Nuovo dizionario 1 [244]

dizionarioCi sono delle abitudini che difficilmente si estirpano in quattro e quattr’otto, soprattutto nelle parole. Molti sono i problemi che determinano un significato travisato delle parole ma il senso di questo articolo non è né semantico, né linguistico, né tanto meno etimologico: è piuttosto di costume, ironico e filosofico. Dopo questo necessario preambolo, vediamo alcune modifiche da apportare.

Esaminiamo il termine ‘triste’. Una definizione che viene data dal dizionario Devoto-Oli è: “Che riflette uno stato d’animo di dolore e malinconia”.

Come dizionario, secondo me, è ottimo. Io, tuttavia, sostituirei la definizione con: “Che si sente inutile.”

Se ti succede qualcosa o assisti a qualcosa e non puoi farci niente, ti senti inutile e quindi si senti triste. Non vedo come si possa pensare diversamente. E riprendiamo la definizione del Devoto-Oli: uno stato d’animo di dolore e malinconia deriva dal fatto che per quel tale problema non hai soluzioni. Se le avessi non avresti tempo per essere triste. Può darsi che qualcuno di voi sia d’accordo e allora avrei raggiunto il mio obiettivo.

Un esempio chiaro è quello del termine spagnolo esperar che traduce contemporaneamente i verbi italiani aspettare ed anche sperare. In effetti, quando si aspetta che arrivi la fidanzata in realtà si spera che arrivi.

N.b. per la suocera forse non va bene, perché aspettare che arrivi la suocera non è come sperare che arrivi.

Andrebbe eliminata completamente la voce ‘sono innamorato di te’ ed andrebbe sostituita con la frase ‘fra tutte le donne che conosco, le tue qualità sono quelle che mi piacciono maggiormente’. Sarebbe più realistico e metterebbe in guardia contro atteggiamenti fideistici inopportuni e preparerebbe meglio a separazioni future.

Venendo ad un’analisi seria, se avete una fidanzata di cui siete innamorati, dovreste chiedervene il perché.

Fisicamente, supponiamo che la fidanzata abbia le qualità x,y,z.

Moralmente, supponiamo che la fidanzata abbia le qualità a,b,c.

Culturalmente, le qualità g,h,i.

Adesso supponiamo che la fidanzata, per assurdo, le perda tutt’e nove.

Come fate ad amarla ancora? Non è nemmeno più la stessa persona. Questo dovrebbe farci capire che non amiamo una persona ma le sue qualità. Quando un rapporto sentimentale finisce, è perché uno dei due od entrambi hanno cambiato e/o perso parecchie qualità.

Non è quindi un dramma, perché l’oggetto del nostro amore non c’è più ed è come se fosse morto.

Questo può indurre tristezza, che significa, come abbiamo visto, che non possiamo recuperare le qualità perse dalla persona amata e quindi ci sentiamo inutili.

Per concludere, propongo di abolire anche l’espressione ‘persona di carattere’ con l’espressione obbligatoria ‘persona di brutto carattere’ perché una persona di carattere richiama la non modificabilità del carattere stesso e ciò che non può essere modificato è sicuramente negativo. Il colmo è che si dice ‘una persona di carattere’ sottolineando un aspetto positivo della persona.

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