Prima l’Euro 1 [246]

euro

L’antefatto

Il buonismo di certi italiani si ritorce sempre contro l’Italia. Il nostro buonismo ci ha messo in questa situazione.

I tedeschi hanno provato nel 1870 a disfarsi del loro acerrimo nemico, la Francia. Fu la guerra più importante dopo Napoleone. Ai tedeschi andò bene e cominciarono a sognare di impossessarsi dell’Europa e di ricostituire un nuovo Sacro Romano Impero dopo Carlo Magno. Infatti, Otto von Bismarck fece diventare (intanto) imperatore Guglielmo I°, nel 1871. I tedeschi dicevano (e dicono): se ci siamo riusciti con Carlo Magno attorno all’800, perché non dovremmo riuscirci di nuovo? Bisogna dire che come istruzione, capacità e organizzazione lo potrebbero fare ma… gli altri paesi europei dovrebbero essere d’accordo. Bismarck fece all’interno un’opera di convincimento colossale, alleando gli aristocratici proprietari terrieri (Junker) con gli industriali, promuovendo un ottimo welfare e dando il contentino del voto a tutti coloro che erano reduci dalla guerra con la Francia. Bisogna dire tuttavia che il voto era una presa per i fondelli perché il parlamento faceva solo finta di fare qualcosa. In realtà comandava solo ed esclusivamente Bismarck col suo gabinetto, d’accordo col Kaiser. E la gente era contenta. Il nuovo Reich si annette l’Alsazia e la Lorena. Nel 1873 Bismarck crea il ‘Patto dei tre imperatori’, (tedeschi, austriaci e russi). Bismarck mediò e mediò, distribuendo protettorati nei Balcani, addolcendo la feroce nemica Francia e sfogando le mire belliche tedesche in Africa, nel Pacifico, in Cina, ampliando enormemente il Reich, smussando i malcontenti.

Solo che dopo il grande statista Bismarck (morto nel 1898), che si era assecondato i favori della Russia, della Francia e di molti altri paesi, il nuovo Kaiser Guglielmo II° si sente consigliare male. I nuovi consiglieri, in men che non si dica, distruggono stupidamente, per arroganza e presunzione, il lavoro di Bismarck e si trovano contro la Russia (che aveva chiesto rassicurazioni di amicizia ed era stata snobbata), l’Inghilterra e la Francia che non accettano le manovre espansionistiche tedesche: nel resto del mondo, passi ma in Europa no.

Bismarck, per mediare, aveva assegnato la Bosnia all’Austria, come protettorato. Ma nel 1914 Bismarck non c’è più e l’erede al trono austriaco viene assassinato durante un’imprudente visita a Sarajevo. Il lavoro distruttivo degli eredi di Bismarck era stato tale che il rancore dilagava e tutti si armarono contro tutti: il delitto fece scoppiare la prima guerra mondiale e i tedeschi sperarono che questa volta si sarebbe potuta sottomettere l’intera Europa. Ma non andò così e la Francia, che aveva dovuto subire nel 1871 anche l’onta di Versailles, perché Guglielmo I° fu incoronato imperatore a Parigi (per darla sul naso ai francesi) e che non aveva mai dimenticato, volle mettere in ginocchio la nemica Germania con la pretesa di danni di guerra che poi portarono al secondo conflitto mondiale. Naturalmente (per darla sul naso ai tedeschi) il trattato di pace si tenne a Versailles.

La Germania andò incontro ad una inflazione che non era neanche inflazione: era un bagno di sangue. Per comprare un pezzo di pane ci voleva una carriola di marchi. Basti dire che un francobollo per una lettera normale richiedeva 5 miliardi di marchi. La Merckel, ogni notte, dalle tre alle tre e mezza, si ricorda di quegli anni che cominciarono nel 1923.

  • Un uovo, 320 miliardi di marchi.
  • Un litro di latte, 360 miliardi di marchi.
  • Mezzo chilo di burro, 2800 miliardi di marchi. Un chilo non si trovava.

La Germania non avrebbe mai potuto pagare il debito di guerra.

Un dollaro costava nel gennaio 1923 la bellezza di 35000 marchi; in luglio, 350000; in agosto, tra i 4 e i 5 milioni; in settembre, 98 milioni; in ottobre, 25 miliardi; in novembre, 2190 miliardi; in dicembre, 4210 miliardi. Questo è il motivo per cui la Merckel ha ancora paura, anche se forse quella volta lei non c’era.

Gli operai venivano pagati ogni giorno e si precipitavano dal lattaio e dal fornaio. Quelli che perdettero tutto furono i ceti medi. I poveri, già non avevano niente e i ricchi avevano terre e case. Dal 1924 al 1928, con la Repubblica di Weimar, i tedeschi furono aiutati soprattutto dall’America ma s’iniziò la crisi del 1929 e quello fu il colpo di grazia. Nel 1933 Hitler sale al potere con regolari elezioni politiche e… e i tedeschi sperarono che questa volta si sarebbe potuta sottomettere l’intera Europa. Finita la seconda guerra mondiale, in Europa si cominciò ad averne le tasche piene del sogno tedesco: dividiamo la Germania in due e che sia finita.

Negli anni ’50 si costituiscono comunque le prime organizzazioni economiche europee. Dopo il Piano Marshall (ERP, European Recovery Program) abbiamo la Ceca (Comunità Europea Carbone Acciaio), si vedono Italia, Germania, Francia, Belgio, Olanda e Lussemburgo formare una prima base di accordo per scambiarsi, senza dazi e dogane, il carbone e l’acciaio. Gli inglesi, naturalmente, non accettano: entreranno piangendo dopo qualche anno, grazie al buonismo italiano. Nel frattempo, benché divisi, i tedeschi diventano abbastanza forti ma non parlano più di mire egemoniche: in realtà, dicono i tedeschi tra loro, senza farlo sapere in giro, visto che con le armi è andata male, proveremo a prendere l’Europa con l’economia.

Nel 1989 cade il muro di Berlino e i tedeschi piangono che si vorrebbero riunificare. Fine del primo atto. Ora parleremo della moneta Euro, altrimenti non capiremo niente.

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