Moralismo [314]

bigottoDue che si conoscevano (ma non troppo) si trovano in un’enoteca e parlano del più e del meno. Poi, si alzano dal tavolo, pagano ed escono assieme, camminando lungo un viale alberato.

Uno dei due è un personaggio che chiameremo Moralista, M… e l’altro lo chiameremo Pragmatico, P…

M: “Indubbiamente, le azioni e le parole sono la cartina di tornasole per giudicare una persona. E come fare, altrimenti? Se una persona commette l’azione X, supponiamo un furto, deve essere giudicata come verrà giudicato chiunque commettesse un furto. E, secondo me, rubare è rubare: non ha importanza se si ruba un euro o un milione di euro, bensì il fatto che il ladro ha dimenticato la regola morale per il proprio tornaconto. In effetti, chi ha rubato un euro lo ha fatto perché non ha avuto occasione di rubare di più… se avesse potuto rubarne due, ne avrebbe rubati due e così via. Per le parole, vale lo stesso principio: colui che ha pronunciato le parole inopportune doveva trovare quel controllo interno che non ha saputo trovare. Inoltre, io sarei piuttosto ragionevole con un impregiudicato, mentre sarei particolarmente severo con un recidivo…”

P: “Io penso invece che le azioni e le parole siano la conseguenza di un processo mentale e che dovremmo conoscere i motivi per cui uno ha rubato per poter dare un equo giudizio. Non è la stessa cosa e non va punito nella stessa maniera, il furto di una scatoletta di carne fatto da una donna indigente che ha tre figli da sfamare e il furto della scatoletta di carne commesso dalla signora con pelliccia di castoro. Io dovrei pagare di tasca mia, se fossi un politico, il furto commesso dalla madre di tre figli mentre non lo dovrei certamente fare per la signora impellicciata.”

M: “Ma tu, con questi ragionamenti, crei il disordine, l’incertezza del giudizio, l’arbitrarietà della pena… sono le persone come te che creano il malcontento sociale…”

P: “Può darsi, tanto per darti ragione. In realtà, io, se fossi un politico, dovrei eliminare i problemi della madre di tre figli. La madre di tre figli è una mela guastata da una situazione sociale sbagliata e trascurata da chi comanda mentre la donna impellicciata è una mela guasta di per sé, che può guastare altre mele. I politici devono limitare la discrezionalità del giudice e concentrarsi loro stessi sul da farsi, per dare alla gente i mezzi minimi di sussistenza. Naturalmente, simulazioni di indigenza vanno punite severamente ma se effettivamente la gente non ha da mangiare, ciò significa che qualcosa non va e che il pesce puzza dalla testa. Il fatto è che i politici non sono obbligati a pagare la scatoletta di carne della madre. Bisognerebbe obbligarli a pagare: loro guadagneranno dopo, altrimenti che facciano a meno di fare i politici.”

M: “Tu sogni…”

P: “Cominciando ora e magari fra mille anni, ci si potrebbe arrivare. Oppure: condanne esemplari per il politico che a priori o a posteriori dice bugie… questo risolverebbe tutto… l’altro giorno, per televisione, un altissimo esponente del Comune di Napoli ha avuto il coraggio di dire, in contraddittorio, che Napoli ha la miglior metropolitana del mondo. Pochi, ovviamente, ci avranno creduto e quasi tutti si saranno messi a ridere ma basta che ci abbia creduto una sola persona perché una punizione fosse strameritata. Forse pensandoci bene, basterebbe punire severamente qualunque bugia…”

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