Altri Giochi psicologici 3 [299]

Oderzo (Tv) – 1961 – La via Garibaldi – Ernesto Giorgi ©
Oderzo (Tv) – 1961 – La via Garibaldi – Ernesto Giorgi ©

Abbiamo già parlato dei Giochi psicologici, l’ultimo è un articolo precedente.

Osservazioni sul racket. 

Fin da bambino, X, se andava in collera per non importa quale motivo, sentiva la madre e il padre dire ai presenti, con un sorriso ebete: “El sarìa un fià stràco…“ [Avrebbe un po’ di stanchezza…]. X ha imparato quindi, fin dall’infanzia, che la stanchezza è un atteggiamento permesso in società mentre la collera è proibita. X, in conseguenza, ha imparato a mostrarsi stanco ed a sbadigliare quando va in collera.

Questo processo di sostituire un’emozione proibita con una ammessa viene chiamato ‘racket’.

 Ma la collera nascosta rimane tale e va ad aumentare un pentolone sotterraneo. Quando il pentolone è pieno, l’ultima goccia fa traboccare il vaso e la collera esplode con una veemenza tale da lasciare i presenti sbalorditi. La collera non può essere tenuta nascosta perennemente.

Durante la fase di accumulo, ad esempio subito dopo lo sbadiglio (per restare nel nostro esempio), il Giocatore si esibisce nel suo Gioco preferito perché tale Gioco è abbinato al processo di nascondere l’emozione, in questo caso la collera. Portando avanti il Gioco, il nostro Giocatore si ritrova in un terreno a lui familiare e dove gli altri sono più a disagio di lui. Se voi praticherete l’antitesi suggerita, è probabile che ci sia il rovesciamento immediato, cioè che l’emozione proibita venga a galla. In generale, il Giocatore si sente Persecutore di chi non conosce il Gioco o Salvatore di chi accetta la parte da lui richiesta oppure ancora Vittima di chi pratica l’antitesi. Se esplode, diventa di colpo un violentissimo Persecutore. In tal caso, aggiunge una figurina nera al suo album e quando avrà una quantità di figurine nere che solo lui ha prestabilito, potrà ammalarsi, suicidarsi, ferire o uccidere qualcuno, commettere insomma dei gesti di ribellione per danneggiare sé stesso (anche se dovesse danneggiare un altro, subirebbe le sanzioni di legge), al grido di ‘tanto peggio, tanto meglio, perché non vale la pena di vivere’. Naturalmente il Gioco può essere condotto anche a livelli più leggeri.

In tutti i Giochi, trattandosi di Giocatori che in realtà hanno sintomi di malattia più o meno grave, bisogna muoversi con molta circospezione. Tutto il procedimento viene recitato inconsciamente dal Giocatore come se fosse il Copione di una commedia che finisce sempre male.

Nella quasi totalità dei casi queste condizioni mentali vengono dall’infanzia e dall’educazione ricevuta, se non in casa, in collegio e così via.

I Giocatori si cercano (Dio li fa e il diavolo li accompagna). Se uno usa fare un Gioco dove il suo ruolo è Vittima, cercherà qualcuno che pratichi un Gioco col ruolo di Persecutore e così si completeranno.

Io ho avuto una seconda cugina che per tre volte ha sposato un alcolizzato e per tre volte lo ha sepolto. Mi raccontava instancabilmente che lei non lo faceva apposta e che era molto sfortunata perché le capitavano sempre degli alcolizzati. Aveva quarant’anni circa e si sarebbe potuta sposare ancora, col quarto: alcolizzato, naturalmente.

Io l’ho guardata bene e le ho detto: “Dovresti trovare il quarto non per sbaglio ma apposta, ormai sai riconoscerli sapendo bene quello che fai.”

Mi ha risposto dopo un minuto di silenzio: “Ho fatto del bene per abbastanza tempo: ho diritto anch’io ad un poca di felicità. Tutti alcolizzati… Così come li ho identificati per sposarli, ora posso identificarli per scartarli.”

In quel preciso istante si era accorta di aver completato l’album delle figurine, di aver pagato chissà cosa a chissà chi e chissà perché: ora era libera dal gioco che lei stessa o qualcun altro le aveva imposto. Successivamente, si è risposata con una brava persona.

Abbiamo solo accennato ad una materia che, anche se molto complessa, ha dei risvolti che potrebbero essere utili a qualcuno di noi.

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