Altri Giochi psicologici 1 [289]

Venezia – 1961 – Venditore di palloncini in Campo San Filippo e Giacomo con una delle pasticcerie di Angelo Colussi. Il venditore si è messo spontaneamente a sorridere.
Venezia – 1961 – Venditore di palloncini in Campo San Filippo e Giacomo con una delle pasticcerie di Angelo Colussi. Il venditore si è messo spontaneamente a sorridere.

Abbiamo già parlato dei Giochi  psicologici, l’ultimo è  un articolo precedente.

La scena.

Avete mai avuto un rapporto umano dove non riuscite mai ad entrare in un colloquio amichevole con l’interlocutore? Probabilmente sta giocando a ‘La scena.’

Ce l’ha con tutti o solo con voi? In entrambi i casi, non vuole avere rapporti amichevoli e se vi avvicinate a lui mentalmente un po’ troppo, trova qualunque scusa, anche la più stupida, per fare una scenata. Con la scenata, il rapporto si guasta ed egli ha ottenuto il suo scopo: evitare l’intimità, evitare situazioni dove potrebbe magari parlare di cose sue riservate.

 Molte volte, non vale la pena di proseguire ed allora queste righe vi potranno servire per evitare un certo avvilimento od una certa frustrazione. Se invece si tratta di risolvere un problema impellente, non rinviabile, non vi resta altro che dire: “Dìxi quéło che ti vòl, ma el problèma X (noto ad entrambi) el va risòlto dèsso…” [Dì quello che vuoi, ma il problema X va risolto adesso].

Questo se non ci sono motivi particolari di rancore nei vostri confronti: se non è così, sarà molto difficile venirne a capo.

Ti ho beccato, figlio di buona donna.

Cerca di “beccare” gli altri, anche sulle minime cose, così evita di pensare ai propri problemi. Diventa un Persecutore per evitare un proprio sentimento profondo di fallimento. Antitesi: “Bràvo! Ti me gà becà! Go sbalià. E dèsso? El to problèma, però, el rèsta…” [Bravo! Mi hai beccato! Ho sbagliato. E ora? Il tuo problema, tuttavia, rimane…].

Prendetemi a calci.

Non è proprio come Gamba Di Legno, in quanto il Giocatore ha una invalidità non effettiva ma solo raccontata da lui. Egli fa una storia delle sue disgrazie: cerca di farsi compatire o semplicemente di farsi disprezzare, ma appena lo compatirete o lo disprezzerete, da Vittima diventerà Persecutore e cercherà di distruggervi: questo è il suo Gioco. Lui non vale niente ma, per lui, gli altri non sono migliori. Antitesi: “Anime de tùti i me mòrti, te sucéde ròbe terìbili…” [Anime di tutti i miei morti, ti succedono cose terribili…].

Con una frase del genere, non gli darete occasione di aggredirvi, che è quanto lui sta aspettando. Ricordate che moltissime volte il Giocatore procede senza nemmeno rendersene conto: come si dice, in modo inconscio.

Ho cercato di aiutarti.

Il giocatore pretende che, se solamente lo si ascoltava, tutti i problemi sarebbero stati risolti. Il Gioco, in chi lo fa e se lo fa, è estremamente frequente. Il suo scopo finale è di meravigliarsi che la gente non gli sia riconoscente: da Salvatore passa a Vittima (ti avrei salvato ma non mi sei riconoscente) o Persecutore (adesso pagherai per non avermi ascoltato). Per fermare il Gioco, non dare consigli ma chiedere: “Dèsso, cóssa ti pénsi de far?” oppure, ancor meglio: “No gò capìo còssa che ti vòl da mi… spiéghite…”. [Adesso, cosa pensi di fare? Non ho capito cosa vuoi da me… spiegati…]

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