Storiografia dei veneti 5 [260]

Postumia romana - 148 a.C. - Genova Tortona Piacenza Cremona Verona Vicenza Oderzo Aquileia
Postumia romana – 148 a.C. – Genova Tortona Piacenza Cremona Verona Vicenza Oderzo Aquileia

Il periodo romano

Il primo fatto rilevante è la conquista di Ariminum (Rimini) avvenuta 268 anni prima di Cristo. 

Il criterio romano, che consentì la diffusione dell’Impero in tutto il mondo allora conosciuto, fu quello delle Centuriazioni: l’esercito romano (basato su contadini) riceveva delle generose porzioni del territorio conquistato:

  • Fanti: 12.5 ettari, pari a 25 campi trevigiani ovvero 37.5 campi padovani.
  • Centurioni: 25 ettari.
  • Cavalieri: 35 ettari.

Questo stimolava l’esercito alla conquista, inoltre i militari rimanevano in forza e quindi erano pronti a difendere non solo il territorio romano ma soprattutto la loro proprietà, appena ricevuta da Roma.

I militari erano inoltre invitati a prendere una moglie locale: questo consolidava il rapporto tra i romani e le popolazioni occupate.

Questo è stato il vero segreto dell’espansione romana.

Vigeva inoltre una particolare legge: supponiamo che in un certo territorio, di proprietà dei contadini locali, arrivassero i galli, i quali portavano, a detta dei romani, morte, imbarbarimento e distruzione. Una volta che la situazione fosse consolidata e che i locali non avessero più speranza né voglia di ribellarsi ai galli invasori (o qualunque altro invasore), allora arrivavano i romani a rimettere ordine e a sconfiggere gli invasori ma non gratuitamente: le terre passavano al popolo romano per diritto di guerra. A seconda del comportamento tenuto dalle popolazioni invase (comportamento più o meno amichevole nei confronti di Roma), si poteva restituire loro una parte più o meno grande del territorio ma comunque non tutto, perché una parte andava ai militari romani.

La via Postumia (vedi cartina) era una strada militare che assicurava il rapido spostamento degli eserciti romani. Ma allora, si dirà, la stessa strada poteva essere utilizzata dal nemico, dai barbari… no, perché la strada era strettamente sorvegliata dai militari che, col sistema delle centuriazioni, ne avevano colonizzato le immediate vicinanze. Prima del guado di un fiume c’erano i cosiddetti Ronchi. Oltre al notissimo Ronchi dei Legionari, esiste ad esempio sul Piave una località detta Ronchi, che era una piazzaforte sorvegliatissima e che era in corrispondenza di un facile guado tra Maserada (circa) e Cimadolmo (circa).

Per parlare di centuriazione e strade, ad esempio, citiamo il 115 avanti Cristo: i romani intervengono nella pianura friulana rapidissimamente, attraverso la via Postumia e sconfiggono i carni che erano scesi dalle loro montagne per invadere la pianura; i carni vengono respinti, disarmati e costretti nuovamente nelle loro montagne. I contadini non si erano difesi e pertanto viene esercitato il diritto di guerra: parte delle terre vanno soggette a centuriazione e da quel momento il territorio sarà più sicuro e le colonie di Roma più radicate nel territorio.

A scuola non ci insegnano queste cose: probabilmente risulterebbero troppo crude ma è la verità storica. O credete che i contadini-militari latini andassero al massacro per i gonfaloni di Roma?

Nel 102 a.C., le strade e la centuriazione (che implica contadini-militari in armi residenti ovunque) dimostrano di essere indispensabili per la sicurezza di Roma, durante l’invasione dei Cimbri e dei Teutoni.

In effetti, il sistema della Centuriazione è stato, assieme alla diffusione strade romane, il cardine dell’impero. Per secoli.

La lex Roscia, nel 49 avanti Cristo, concede la cittadinanza romana alla Gallia Cisalpina (cioè la Gallia al di qua delle Alpi), nella quale Gallia Cisalpina sono comprese le Venezie e del Veneto in particolare, che fa parte della decima regione romana.

L’espansione di Roma nelle nostre terre s’inizia quindi 268 anni prima di Cristo e si conclude con la cittadinanza romana concessa ai veneti nel 49 prima di Cristo: 219 anni di vicissitudini ma il più era ancora da fare.

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