Orso [242]

Orso europeo in procinto di fare una scorpacciata di miele.
Orso europeo in procinto di fare una scorpacciata di miele.

C’era una volta voltona un orso. Il buon Dio, che è laureato in genetica all’Università di Gerusalemme, nei sette giorni della creazione del mondo pensò di fare un animale che avesse parecchie caratteristiche contemporaneamente.

Insomma una specie di jolly. Anche il suo fidato assistente Gabriele, che era laureato in paleontologia alla Sorbona, Gli disse che quella di un animale jolly poteva essere un’idea simpatica.

Prepararono l’animale in modo che, con la sua evoluzione, fosse già pronto 4 milioni di anni fa. Da quella volta sino ad oggi, l’orso non è praticamente cambiato. L’ape del miele esiste identica da 5 milioni di anni, quindi l’orso fin dai suoi esordi si trovò ad aver a che fare col miele. Per evitare che le api avessero un vantaggio troppo elevato, massacrando l’orso,  Gabriele suggerì di fare l’orso non troppo sensibile ai pungiglioni, dotandolo di uno strato di grasso sul muso, grasso che lo protegge dai pungiglioni stessi. L’unico punto debole sono gli occhi. Qualunque cosa mangi l’orso è un cibo ordinario ma così non è per il miele: quello è la sua passione, anzi, si mangia anche le api che contengono molte proteine.

A chi gli dice: “Se mangi le api, sei un lazzarone”, risponde nel suo dialetto (tutti sanno che gli orsi parlano un dialetto padovano-vicentino): “Par protèste, a ta dàgo l’inderìsso del Pàdre Etèrno: el me gà fàto Lù, el savarà Lù o sèto ti…” [Per proteste, ti do l’indirizzo del Padre Eterno: mi ha fatto Lui, saprà Lui o sai tu…]

Inoltre il Padre Eterno lo fece onnivoro, cioè che mangia qualsiasi cosa. Fu dotato di unghioni molto forti che gli servono per scavare per terra e trovare tuberi e radici. Per tenere gli unghioni affilati l’orso si esercita sulle cortecce degli alberi. Usa gli unghioni anche per aprire le arnie e gli alveari… inoltre, fece la mamma orsa particolarmente aggressiva se per caso qualcuno le dovesse toccare i cuccioli, che sembrano di peluche. Sempre per cambiare, il Padre Eterno fece in modo che non uccidesse solo una pecora per mangiarla ma che le uccidesse tutte, tanto per tenersi in esercizio. Lo fece camminare solo all’ambio, cioè l’orso porta avanti prima le due zampe di destra e poi le due zampe di sinistra, in modo che la sua camminata risulti particolarmente goffa e, visto da dietro, il deretano dell’orso ruota nei sensi orario e antiorario in continuazione.

Lo fece che sa nuotare perfettamente e si mangia dei bei pescioni, semplicemente mettendosi nel fiume con la bocca aperta. Dorme nei mesi freddi ma non va in letargo: il suo è piuttosto un dormi-veglia. Se può, in circostanze normali, non attacca l’uomo e se ne va via. Per questo, quando uno tende a non socializzare, si dice che sia come un orso. Quando l’uomo ebbe le sue fattezze attuali, un milione di anni fa, l’orso era sulla faccia della Terra da ben tre milioni di anni. Un milione di anni non è una quisquilia, una bazzecola, una pinzillacchera: sono mille volte mille anni, pensiamoci bene. In realtà l’uomo, da un punto di vista culturale, esiste soltanto da 30 mila anni.

Poi, sono arrivati gli ecologisti, gli animalisti e tutti coloro che prima di pensare, parlano.

“Prendiamo gli orsi e facciamoli prosperare! Disseminiamoli in mezza Europa!” Ah, come parla bene… avrà valutato anche le conseguenze…

Il partito che non è ancora arrivato, ma è solo partito, pubblica la seguente dichiarazione:

“A causa dello sviluppo della civiltà occidentale, non c’è più posto per interferenze da parte di Dio. Egli deve occuparsi di miracoli, di fatti straordinari, ma non può più intromettersi nella gestione della vita quotidiana: sarebbero cose sorpassate. Che vada in pensione. Abbiamo reintrodotto gli orsi per fare un piacere agli animalisti ma anche gli orsi devono sapersi comportare: non distruggere troppe arnie, non mangiare troppe pecore, avere un po’ di creanza e soprattutto le mamme orse non possono attaccare uno che va a funghi perché temono assurdi pericoli per i loro cuccioli. Dovremmo ucciderla, così impara.” Cosa impari mamma orsa, una volta uccisa, non si capisce bene.

Ma l’orso, con tutta la buona volontà, non si rende conto e il Padre Eterno ancora meno. Insomma, l’orso non sa neanche che dovrebbe cambiare e se qualcuno gli dovesse dire qualcosa, risponderebbe: “Par protèste, a ta dàgo l’inderìsso del Pàdre Etèrno: el me gà fàto Lù, el savarà Lù o sèto ti…”

Disseminiamo le alpi di orsi e di lupi, a patto che gli orsi non facciano gli orsi e che i lupi non facciano i lupi.

Si fa fatica a cambiare il comportamento di un animale che fa quello che fa da quattro milioni di anni…

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