Bastian contrario [335]

brontolo
Brontolo di Walt Disney.

Nota letteraria ed etimologica sul termine ‘Bastian contrario’:  chi assume per partito preso le opinioni e gli atteggiamenti contrari a quelli della maggioranza; per estensione, dell’interlocutore.  Il vocabolario della lingua italiana Devoto – Oli dice: ‘Persona che contraddice per sistema’.

In realtà, l’origine del termine è controversa. Sembra che si debba attribuire ad un mercenario insofferente, che per non aver seguito gli ordini ed aver fatto di testa sua, vinse una battaglia. Disamorato, divenne in seguito un disertore e un brigante.

Il nostro Bastiano, in pratica, non sapeva cosa volesse dire la parola ‘sì’ e piuttosto di dirla avrebbe preferito stare tre giorni senza mangiare. Inoltre, per analogia, contraddiceva sempre qualunque affermazione. Era, insomma, un vero rompiscatole e tutti cercavano di evitarlo.

Inoltre, non appena avesse intuito l’esito di un discorso che gli veniva detto, interrompeva: “Scùsa se te interómpo, sa, ma go già capìo dóve che ti vól rivàr… e no so’ par gnénte d’acòrdo…” [Scusa se ti interrompo, sai, ma ho già capito dove vuoi arrivare… e non sono per niente d’accordo].

Se qualcuno gli diceva che è da maleducati interrompere, rispondeva che lui interrompeva per gentilezza, così avrebbe evitato all’interlocutore la fatica di parlare di cose risapute e comunque sbagliate.

Se poi l’interlocutore, per sfida, diceva il contrario di quanto egli stesso aveva detto un attimo prima, Bastiano trovava delle sfumature dialettiche e si dichiarava nuovamente in disaccordo. Un vero rompino.

C’erano dei casi in cui si trovava in difficoltà ma cercava di sopravvivere, rispondendo alla meglio.

Interlocutore: “Bastiàn, sémo a Feragósto e ghe xe 43 gràdi a l’ombrìa: mi ‘dèsso te dìgo che xe càldo, tanto càldo e me piasarià savér cossa che ti vorèssi rispóndar…” [siamo a Ferragosto e ci sono 43 gradi all’ombra: io adesso ti dico che fa caldo, tanto caldo e mi piacerebbe sapere cosa vorresti rispondere…]

Bastiano: “Ignorànsa gràssa! tùto xe ‘na opiniòn! fa fìnta de éssar a Lut, in Pèrsia, in pién desèrto… 72 gràdi! misurài! altro che qua! ‘sto càldo el me fa rìdar…” [Ignoranza grassa! tutto è un’opinione! fai finta di essere a Lut, in Persia, in pieno deserto… 72 gradi! misuràti! altro che qua! questo caldo mi fa ridere…].

Si innervosiva quando gli dicevano che tutti devono morire, perché non è facile contraddire una simile affermazione. La miglior risposta che aveva trovato era un poco stupida ma disorientava l’interlocutore: “Mah, no so…. i budìsti no pól morìr….” [mah, non so… i buddisti non possono morire…]. Poi se ne andava dicendo: “La palingenetica, vieppiù obliterata, della metempsicosi, si è sempre risolta e si risolverà, inevitabilmente e propedeuticamente, nella transustanziazione delle varie forme di vita e questo secondo una gerarchia, trascendente o meno ma tassonomicamente appropriata, almeno all’apparenza…” e a questo punto nessuno udiva più alcunché, perché Bastiano era già lontano…

Bastian contrario  è rimasto scapolo perché, alla fatidica richiesta del celebrante, gli era psicologicamente preclusa la possibilità di pronunciare il fatidico ’sì’.

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