Scoiattola [333]

MINOLTA DIGITAL CAMERALa scoiattola era una bella scoiattola e lo sapeva percè si sentiva sempre dire che era una bella scoiattola.

La scoiattola andava su è giu per i cedri di un giardino, piantati vicino a dei noccioli e con le nocciole faceva delle scorpacciate. Non riuscendo a mangiare tutte le nocciole, si avventurava allo scoperto nel giardino, scavando delle piccole buche al fine di seppellire le nocciole, per nasconderle. Con la coda dell’occhio teneva sotto controllo un gattone enorme dal pelo lungo e con gli occhi da tigre, il quale, tuttavia, faceva finta di non vedere niente. Poi il gatto si muoveva lentamente verso la scoiattola, per darle l’idea che più veloce non sarebbe potuto andare. La scoiattola diceva tra sé: “El xe un gàto fiàpo, no’l xe gnànca bón de córerme drìo, no’l me ciaparà mai…” [E’ un gatto smidollato, non è nemmeno capace di corrermi dietro, non mi prenderà mai…].

Così dicendo, gli andava ancor più vicino, come per stuzzicarlo ma poi pensava: “Che mi abbia visto bene? Non vede la mia bellezza?” e si avvicinava ancora di più, girandogli attorno ma sempre ad una cera distanza. Ogni tanto, il gattone enorme faceva un movimento lento e la scoiattola con un paio di salti era in cima al cedro, quando il gatto aveva fatto appena un passo…

Maramào, gàto, ti me ga vìsto, son tànto bèla…. ma ti xe insùlso e no ti pól ciapàrme…” [Maramao, gatto, allora mi hai visto, sono tanto bella, ma sei insulso e non puoi prendermi…]

Il gatto faceva il sornione e guardava in giro come se il caso non fosse suo.

Un merlo vede la scena e dice alla scoiattola: “Ti xe drìo schersàr col fógo, el ga magnà anca me fradèo, el xe fùrbo, el fa fìnta de gnénte ma col pàrte el xe un demònio…. stà’ ténta…” [Stai scherzando col fuoco, (il gatto) ha mangiato anche mio fratello, è furbo, fa finta di niente ma quando parte è un demonio… stai attenta…]

La scoiattola: “Mèrlo, ti xe proprio un mèrlo… no ti védi… el me vàrda parché so’ bèła ma no’l xe bón de ciapàrme, mi so’ màssa àgile… ‘dèsso ghe vàdo ‘ncóra più da vissìn e ti vedarà che…” [Merlo, sei proprio un merlo… non vedi… mi guarda perché sono bella ma non è capace di prendermi, sono troppo agile… adesso gli vado ancora più da vicino e vedrai che…]

La scoiattola non finì la frase e nemmeno si accorse di essere mangiata.

 

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