Aristocrazia [332]

aristocrazia
Albero degli Uomini – Ernesto Giorgi ©

Premessa necessaria. Aristocrazia: dal Devoto-Oli, ‘La casta dei nobili (in origine, dei detentori del potere); sinonimo di patriziato, di nobiltà.  La parola viene dal greco aristokratìa, composto di àristos ‘il migliore’ e del tema di kratèō ‘comando’.

Chi non vorrebbe essere considerato come una persona di altissimo livello, rispettata da molti se non da tutti, di animo nobile e aristocratico, alla quale tutti chiedono consigli, opinioni? Certo, sarebbe bello ma quale sarebbe il prezzo da pagare?

Il prezzo da pagare sarebbe altissimo. Per poterlo spiegare, dobbiamo parlare dell’Albero degli Uomini.

Nell’Albero degli Uomini (vedi figura), ognuno ha il suo posto in un ramo. Più in alto è il ramo sull’Albero e più quell’uomo è importante. Tutti gli uomini condividono esattamente questa classificazione. Tutti sanno che i posti sui rami sono corretti e questo significa che nel cervello di ognuno di noi il criterio di classificazione è uguale per tutti. Tuttavia, se togliamo un uomo qualsiasi dall’Albero e gli chiediamo un commento sulla disposizione degli altri uomini nei rami, egli, come qualunque altro uomo, darà sempre e soltanto questa risposta: “Sono tutti giusti… ognuno ha il ramo che gli compete… ognuno di loro ha una persona di rango sociale più basso  che sta sul ramo più basso ed una persona  di ramo sociale più alto che sta sul ramo più alto… c’è una cosa sola che non va… il posto più alto in assoluto, sul ramo più alto in assoluto, che designa il rango più alto in assoluto, lo dovrei occupare io…”

Tutti gli esseri umani, senza eccezione, la pensano così: sanno perfettamente il rango di tutti ma credono di meritare il ramo più alto.

Ecco perché ben pochi ascoltano: pensano di non aver molto da imparare da uno di rango più basso. Se ascoltano, con ogni probabilità lo fanno per cortesia ma poi, qualunque cosa voi diciate, restano della loro idea.

Ed ecco perché ben pochi leggono: leggere significa imparare, come ascoltare ma dato che io sono sul ramo più alto, cosa mai ho da apprendere? E poi, dovrei apprendere da questo qui, che ha scritto questo libro?

Quindi, non parliamo del ramo più alto, perché, come abbiamo visto, è di tutti e di nessuno. Parliamo del secondo posto, sul ramo subito sotto: come si fa a farsi riconoscere dagli altri come il vero occupante di questo ramo, il secondo dall’alto? Ecco alcuni suggerimenti che, secondo me, potrebbero essere anche utili.

  • Non bisogna farsi toccare dagli insulti. Che non significa subire.
  • Non bisogna farsi toccare dai complimenti. Che non significa atteggiarsi a Dio in terra.
  • Bisogna parlare il minimo indispensabile. Che non significa essere scorbutici e villani.
  • Bisogna ascoltare molto con attenzione. Che non significa essere servili.
  • Bisogna rispettare la forma delle usanze. Che non significa essere bigotti. Anche se non credo in Dio, tuttavia per rispetto non so bene di chi o di cosa, mi comporto come se Dio esistesse.
  • Non posso negare i valori tradizionali in cui credono i semplici. I semplici hanno le idee chiarissime da migliaia di anni e le novità sociali vanno introdotte in secoli e non in anni.
  • Dovreste saper giudicare anche le intenzioni che ci sono dietro ai fatti e non i fatti soltanto.
  • Bisogna che la gente capisca chiaramente il vostro insegnamento.
  • Dovreste riflettere sui valori del cristianesimo, il che non significa essere credente. Ad esempio, un valore è che non si deve fare agli altri quello che non si vorrebbe facessero a te. Basterebbe quest’ultimo principio morale per eliminare ogni forma di terrorismo.
  • Dovreste sapere che gli uomini perfetti sono pochissimi, tant’è vero che i perfetti sono fatti santi.
  • Dovreste essere disponibili al perdono in linea di principio, evitando di esagerare con chi non si corregge.
  • L’aristocratico deve essere generoso e giusto.
  • L’aristocratico non può vendicarsi, perché la vendetta è volgare.
  • L’aristocratico cerca la giustizia ed allontana, ovvero non frequenta, chi non segue gran parte di questi princìpi.

Lo so che non è facile ma in premio si potrebbe avere il posto sul secondo ramo. Sul primo ramo non c’è posto per nessuno perché tutti sono là.

N.B. L’autore di questo scritto ha imparato tutto strada facendo e strada vivendo, perché quand’è nato non sapeva niente. Poi, ci sono quelli che avevano la conoscenza infusa e che alla nascita sapevano già.

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