Specchio [344]

specchioDa giovane, a tredici anni, si guardava nello specchio ma non vi si riconosceva: nella sua mente c’era una persona di sette od otto anni e questa immagine di tredicenne non era più la stessa persona. Così imparò a non guardarsi più nello specchio e a considerarlo un elemento demoniaco: mostrava infatti ciò che non era ed aveva più fede nell’immagine del suo cervello piuttosto che aver fede in quello che vedeva riflesso in un inutile pezzo di vetro, che chiamavano specchio.      

Per confermare la sua teoria, aveva una foto recente, a mezzo busto, fatta dai suoi genitori. Chiaramente, confrontando l’immagine allo specchio con la fotografia, non si trattava della stessa persona: mentre nella foto c’era un neo sulla guancia destra, nello specchio era sulla guancia sinistra. Come se non bastasse, una leggera imperfezione del sopracciglio si trovava nella foto sulla sinistra mentre nello specchio era sulla destra. Sapeva perfettamente che si trattava di una simmetria speculare: e chi non lo sa? tuttavia, provava comunque un senso di fastidio e lo specchio diveniva ogni giorno più antipatico: perché lo specchio mette la destra sulla sinistra e non mette l’alto al posto del basso? Questa non l’aveva capita.

Nel suo cervello, lentamente, si formò l’immagine di una persona trentenne e un bel giorno decise di guardarsi allo specchio: vide una persona di cinquant’anni sconosciuta e, mentre indossava una maglietta con su scritto ‘OVATTA’, nello specchio si leggeva ‘ATTAVO’; decisamente inaccettabile. Da quel giorno portò sempre e solo magliette con scritto ‘OXO’, oppure ‘AVA’, oppure ‘OTTO’, magliette palindrome, cioè con la scritta che si può leggere da destra a sinistra come da sinistra a destra.

A parte la maglietta, non aveva coraggio di dire a nessuno che nella sua mente c’era l’immagine di una persona trentenne e tanto meno desiderava rinnovare la patente col pericolo di doversi fare una nuova fotografia che come nuova era invece vecchia (nel contenuto). Poi, venne a sapere che per un certo periodo poteva riusare la foto formato tessera usata precedentemente… e rinnovò la patente.

Subiva il fascino di quattro storie:

  1. ‘Il ritratto di Dorian Gray’ di Oscar Wilde dove lo specchio riflette sempre un’immagine giovanile. Opera del demonio.
  2. ‘Biancaneve’ dei fratelli Grimm dove la regina parla con uno specchio fatato. Opera del demonio o qualcosa di analogo.
  3. ‘Alice nel paese delle meraviglie’ del matematico Lewis Carroll. Opera di Lewis Carroll e non del demonio.
  4. Un’altra fiaba demoniaca, ‘La Regina delle Nevi’ di Andersen, poco conosciuta e di cui riportiamo un brano: “Un giorno era proprio di buon umore (il demonio), perché aveva costruito uno specchio che aveva la facoltà di far sparire immediatamente tutte le cose belle e buone che vi si rispecchiavano, come se fossero state il nulla; quello che invece era brutto e che appariva orribile, risaltava ancora di più. I più bei paesaggi sembravano spinaci cotti, e gli uomini migliori diventavano orribili o stavano schiacciati a testa in giù; i volti venivano così deformati che non erano più riconoscibili, e se qualcuno aveva una lentiggine, allora poteva essere ben sicuro che questa si sarebbe allargata fino al naso e alla bocca.”

IL suo eroe negativo, da non imitare, era Narciso, talmente scemo da fare esattamente il contrario do quello che può, anzi deve fare, una persona di buon senso: Narciso si guardava sempre allo specchio… comunque, fiabe o leggende o favole che parlano di specchi ce ne sono a non finire, come ‘La Bella e la Bestia’.

Una volta, gli specchi buoni costavano un occhio della testa: gli altri erano approssimativi, semplici lastre di metallo lucidate. Poi a Venezia si produssero, nel 1300, vetri con fogli di stagno e mercurio e questo sino al 1850, quando vennero costruiti i primi specchi come gli attuali.

Sorpresa: di chi si parla in questo articolo? di un uomo o di una donna? riportiamo alcuni proverbi veneti, per cui potrete farvi un’idea del sesso più adatto a questa storia.

I òmini i ga i àni che i sénte, łe dòne quéi che łe mostra. [Gli uomini hanno gli anni che sentono, le donne quelli che mostrano].

Vàrdite sul spècio: no ti pól végnar più che vècio… [Guardati nello specchio, al massimo, puoi diventare vecchio].

El spècio el xe un fiłòsofo che riflète… el véro [Lo specchio è un filosofo che riflette… il vetro e il vero] Gioco di parole complicatissimo, lo specchio riflette(pensa) e poi riflette la realtà, il vero, che in veneziano si dice esattamente come vetro: molto complesso da rendere in italiano.

Vàrdite sul spècio col to tabàro e  bùta vìa łe fórfe… [Guardati nello specchio col tuo pastrano e getta via le forbici] Spiegazione: tajàr tabàri = criticare ferocemente. Pertanto, prima di criticare gli altri, guarda prima te stesso nello specchio col tuo pastrano e ti passerà la voglia di tagliare (criticare) i pastrani degli altri, quindi puoi gettare le forbici. Ricalca la festuca e la trave di evangelica memoria.

L’uomo si riconosce allo specchio tra i 15 e i 24 mesi. Animali che sicuramente si riconoscono allo specchio:

  • Grandi scimmie.
  • Delfini.
  • Elefanti
  • Corvi, gazze e qualche altro tipo di uccello.

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