Fieno bellunese [283]

covoniQuesta storia, completamente inventata, prende come ispirazione uno sciogli lingua pubblicato precedentemente.

 Diamo dapprima la storia in italiano e poi esponiamo lo sciogli lingua in dialetto bellunese. Tutti i nomi di località sono autentici e i nomi di persone non sono inventati: sono realmente usati, anche se le persone non esistono. Dunque: Quero Vas, in provincia di Belluno, è vicino a Fenèr (che significa fienile), frazione di Alano di Piave. Chi ha fatto latino sa che si scherzava su Quero Vas Tuli Latum Ferre, parafrasando Fero, Fers, Tuli, Latum, Ferre, paradigma del verbo ‘portare’ (fero = io porto).

A Quero, dunque, ci sono due braccianti, finanziariamente molto mal messi, Fónso e Fàio Feltrìn (Alfonso e Flavio) che stanno sistemando il fieno di un casolare.

Fìno Ferùn (Serafino Ferùn, dove Ferùn significa realmente anche ‘polvere di fieno’) è il fattore dei conti Ferracini, che hanno delle campagne a Fenèr. Fìno Ferùn sta cercando braccianti per i campi di Fenèr e, chiedendo in giro, gli vien detto che due possibili candidati sarebbero i due fratelli Fónso e Fàio Feltrìn, i quali in quel momento stavano facendo fieno nel tal casolare.

Fìno Ferùn li cerca, li trova, si presenta e dice loro che se hanno fame (non si dice mai se uno vuole lavorare: nessuno ci tiene a far sapere che ama lavorare, ma la fame è un’ottima attenuante…), dicevamo, se hanno fame e se sono bravi a fare fieno (tagliare l’erba, preparare il fieno, allestire i covoni)… faranno (facciamo, nos majestatis) il fieno in quel di Fenèr, nel comune di Alano di Piave.

Risponde Fónso Feltrìn, il quale parla un po’ con i presenti e un po’ da solo e dice: Quando facciamo fieno (Fàio ed io) siamo talmente veloci che facciamo perfino fumo. Andiamo dunque a Fenèr (accettiamo l’offerta), che qua facciamo perfino la fame.

Questi i concetti. Ora daremo le frasi in bellunese con gli opportuni chiarimenti.

Sani!”    “Sani…”

“Se vù vé fàn e savé fàr fén… fón fén… a Fenèr…”

“Co fón fén fón fìn fùn, ‘ndón a Fenèr, che qua fón fìn fàn.”

Chiarimenti:

Sani = augurio di buona salute per tutti.

Se voi avete fame e sapete fare fieno… facciamo fieno… a Fenèr…

Quando facciamo fieno facciamo perfino fumo, andiamo a Fenèr, che qua facciamo perfino la fame.

Osservazione: difficile trovare qualcosa di più semplice e più incredibile. IL monosillabo f..n usa tutte le cinque vocali e ciò dà adito a cinque parole di senso compiuto.

Fan = fame (anche in trevisano e in friulano)

Fen = fieno (anche in trevisano)

Fin = fino (persino) (in tutto il Veneto ed anche altrove)

Fon = facciamo (anche nelle prealpi trevigiane, anche variante fóne)

Fun = fumo (anche in trevisano e in friulano)

Notare che la matrice indoeuropea è chiarissima: anche in italiano le radici sono le stesse e tutte le cinque parole cominciano con la lettera f.

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