Divertimenti di Natale [345]

grossglckner
Ghiacciaio del Gross Glockner, Austria, 1987- Ernesto Giorgi ©

In questo articolo natalizio scriveremo alcune frivolezze ed alcune osservazioni che sono rimaste sulla penna (o meglio, sulla tastiera) dagli articoli precedenti.        

A proposito e sul calco del ‘lavare i panni sporchi in casa’, a Venezia si può dire: Al lavandèr se ghe dà la ròba nèta. [Al lavandaio si dà la roba pulita].

Per  dire, di una persona, come in effetti non sia troppo sveglia, si potrebbe dire: El zarvèŁo el xe cóme Łe nèspoŁe: parché’l sìa bón no’l pól èssar crùo. [Il cervello è come le nespole: perché sia buono non può essere crudo].

El piànzar el xe bón cóme sonìfaro. [Il piangere è buono come sonnifero]. Dicesi di una persona che ha qualche problema e va a letto a piangere.

Come dovrebbe essere l’amore di una madre verso i figli? Immenso, tanto che c’è il detto Amór de màre, amór de màto. [Amore materno, amore pazzo, senza misura].

E perché questa differenza con l’amore verso il marito? Perché…  i fiói i vién dal cuòr, e’l marìo el vién da Ła pòrta. [i figli vengono dal cuore e il marito viene dalla porta].

Il padre è quindi meno importante? Sì ma Nietzsche dice: “Se non si ha un buon padre, si deve procurarsene uno.” (Umano, troppo umano).

E cosa pensa un padre del figlio? dice Shakespeare (Re Lear, 1,4,312-3):

How sharper than a serpent’s tooth it is
to have a thankless child!

[L’avere un figlio ingrato è più doloroso del morso di un serpente].

Ma Jacopone da Todi (poeta italiano, 1230? – 1306, Donna de paradiso) supera tutti, anche se stesso, quando parla dell’amore di Maria per il Figlio, come Crocifisso Deposto:

O figlio, figlio, figlio,
figlio, amoroso giglio!
Figlio, chi dà consiglio
al cor mio angustiato?

Figlio occhi iocundi,
figlio, co’ non rispundi?
Figlio, perché t’ascundi
al petto o’ si’ lattato?

Ma la madre non deve viziare il figlio, perché ‘Un figlio viziato non amerà mai sua madre’ (H. Taylor, scrittore inglese, 1711 – 1785, Notes from life in six essays).

‘Il cuore di una madre è un abisso in fondo al quale si trova sempre un perdono.’(Honoré de Balzac, scrittore francese, 1799 – 1850, La femme de trente ans).

Ed L.Borne (scrittore tedesco, 1780 – 1837), nella sua opera Critiche, dice: ‘Una buona madre dà al proprio figliastro una fetta di torta uguale a quella che dà al proprio figlio. Tuttavia, gliela dà in modo diverso’.

E a proposito del Natale?

I òmini i se divìde in dó categorìe: quéŁi che ga più ròba da magnàr che apetìto e queŁi che ga più apetìto che ròba da magnàr. [Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che hanno più roba da mangiare che appetito e quelli che hanno più appetito che roba da mangiare].

Si può mangiare troppo? Come disse G.K.Chesterton (scrittore inglese, 1874 – 1936), fingendo di essere obeso: ‘Nella metropolitana ho avuto il piacere di offrire il mio posto a tre distintissime signore’.

‘Per dimagrire, si può mangiare quanto si vuole: basta soltanto non ingoiare.’ (H. Secombe, attore e cantante gallese, n. 1921).

E nell’intento di dimostrare che roba rubata non fa buon pro, un adagio veneziano suggeriva ai bambini: Chi che màgna le òche del re, el rèsta sofegà da Łe péne. [Chi mangia le oche del re, rimane soffocato dalle penne]. Questa frase, a me personalmente, ha sempre fatto molta impressione e non mi capacitavo di come non si potesse evitare di mangiare le penne d’oca, che d’altronde servivano, una volta, per scrivere. Bisogna dire che comunque, in politica, questa massima non è ascoltata moltissimo in quanto già è rispettata di per sè.

‘Na màre no Ła te domànda mài se te vòl: Ła te dà, sénθa pracànti. (Sinistra Piave: una mamma non ti chiede mai se vuoi, ti dà, senza preamboli). Dal latino praecantare, iterativo di praecanere. Cano = canto.

Sembra che un padre non debba mai avere grandi soddisfazioni. A Venezia si sente dire: Pàre che guadàgna, fìo che ghe ne màgna. [Padre che guadagna, figlio che ne mangia]. Sembra una nemesi ma, d’altronde, se il padre non guadagnasse, come potrebbe il figlio mangiarne?

Un pàre mantién diéxe fiói ma diéxe fiói no tróva un panéto par so pàre. [Un padre mantiene dieci figli ma dieci figli non trovano un panino per il loro padre].

E per concludere, se volete una bella Messa natalizia:

 Co’ ‘na candéŁa gròssa se dìxe Méssa mègio. [Con una candela grossa (con una buona prebenda, con una sostanziosa elargizione, con una pingue offerta) il prete celebra Messa molto, molto  meglio.]

E ricordate che D’ògni dì no l’è Nadal.. [Ogni giorno non è Natale] ne desumeremo pertanto che il Natale vuole essere celebrato come si deve, con la massima solennità…

Un augurio di Buon Natale in più non costituisce pregiudizio alcuno.

 

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