Idea X [318]

patiboloLa SSL è da me inventata per scrivere questa storia ma l’invenzione è solo nel nome: a partire dalla Serrata del Maggior Consiglio (1297) in cui di fatto si addivenne ad una dittatura oligarchica, innumerevoli sono state le società segrete che si proponevano l’abbattimento della Signoria Oligarchica: forse il più noto è il caso di Marin Falier, 55° doge, unico doge ad essere giustiziato per alto tradimento ma questi casi si contarono a decine e decine, vere o non vere che fossero le accuse.

A Venezia, qualche secolo fa, c’era una Società Segreta Libera (SSL), fuori legge, ricercata dalla Quarantìa Criminal, che predisponeva per il Consiglio dei Dieci i rapporti e i resoconti sugli indagati in odore di sovversione. La Quarantìa Criminal era una delle tre Quarantìe esistenti e i suoi membri, per evitare corruzioni, potevano essere ruotati addirittura ogni mese. Era una specie di Servizio Segreto che si avvaleva anche delle Bóche de Leòn per le Denunzie Segrete, sparse all’interno del Palazzo Ducale ma non solo. Erano queste ultime delle sculture con una testa di leone. La disposizione di legge era sibillina: non erano ammesse le denunce segrete, a meno che non fossero di speciale gravità, nel qual caso le varie magistrature avevano l’obbligo di effettuare un attento vaglio. Siccome, nel caso che gli inquisitori avessero ignorato la denuncia, gli stessi potevano sentirsi accusare di corruzione o connivenza, erano pochissimi, per non dire rarissimi, i casi di denunce ignorate.

Il fatto stesso di appartenere alla SSL era considerato reato tra i più gravi e senz’altro passibile di esecuzione capitale.

La SSL aveva avuto una grande idea e per diffondere questa idea si era organizzata: era l’idea X… con questa idea, Venezia sarebbe stata modificata nel suo sistema politico, giuridico ed amministrativo dalle fondamenta. La SSL esisteva da parecchi anni e il tipografo editore di Campo San Fantin, Antonio Muffato, ne faceva parte. Antonio era un attivista particolarmente efficiente perché con la sua tipografia aveva modo di diffondere opuscoletti sovversivi.

Suo padre gli diceva: “Toni, vàrda che se i te ciàpa i ne brùsa ła càsa ànca a nuiàltri” [Se ti prendono bruciano la casa anche a noi].

No so cossa farghe: l’idea X ła va fàta conóssar, ła ga da deventàr cóme el Vangèło, ła ga da deventàr realtà…” [Non so cosa farci: l’idea X va fatta conoscere, deve diventare come il Vangelo, deve divenire realtà].

I te pòrta in suplìssio da San Màrco a Riàlto, co łe tanàgie de bógio i te càva ła càrne da ła schéna , i te tàgia ła man bóna, i te lìga sul troncà na budèła de pòrco par no fàrte pérdar màssa sàngue, co ti xe a Riàlto i te fa el stésso łavóro su cheàltra man, da ‘na cołòna i dìxe ‘Antonio Muffato xe condanà a morìr par quésto e par quésto’, i te pòrta da nóvo in Piassa, fra Màrco e Tòdaro, da ‘naltra cołòna i dìxe da nóvo ‘Antonio Muffato xe condanà a morìr par quésto e par quésto’, i te tàgia ła tèsta o i te pìca, po’ i te squàrta… ma tànto, ti xe ormài mòrto… se po’ no i brùsa ànca ła càsa…” [Ti portano in supplizio da San Marco a Rialto, con le tenaglie arroventate ti tolgono la carne dalla schiena, ti tagliano la mano buona (la destra se sei destrimane e viceversa), ti legano sul moncherino una budella di porco per non farti perdere troppo sangue, quando sei a Rialto ti fanno lo stesso lavoro sull’altra mano, da una colonna dicono ‘Antonio Muffato è condannato a morte per questo e per questo’, ti portano di nuovo in Piazza, fra Marco e Todaro, da un’altra colonna dicono di nuovo ‘Antonio Muffato…’, ti tagliano la testa o t’impiccano, dopo ti squartano… ma tanto, sei ormai morto…se poi non bruciano anche la casa…]

Va ben, siòr pàre, ma l’idèa X xe màssa grànda… màssa bèła… ła xe ’na idèa che vàl ancà el càso de morìr… e vìva l’idèa X e ła Società Segreta Libera che ła ga pensàda… mòrte al consìlio dei diéxe! mòrte al dòxe! mòrte al senàto!” [Va bene, signor padre, ma l’idea X è troppo grande… troppo bella… è un’idea che vale anche il caso di morire… evviva l’idea X e la Società Segreta Libera che l’ha pensata… morte al consiglio dei dieci! morte al doge! morte al senato!”

Dopo un mese, fu arrestato. Dopo un processo rapido, fece sei mesi ai Piombi in attesa della esecuzione capitale per taglio della testa, con la procedura esattamente descritta da suo padre.

Il giorno prima dell’esecuzione, il padre di Antonio Muffato riesce a far pervenire al figlio, in una pagnotta di segala, un documento, appena pervenuto alla Casa Editrice – Tipografia Muffato, Campo San Fantin.

Ecco il documento:

“A tutti gli Aderenti alla Società Segreta Libera. Loro Sedi.

In data odierna, il Comitato Triumvirale della SSL ha deciso, con decorrenza immediata:

  1. La nota idea X, da tutti gli aderenti conosciuta ed apprezzata, non rappresenta più lo scopo e l’oggetto della SSL.
  2. Si fa divieto a tutti gli Aderenti, di propagandare, diffondere, propugnare l’idea X con ogni e qualsiasi mezzo.
  3. Si dichiara che l’idea X si è dimostrata non attinente agli interessi della SSL e addirittura controproducente, se non nel dettato, quanto meno negli esiti effettivi.
  4. D’ora innanzi è fatto obbligo di propugnare l’idea Y.
  5. Non è chi non veda come l’idea Y sia esattamente il contrario dell’idea X, a dimostrazione del fatto che l’idea X si è rivelata insussistente e sbagliata.

                                  Il Comitato Triumvirale:
Alvise Scarpa,
Enrico Tagliapietra,
Sileno Zorzi.”

Dopo aver letto il documento 5 volte, incredulo, Antonio Muffato chiama il carceriere e gli fa leggere il documento.

Carceriere: “Gò łèto… e ałora?” [Ho letto… e allora?]

Antonio Muffato: “Ma a mi, domàn, par l’idèa X, i me tàgia ła tèsta…” [Ma a me, domani, per l’idea X, mi tagliano la testa…]

Carceriere: “Me par de capìr… de capìr… che ti preferiréssi èssar impicàgògio da far istànsa..” [Mi sembra di capire… di capire… che preferiresti essere impiccato… devo fare istanza?]

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