Poco destino 1 [292]

Il destino? A questa donna, qualcuno certamente ha tolto la casa, il marito e gli altri figli – Vajont – 1963 – Ernesto Giorgi ©
Il destino? A questa donna, qualcuno certamente ha tolto la casa, il marito e gli altri figli – Vajont – 1963 – Ernesto Giorgi ©

Molte volte, i governanti danno la colpa al destino e che sia finita. Molte volte, questo atteggiamento è di una comodità eccezionale.

Nella disgrazia del Vajont, ho sentito delle accuse rivolte al destino infame.

 Solitamente, chi governa non ha delle grosse capacità di previsione, per vari motivi:

  1. Il numero degli abitanti è cresciuto a dismisura: gli italiani dovrebbero essere tra i 30 e i 35 milioni.
  2. Le risorse pro-capite sono diminuite: questa è la maggior conseguenza, ovvia, del sovraffollamento.
  3. Vengono eletti dei politici con criteri diversi dalla competenza: una popolazione con molti impreparati elegge dei politici che spesso, oltre all’incompetenza, sono spesso disonesti e sono spesso cinici.
  4. Il modello di sviluppo mondiale attuale è chiaramente sbagliato.
  5. I politici non vogliono prendere profitto dallo studio della Storia.

Al punto numero 1 si può aggiungere che lo sviluppo industriale è attualmente basato sul consumismo, come se fosse l’unico modello possibile, e quindi molti consumatori sono necessari. Con molta gente a disposizione, gli operai e la forza di lavoro sono in genere ricattabili e devono rassegnarsi a condizioni di vita peggiori di quelle che potrebbero avere. Se darà la colpa al destino per il sovraffollamento, il politico disonesto potrà favorire l’industriale mantenendo un’offerta di lavoratori abbondante e mantenendo laute prebende per sé stesso.

Se la gente assume come inevitabile l’aumento della popolazione, il politico potrà creare delle campagne di generosità nei confronti della gente, facendo credere di essere un redentore degli oppressi. E la gente, tenuta nell’ignoranza, non si rende conto di questo: essa vede la situazione come inevitabile e addirittura vede di buon occhio il politico persecutore.

Se fossimo 35 milioni in Italia, le cose ovviamente non andrebbero benissimo nel periodo iniziale a causa del primo periodo di adattamento ma poi andrebbero quanto meno meglio di come vanno ora. Ovviamente, cambierebbero le categorie privilegiate e i privilegiati attuali lo sanno benissimo. In ogni caso, la corsa al sovraffollamento del pianeta avrà fine comunque più o meno entro la prossima generazione. Questo si sa già (vedi, ad esempio, http://www.hyperlinker.com/spg/risoluzione.htm), quindi bisognerebbe che i politici cominciassero quanto meno a pensarci.

Il titolo di questo articolo, ‘Poco destino’, dipende proprio da questa osservazione: il Vajont non è dipeso dal destino, il sovraffollamento non dipende dal destino, l’ignoranza e la miseria spaventosa del mondo attuale non dipendono dal destino: poche cose dipendono dal destino, come i terremoti.

Nella giornata di oggi (24/10/2015), Junker ha detto che la Merckel, nell’attuale fenomeno dell’immigrazione, sta sbagliando tutto. Non è che abbiano quindi le idee chiare neanche tra di loro. Eppure, queste cose sono già successe e potrebbero essere studiate attentamente senza ipocrisie.  E allora, perché i governanti ignorano la Storia? Secondo me, per una profonda presunzione connaturata al genere umano. Le persone devono sentirsi psicologicamente importanti per esserlo biologicamente ed applicano il ‘Principio della ragione insufficiente’. Vediamolo:

  • Io dovrei fecondare tutte le donne o perlomeno molte perché io sono veramente importante (principio comune a tutto il regno animale).
  • Con me, che sono importantissimo, che sono addirittura fondamentale, le cose cambieranno.
  • Prima della mia nascita, forse, non c’era nemmeno il sole.
  • Posso io dunque essere nato in un momento qualsiasi della storia umana? No, certamente. Sono nato in un momento particolare e le cose andranno diversamente dal solito.
  • Inutile pertanto, per me, studiare la storia: studierei cose senza significato, dove io non c’ero, tutte stupidaggini.

Voi non ci crederete, ma nei cervelli girano cose del genere. Si ha un bel dire e parlare, come ad esempio le massime che seguono ma anche il politico la pensa così ed aggiunge “…tant’è vero che sono diventato presidente…” e non gli passa neanche per l’anticamera del cervello di farsi da parte, come d’altronde pensano anche molti di noi.

  • Il professor Johnston diceva spesso che se non sapevi la Storia, non sapevi nulla. Eri una foglia che non sapeva di essere parte di un albero. (Michael Crichton)
  • Ciò che l’esperienza e la storia insegnano è questo: che uomini e governi non hanno mai imparato nulla dalla Storia, né hanno mai agito in base a principi da essa edotti. (Georg Wilhelm Friedrich Hegel)
  • Il fatto che gli uomini non imparino molto dalla Storia è la lezione più importante che la Storia ci insegna. (Aldous Huxley)
  • Non sapere che cosa sia accaduto nei tempi passati, sarebbe come restare per sempre un bambino. Se non si fa uso delle opere delle età passate, il mondo rimarrà sempre nell’infanzia della conoscenza. (Cicerone).
  • Lo studio della Storia è un potente antidoto all’arroganza contemporanea. È umiliante scoprire quante delle nostre supposizioni superficiali, che ci sembrano nuove e plausibili, siano state sperimentate in precedenza, non una ma molte volte e in innumerevoli forme… (Paul Johnson).
  • La Storia è chi siamo e perché siamo come siamo. (David McCullough).
  • La Storia universale non è altro che la storia di unico uomo. (J. L. Borges).
  • Soprattutto coloro che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo. (G.Santayana).
  • Il rispetto per il passato, (per la Storia): ecco il tratto che distingue l’istruzione dalla barbarie; i selvaggi e le tribù nomadi non hanno né Storia né nobiltà- (A.S.Puskin).
  • Solo questo è negato a Dio: modificare il passato (la Storia). (Aristotele, Etica Nicomachea, VI, 2, 6).

E queste sono solo alcune delle massime che si trovano in letteratura.

Da quanto esiste lo sviluppo industriale, la Storia è stata ancor più ignorata e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti ma dimostreremo quest’affermazione in un prossimo articolo. Comunque il destino ha poco spazio: di solito le cose dipendono dagli uomini ma il destino fa molto comodo a chi decide. G. B. Vico ebbe modo di dire che la Storia si ripete a cicli, non mai esattamente uguali.

Concludo riportando una massima ironica che sino ad ora non avevo mai divulgato:

Col passare degli anni, l’uomo impara dagli errori, anche perché gli errori aumentano sempre di più.

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