Apologia del dolore psichico [340]

dolore
Il compagno è morto.

Non parliamo qui del dolore fisico, dipendente purtroppo da malattie od altri inconvenienti. Parliamo piuttosto del dolore psichico, che nessuno comunque vorrebbe provare.    

Cerchiamo qui di vedere se, nella spiacevole situazione di un dolore psichico, ci si possa almeno trovare qualcosa di utile, quanto meno per arricchire le nostre esperienze. Gli stoici dell’antica Grecia (lo stoicismo è una corrente filosofica) sostenevano che l’autocontrollo e il distacco dalle cose terrene sono mezzi per reggiungere l’integrità morale e intellettuale.

Lo stoico sostiene che il dominio delle passioni (apatìa) consente al singolo di raggiugere la saggezza. E sarà pur vero.

Probabilmente non saranno affermazioni che tutti sentiamo nel profondo, certo però che in determinate situazioni un pizzico di fatalismo può aiutare a superare delle crisi mostruose e a diminuire la nostra vulnerabilità.

Proviamo dolore solo se riteniamo di aver perso qualcosa di unico ed irripetibile. L’oggetto del nostro legame psicologico si dissolve nel niente e ci crea un senso di vuoto. Il vuoto dipende anche dall’impiego del tempo. Dedicare all’oggetto o alla persona X un certo lasso di tempo, diciamo ad esempio la sera dalle 19 alle 20, ci crea un disagio enorme quando X viene a mancare e il dolore si acuisce dalle 19 alle 20, quando ricordiamo.

Di nuovo, si può trattare di abitudine che non si sarebbe voluta modificare.

Ogni persona rispettabile e rispettata non può essere immune da un certo stoicismo: molte volte le cose che vanno male non vanno male per colpa nostra e di questo dobbiamo farcene ragione. Per fortificare lo spirito, molte volte si dice che era destino: questo è il modo di consolarsi della gente comune, quando non si dica che si tratta di malocchio ed altre cose del genere. Oppure ancora si preferisce parlare di sfortuna. Molti proverbi e detti possoo essere utili per superare difficili situazioni psicologiche.

L’amore è la madre della saggezza e il dolore ne è il padre. (L. Borne, scrittore tedesco, 1786 – 1837)

Il dolore è come una ferita: col tempo, cicatrizza. (Euripide, tragico greco, 485 – 406 a.C., Alcesti, 1085-6)

Sul dolór, sarìa da mètarghe come pomàta ‘na bóna réndita. [Sul dolore, sarebbe da mettere come pomata una buona rendita].

Se va ‘vànti co ła vìta parché i dołóri i se dà el càmbio.[Si va avanti con la vita perché i dolori si danno il cambio].

El dołór che gh’in còpa nàntro el fa da medexìna.[Il dolore che ne uccide un altro fa da medicina].

I dołóri gràndi i dùra póco. Quéłi che dùra, no i xe gràndi. [I dolori grandi durano poco. Quelli che durano, non sono grandi. Ripreso da Plutarco, scrittore greco, 45 – 125 d.C., Opere Morali].

I grandi fiłòsofi no i sopòrta gnànca el mal de dénti. [I grandi filosofi non sopportano nemmeno il mal di denti].

El vero dołór no pàrla. [Il vero dolore non parla, (forse ripreso da Giovanni Pascoli)]

Co se ga un dołór, se spera che el passa e cussì sémo conténti [Quando si ha un dolore, si spera che passi e così siamo contenti (forse ripreso da Giacomo Casanova, 1725 – 1798)]

L’uomo che ha molto sofferto ha molto imparato. [Chanson de Roland, canzone di gesta francese, 2524].

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