Appuntato 1 [294]

Maurits Corneli Escher (1898 – 1972) – Mani che disegnano (1948) – Litografia, colorata da Ernesto Giorgi.
Maurits Corneli Escher (1898 – 1972) – Mani che disegnano (1948) – Litografia, colorata da Ernesto Giorgi.

Le persone che non ascoltano hanno un motivo preciso: siccome sanno che, comunque, anche se ascoltassero non capirebbero, preferiscono risparmiar tempo e impiegarlo più proficuamente parlando e interrompendo l’oratore. 

Perché non conviene parlare (elogio del silenzio):

  • Se dici qualcosa su cui l’opinione è già comunemente accettata da tutti, il tuo discorso sarà perfettamente inutile e non sarai nemmeno ascoltato.
  • Se dici qualcosa su cui ci sono varie opinioni, non sarai nemmeno ascoltato perché gli ascoltatori non cambieranno certamente idea. (nemo profeta in patria)
  • Se sei giovane e parli con un giovane, non ti ascolterà perché non accetterà mai che la tua opinione sia più valida della sua, se sarà diversa… e sarà inutile parlare se uguale.
  • Se sei giovane e parli con un anziano, l’anziano penserà che questi giovani, invece di imparare, vorrebbero sputare sentenze. Penserà che “Drìo i àni ghe va el giudìzio.” [Il giudizio aumenta con l’età]. Pertanto, l’anziano non ascolterà.
  • Se sei anziano e parli con un giovane, qualunque cosa tu dica, l’ascoltatore penserà che gli anziani e le loro idee hanno fatto il loro tempo. “Scòlta el vècio par figuràr ma con la to tèsta ti gà da fàr” [Ascolta il vecchio per ben figurare ma con la tua testa devi operare.]
  • Se sei anziano e parli con un altro anziano, penserà che se lui è arrivato, dopo una vita, a conclusioni diverse dalle tue ci sarà pure un perché.

“Parla saggiamente… cioè, in modo che capisca anche un bambino, senza spiegazioni…” [M. de Unamuno, scrittore spagnolo, 1864 – 1936)

“Anche le cose facili sono difficili a dirsi in un modo facile” [G. Baretti, giornalista italiano, 1719 – 1789) La frusta letteraria, III, 1/11/1763]

“Ricordati che le parole, una volta dette, vivono più dei fatti.” [Pindaro, poeta greco, 518 – 438 a.C.]

“Una volta sfuggita, la parola vola via (dalla bocca) e rimane per sempre.” [Orazio, poeta latino 65 a.C – 8 a.C.]

“Ogni parola pronunciata è un invito a pensare il contrario.” [Goethe, scrittore tedesco, 1749 – 1832, Massime e riflessioni, 9]

“Difficilissimo parlare molto senza dire qualcosa di troppo” [Luigi XIV, re di Francia, 1638 – 1715, Mèmoires historiques et instructions pour le Dauphin son fils]

“La somma arte consiste nel trasformare le offese profferite da qualcuno nei tuoi confronti in complimenti nei tuoi confronti.” [parafrasi da Esopo, favolista greco, VII – Vi secolo a.C., Favole, 329]

“Se tu hai le idee chiarissime su di un argomento, le parole verranno (da sole). Rem tene, verba sequentur (letteralmente: tieni chiaro in mente l’argomento, le parole seguiranno) Meraviglioso: il latino con 4 parole 4, esprime un mondo. (Catone il Censore, politico e scrittore latino, 234 – 149 a.C., citato in Giulio Vittore, Arte retorica).

“Io… deformerò la mia voce in modo da ruggire…pian piano come una colomba da latte. Ruggirò… come un usignolo…” [W. Shakespeare, drammaturgo inglese, 1564 – 1616, Sogno di una notte di mezza estate, I, 2, 84-7]

“Non c’è buon ragionamento che sembri tale quando sia troppo lungo” [M. de Cervantes, scrittore spagnolo, 1547 – 1616, Los trabajos de Persiles y Sigismunda]

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