Storiografia dei veneti 6 [262]

Strade romane – primo secolo a.C. – Decima regione – Venezia ed Istria.
Strade romane – primo secolo a.C. – Decima regione – Venezia ed Istria.

I primi veterani che si insediano dopo la cittadinanza romana sono a Iulia Concordia (Concordia Sagittaria), Iulium Carnicum (Zuglio) e Forum Iulii (Cividale del Friuli), Camposampiero (nord di Padova) e nelle campagne di Altino.

La lottizzazione precisa consente anche una altrettanto precisa regolamentazione delle acque, non solo per i nuovi militari veterani appena arrivati ma anche per i contadini veneti pre-esistenti. Le città venete si arricchiscono di monumenti imperiali e vengono costruite le cinte murarie per difendersi da improvvisi attacchi. La via Postumia è anche la principale via cittadina di Verona e di Vicenza. Il foro romano diventa il centro della vita, come a Roma. Nelle varie città si costruiscono anche templi alle divinità. Probabilmente 8 anni prima di Cristo si conclude l’assoggettamento della Raetia e del Noricum (vedi cartina).

La decima regione, ripetiamo, abbracciava l’Istria fino al fiume Arsa (Arsia in latino, quindi escludendo Fiume ed Abbazia), le Tre Venezie (eccetto la parte settentrionale dell’Alto Adige, la val Venosta, l’alta valle dell’Isarco, la val Pusteria) e abbracciava la parte orientale della Lombardia con Mantova, Cremona, Brescia e Sondrio.

I centri della X Regio con ordinata amministrazione civica sono stati:

  • Asolo
  • Altino
  • Aquileia
  • Adria
  • Este
  • Belluno
  • Brescia
  • Cremona
  • Feltre
  • Cividale del Friuli
  • Concordia Sagittaria
  • Zuglio
  • Mantova
  • Nesazio (Istria, Vizaće, vicino a Pola)
  • Oderzo
  • Parenzo (Istria)
  • Padova
  • Pola (Istria)
  • Treviso
  • Trento
  • Trieste
  • Verona
  • Vicenza

Le arene si diffondevano, come i teatri, per il passatempo delle popolazioni. I lavori di archeologia stanno restituendo una miriade di opere. Gli impianti termali sono una costante, da Montegrotto Terme al Timavo e nel Comelico. Cominciano a diffondersi le ville signorili nelle campagne, per i facoltosi abitanti delle città.

Nessuna differenza, quindi, tra la vita di Pola e quella di Brescia, per andare da un estremo all’altro della decima regione. Nelle ville dell’isola di Brioni gli istriani avevano la loro gratificante rilassatezza, cioè il cosiddetto otium [ozio]. A Cividale del Friuli le vestigia di questo periodo sono affascinanti e particolarmente numerose. Di Aquileia è inutile parlare: tutti sanno tutto.

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