Sì ma [268]

SìmaQuante volte Alvise cerca di aiutare Toni, durante una conversazione, quando Toni manifesta un suo problema? Per generosità, Alvise è portato a dare un suggerimento, tanto costa quasi niente, solo un po’ di fiato e un po’ di tempo.

Ma spesso non è così semplice e la situazione di Toni può essere patologica, da ammalati. Per riassumere, una conversazione malata (di Toni) si può schematizzare nel modo seguente.

Toni: “Go el problèma X…” [Ho il problema X…]

Alvise: “Anca mi gavévo ‘sto problèma X e ło go risòlto cussì e cussì…” [Anch’io avevo questo problema X e l’ho risolto così e così…]

Toni: “Si, ma… far come che ti dìsi ti  no va ben, par quésta e sta àltra razòn…” [Sì ma, fare come dici tu non va bene, per questo  e quest’altro motivo..]

Alvise, in un impulso di generosità: “E ‘łora, parché no ti próvi… bla bla bla…” [E allora, perché non provi…]

Toni: “Si, ma…no va bén, parché… bla bla bla” [… non va bene, perché…]

Alvise, in un altro impulso di generosità: “E ‘łora, próva ‘lmànco bla bla bla…” [E allora, prova almeno…]

Toni: “Si, ma… gnànca quésto no va bén, parché… bla bla bla” [nemmeno questo va bene, perché…]

La conversazione proseguirebbe all’infinito, perché l’obiettivo di Toni non è avere una soluzione al suo problema X, bensì dimostrare che nemmeno Alvise è in grado di dare una soluzione. Se riesce ad ottenere questo, Toni proverà una grande soddisfazione, infatti pensa: “Non riuscirò a risolverlo io il problema ma nemmeno tu ne sei capace…”

Non è detto che Toni lo faccia consciamente, cioè rendendosene conto. Ci sono persone che tentano inconsciamente, senza cioè rendersene conto, di sminuire gli altri per portarli al loro stesso livello.

La grande vittoria per Toni arriverebbe se Alvise dicesse più o meno:

“A pensàrghe bén, xe véro, el paréva un problèma da póco e invésse…”  [A pensarci bene, è vero, sembrava un problema da poco e invece…]

Se Alvise pronuncia questa frase, Toni cambia immediatamente argomento perché il suo scopo era una dichiarazione che gli altri non sono migliori di lui. In realtà, della soluzione del problema X in questo caso non gli interessava niente.

Esiste una ricetta per difendersi dalle persone come Toni, le quali ripetono questo gioco infinite volte con innumerevoli interlocutori.

Il rimedio è uno ed uno solo: bisogna avere un po’ di sensibilità ed intuire che Toni ha dato inizio ad un gioco perverso. Ed ecco il rimedio.

Non appena Toni dice: “Go el problèma X…”, bisogna assolutamente astenersi dal dare suggerimenti e dire invece: “Ti gà el problèma X… come xe che ti pensaréssi  de fàr, par vignìrghene fóra…” [Hai il problema X… come penseresti di fare, per venirne fuori…]

Questa frase lascia il problema a Toni: il problema è suo e che se lo risolva lui. Niente confronti fra chi sono io e chi sei tu: Toni non può più portare avanti il suo gioco perverso e abbandonerà, sconfitto, la partita..

Inoltre, tale risposta va bene anche se per caso Toni non avesse dato inizio al gioco che abbiamo appena esposto, cioè  “Si, ma… “ ed avesse espresso la frase in buona fede: Alvise saprebbe pur sempre il pensiero di Toni.

In terapia, tale Gioco a un nome ben preciso. Si chiama “Perché non… sì, ma…” ed ogni psicologo lo conoscerà sicuramente.

Toni, ogni volta che fa il Gioco, in realtà ne esce avvilito perché ha tirato giù Alvise ma lui, Toni, è rimasto come prima al suo livello fallimentare.

Molto probabilmente ha anche una raccolta di figurine nere e ogni volta che fa il Gioco attacca all’album un’altra bella figurina nera. Se non riesce a dimostrare che Alvise non è meglio di lui, allora attaccherà all’album non una ma ben due figurine nere…

Quando l’album è completato, può concedersi un bel premio negativo come una sbornia, una malattia, una baruffa coi familiari o anche, dopo dieci albums (di figurine nere) completati, pensare a un bel tentativo di suicidio. Tanto, ormai…

Gli albums di figurine possono essere completati ma qualcuno li butta via a metà perché non si diverte più, magari per sostituirli con albums legati ad altri giochi, di cui potremmo parlare in seguito se questi vi sembrano argomenti interessanti. Scrivete pure.

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1 commento su “Sì ma [268]”

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