Il conoscente [307]

Pramaggiore (Ve) – 1968 – Inaugurazione di una fabbrica con tanto di onorevole, di sindaco e di sacerdote - Ernesto Giorgi ©
Pramaggiore (Ve) – 1968 – Inaugurazione di una fabbrica con tanto di onorevole, di sindaco e di sacerdote – Ernesto Giorgi ©

Tutte le persone della fotografia hanno una cosa in comune: conoscono qualcuno, hanno un qualcuno a cui dire ‘Buon giorno’ e magari con questo qualcuno scambiano al bar quattro parole.

Quasi tutti hanno alcuni o molti amici e quasi tutti hanno alcuni o molti nemici. Ma qui parleremo di un altro qualcuno, abbastanza raro, chiamiamolo signor X, che non ha né amici, né nemici: ha solo conoscenti e lui a sua volta, per gli altri, è solamente un conoscente.

Ma cosa significa conoscente?

Significa che nessuno riesce a farselo amico, in quanto i dialoghi con X si fermano alla più viva cortesia, dopodiché, appena il dialogo comincia ad approfondirsi, X evita di continuare nell’approfondimento. X pensa, insomma, agli affari suoi e tutti capiscono che, in realtà, degli affari degli altri ad X non interessa niente. Tutti capiscono anche il profondo rispetto di X nei confronti degli altri. Non lo fa per alterigia o per sussiego, bensì considera l’intimità altrui come una cosa sacra, da proteggere e quindi, benché nessuno riesca ad essere amico di X, una certa qual simpatia lo circonda. In definitiva, è considerato dagli altri un conoscente, un buon conoscente.

C’è, in questo atteggiamento, una mancanza di amicizia, è vero, ma tutti capiscono che X, come non ha amici, non può nemmeno avere nemici.

Difficilmente infatti si diventa nemici di qualcuno senza che ci sia stato un tradimento tra amici. Com’è possibile diventare nemici di qualcuno che nemmeno si conosce?

Il fatto è possibile solo a livello collettivo, in una guerra o qualcosa del genere ma allora ben altre sono le molle che spingono all’inimicizia, che comunque, in realtà, tale non è.

Durante le due guerre mondiali, ci si parlava da una trincea all’altra, si cercava di fraternizzare e non solo per passatempo, anche se c’erano problemi di lingua: famosi sono i cori ‘Lili Marleen’ (o Marlene) cantati assieme, con tristezza, attraverso le trincee, dalle fanterie ufficialmente nemiche. Cantando ‘Lili’ si capiva che la guerra tra popoli era una questione che sfuggiva al popolo stesso, obbligato a fare il soldato.

Questo significa inoltre che il nemico non è veramente tale se non ti ha fatto qualche torto a livello personale.

Ma come può farti un torto uno, se prima non c’era un’amicizia, poi tradita? Ecco perché tutti intuiscono che X, pur non avendo amici, quanto meno non ha nemici.

E qualcuno aggiunge: “Par no ‘vér nemìghi, bisogna rassegnàrse a no ‘vèr amìghi.” [Per non avere nemici, bisogna rassegnarsi a non avere amici].

Col dovuto rispetto per le opinioni altrui, a me fanno ridere tutti i ‘social networks’ dove le pseudo amicizie si contano a centinaia. Poveri! Dovrebbero prepararsi ad avere dei nemici? Non proprio, perché veramente tali collegamenti non sono con veri amici… sono solamente abusi dei primi tempi di una novità, una questione di business…

Certo che un conoscente, al suo funerale, non avrà forse tanti partecipanti: avrà qualche collega, qualche parente e qualche persona indifferente. Ma lui non lo sa, perché è defunto. Molte volte ragioniamo come se potessimo sapere ciò che succederà dopo la nostra morte.

Una persona che ha tanti amici li avrà probabilmente anche al suo funerale ma ci saranno anche i nemici, recenti o meno, che magari si compiaceranno del trapasso.

Bisogna scegliere. Fra diecimila anni, magari, le cose saranno messe in modo diverso ma non mi piacerebbe avere al funerale gente che viene a mostrare la pelliccia o altre cose simili. Ma non lo saprò.

D’altronde, l’eleganza è non essere vistosi, passare inosservati.

E quanti in un funerale affollato, sono veramente abbattuti? E quanti invece vengono per pensare giustamente: “Mègio łù che mì…” [Meglio lui di me]. Insomma, “I morósi, el re e spècie ‘l fiłòsofo no i gà mài bisògno de compagnìa” [Gli amanti, il re ed in particolare il filosofo non hanno mai bisogno di compagnia.”

Può anche darsi che uno che si comporta da conoscente, rinunciando ad amici (e quindi a nemici), non abbia sempre avuto questo comportamento e può darsi che a suo tempo abbia pagato un prezzo troppo alto, che non vuol più pagare nuovamente.

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