: scaricare tutte le balle di fieno e tornare subito alla partenza degli impianti, seguiti dal gatto delle nevi che rimette la neve sulla pista, come era prima..

Nota: come siamo arrivati alle pendici del Cristallo e stavamo scaricando le balle di fieno, i camosci erano già là in attesa, vicinissimi e uno lo ho quasi toccato perché solo all’ultimo momento ha fatto uno scarto di lato.

Mi ero pensato che, data la loro naturale riservatezza, sarebbero rimasti molto lontani e invece, anche per loro, la necessità di alimentarsi prende il sopravvento su ogni e qualsiasi altra paura.

Non vi dico la soddisfazione, tornando alla partenza del Cristallo, nel sentire i commenti ammirati: “Han portato il fieno ai camosci… che bello, povere bestie…”

Si intende che le povere bestie erano i camosci, non noi.

Le balle di fieno duravano circa tre giorni. Più un giorno di digiuno (che se lo fanno gli altri non fa mai male) ed ogni quattro giorni bisognava ripetere l’operazione.

Io ero contento perché avevo la mia patacca ‘Amici dei camosci’, gli istruttori erano contenti e i più contenti di tutti erano i camosci stessi: dopo, si sciava meglio, come se si avessero avute tre grappe in corpo.

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