La vera maledizione [239]

CatenaUna vecchia storiella parla di un articolo del giornale recante il titolo: IL LAVORO A CATENA. L’articolo prosegue: “A Catena di Villorba, in quel di Treviso, si lavora molto…” 

Stranamente, la storiella non fa molto ridere. Cercheremo di considerare come il lavoro in serie, alla catena di montaggio, sia probabilmente la vera causa di molti problemi contemporanei.

Da un punto di vista strettamente economico non risulta che esistano modelli di sviluppo industriale migliori. Ma questo non significa che la gente della catena di montaggio sia felice o che sia obbligatorio un modello consumistico: è obbligatorio se c’è sovraffollamento. Se noi partiamo con l’idea che non esistano modelli di sviluppo migliori, allora dobbiamo dire che la maggior parte della gente è condannata all’infelicità ed entro breve alla fame, dopodiché i problemi si risolveranno da soli, come quasi sempre.

Abbiamo pertanto il diritto di considerare, almeno in teoria, qualche altro modello di civiltà, anche se sembra che non ce ne siano di migliori con la popolazione mondiale attuale.

Ricordiamo che per secoli e secoli l’artigiano ha avuto un rapporto viscerale con ciò che veniva costruito dalle sue mani e un poco mal volentieri vendeva i suoi manufatti; c’era quindi la soddisfazione di vedere l’oggetto finito. Solo recentemente è stata introdotta la distinzione fra l’altisonante nome di artista e il modesto nome di artigiano: sino a poco tempo fa non vi era differenza alcuna. Entrambi avevano la bottega e allevavano i garzoni per procrastinare l’esistenza della bottega e tramandare gli insegnamenti. Alla catena di montaggio non ci sono soddisfazioni del genere.

Cosa c’è ora di così diverso?  

Mettiamo subito il dito sulla piaga: la popolazione mondiale.

Da Internet:

“…George le spiegò gentilmente come mai fosse nel torto. La cifra esatta, affermò lui, era quella di 500 000 000 e che: «se la popolazione contasse altrettanti individui, ognuno sulla faccia della Terra disporrebbe di pane, latte e bistecche: tutte le cose migliori che il pianeta ci offre. E non ci sarebbero motivi per farci la guerra, poiché a nessuno mancherebbe niente. Poco a poco dovremmo fare in modo di raggiungere il ragionevole numero di 500 000 000 di persone sulla terra.»”.

Più seriamente:

Per raggiungere l’obiettivo della riduzione della popolazione mondiale e ottenere la cifra ottimale di circa due miliardi in poco più di un secolo, dagli attuali 6,8 miliardi di individui, è necessario attuare una politica demografica che assicuri che ogni coppia abbia in media un solo figlio.

Come han cercato di fare in Cina. E inoltre: “Sebbene una rapida riduzione della popolazione fino ai due miliardi potrebbe causare problemi di ordine sociale, economico e politico, una crescita rapida e costante scaturirà una situazione disperata in cui si verificheranno gravi carestie ed epidemie.

Leggetevi quindi tutto il testo su Internet.

Per concludere, sembra che comunque andremo incontro a momenti difficili, vuoi lasciando aumentare (10 miliardi nel 2050, considerato il limite), vuoi cercando di diminuire. State tranquilli che nessuno cercherà di diminuire, perché ci saranno i demagoghi come sempre e quindi siamo destinati alla sovrappopolazione che deriva dal principio del laissez-faire [lasciate fare, che le cose si aggiustino da sole].

Avete mai sentito parlare di argomenti del genere alla televisione? Non dico condividerli ma solo parlarne?

Nonostante la migrazione biblica attuale, dovuta al sovraffollamento, nessuno prende in considerazione questi aspetti, anche perché il modello di sviluppo attuale, con le catene di montaggio, arricchisce i pochi potenti e a nessuno importa niente del resto: chi ci guadagna sta zitto e se ne guarda bene dall’informare il popolo buoio (singolare di buoi).

Eppure, i ricchi avevano sfruttato le classi minori senza pietà, col sovraffollamento, sino a quando nel 1348 arrivò sorella Peste Nera che si portò via un terzo degli europei. Prima c’era lo sfruttamento dovuto appunto al sovraffollamento e poi, per la prima volta, i ricchi furono costretti ad aumentare le paghe se non volevano zapparsi la terra da soli: e scoppiò il Rinascimento. Da quella volta, le paghe non furono più aumentate se non a prezzo di lotte spaventose. Fu l’unico esempio di benessere improvviso, dovuto all’improvvisa diminuzione della popolazione.

I brigatisti rossi dicevano di essere dei conservatori: bloccando la catena di montaggio, si distruggeva il modello dell’infelicità. Solo che le altre soluzioni sono peggiori…

Siamo in troppi? Sicuramente sì ma cambiare modello di sviluppo costa fatica nel cervello ed è meglio far finta di niente. Perché cambiare? Noi ricchi stiamo bene… orsù, facciamo come i Proci a Itaca…

Almeno parlarne… ma parlare di cosa? Come andrà a finire questa ondata migratoria? Bisognerebbe vedere le precedenti invasioni che durarono secoli, dal 166 al 476, sinché nel 476 cadde l’Impero Romano d’Occidente. Tutte le invasioni s’iniziarono come migrazioni. I migranti barbari chiamavano al telefono gli invasori e dicevano: “Venite, venite, qui si sta bene…”. Non avevano pensato che, sostituendo i Romani, avrebbero distrutto anche una civiltà di cui non sapevano quasi niente e si ritrovarono nelle stesse condizioni di partenza.  Poi ci furono anche gli Unni eccetera.

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Un pensiero su “La vera maledizione [239]”

  1. Paesi in via di sviluppo hanno politica socialista che quanto maggiore è la forza di lavoro più piccolo sarà i salari. Grazie ai suoi abitanti, mentalmente sottosviluppati e ciechi alla realtà struggente, procreare come se ci fossero mezzi di sussistenza e l’esistenza sufficienti per tutti. Il governo anche pagato -mensalmente, stipendio noto come ‘Bolsa Familia’ in Brasile per ogni figli povero, aumentando esponenzialmente il numero di individui dipende dagli aiuti per combattere la povertà e quindi raccogliere voti alle prossime elezioni…

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