Pazzia Parte Seconda [316]

hitlerRevisione 12 gen 2019 – [Segue dalla Parte Prima] Le consuetudini e gli usi invalsi giustificano atti di una crudeltà spaventosa. Queste sono forme di pazzia? Se questi atti crudeli sono giudicati giustificabili dalla maggioranza della popolazione, non sono più considerati pazzia: è un processo graduale.

Su questo ha giocato anche quel galantuomo di Hitler: convincere i tedeschi che certe crudeltà erano necessarie e, come si sa, un poco alla volta, una cosa necessaria diventa virtuosa, di necessità si fa virtù. E i politici europei che han lasciato fare a Hitler quel che ha fatto, ad esempio col trattato di Monaco? Quelli, non sono colpevoli: l’unico colpevole è stato Hitler…

Attenti quindi a giudicare usanze, abitudini e costumi degli altri…

Come disse Uno, finito in Croce: “Vedono la festuca nell’occhio del vicino e non vedono la trave nel proprio…”.

Provate a pensare ad una legge a suo tempo nuova, come quella sul divorzio. Una forma di pazzia? Inizialmente, molti dicevano di sì, perché il divorzio veniva a modificare delle norme di comportamento ma come diceva una impiréssa: “Ogni maravégia dùra trè giórni…[Per ogni fatto di cui ci si meravigli, la meraviglia stessa non dura più di tre giorni…]

Impiréssa: donna popolana che tiene delle perline di vetro, forate, sul grembiule, e che le infila (impiràr = infilare) usando dei lunghi aghi ricurvi dotati nella cruna di un filo che accoglierà le perline, in modo da ricavarne fili di perline per  collane. Tali donne si mettevano sedute in gruppo, in un campiello e mentre infilavano le collane, chiacchieravano, come in un originale filò veneziano.

E le leggi razziali in Italia? Molti ebbero a pensare: “Se tànti i ła ga sù co i ebrèi da domìłe àni, ghe sarà pùra un parché… [Se tanti ce l’hanno su con gli ebrei da duemila anni, ci sarà pure un perché…].

Questa! questa è la vera forma di pazzia e (in questo caso) di cattiveria e sempre in questo caso il ragionamento è stato portato avanti da un numero non indifferente di italiani.

Ad ogni modo: “El màto xe sémpre queàltro…[Il pazzo è sempre quell’altro]

E, come al solito, si giudicano solo gli altri… i pazzi, caso mai, sono i tedeschi, non noi, perché, dice il detto popolare del Piave:

Tùti rìde del màt in piàθa, se no l’è déa só ràθa…” [Tutti si fanno beffe del matto in pubblico, sempre che non sia della loro razza (loro parente, simile, affine)…]

P.S: Accordo di Monaco, 29 e 30 settembre 1938: Italia, Germania, Francia e Regno Unito firmarono che la Germania poteva impossessarsi delle enormi zone cecoslovacche abitate da tedeschi. Era come dire ad Hitler che poteva fare a suo piacimento, anche se aveva giurato che mai avrebbe occupato territori abitati da slavi. Si credette così di scongiurare la guerra. Churchill, che non era d’accordo, disse le famose parole profetiche:

«Dovevate scegliere tra la guerra ed il disonore. Avete scelto il disonore e avrete la guerra.»

Il 13 marzo 1939 Hitler occupa i territori cecoslovacchi abitati da gente slava.

Il primo settembre 1939 Hitler invade la Polonia. A questo punto, i politici europei capiscono.

Subito dopo, quando hanno appena finito di capire, Hitler occupa Belgio, Olanda, Francia…

La pazzia fu solo di Hitler? O anche di chi, comunque, si fece contagiare dalla pazzia, credendo ad un pazzo? E quando le cose sono accadute, non è forse vero che le cose da pazzi un poco alla volta sono sempre meno da pazzi?

Quale fu l’errore dei politici europei?

Anche se non si poteva ancora considerare Hitler un pazzo, indubbiamente era da considerare cattivo, il che è sinonimo di  pazzo.

Ora abbiamo visto che i pazzi e i cattivi hanno comportamenti imprevedibili. Non capirlo, significa essere altrettanto pazzi. Se Hitler si fosse limitato ad impossessarsi della Cecoslovacchia abitata da tedeschi sarebbe stato prevedibile nei suoi comportamenti ma la prevedibilità non è caratteristica né del pazzo né del cattivo. Churchill aveva ragione.

Hitler, subito dopo Monaco (settembre 1938) aveva fornito il primo inequivocabile segno di cattiveria o follia, se ce n’era bisogno, con la Notte dei Cristalli tra il 9 e 10 novembre 1938 in Germania, Austria e Cecoslovacchia, coi pogrom antiebraici.

Ammesso e non concesso che i politici non lo avessero potuto capire prima, lo dovevano capire quella notte, dove cattiveria = criminalità = follia.  Ma i politici europei, tranne Churchill, erano stati contagiati dalla follia di Hitler ed erano indirettamente compartecipi, come Ponzio Pilato, delle cattiverie e degli atti criminali nazisti.

Non avevano ignorato: avevano finto di non vedere.

Dunque, la follia contamina la saggezza, così come la cattiveria contamina la bontà.

C. V. D.: Come volevasi dimostrare.

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