Due Porte [353]

dueporteQuando si nasce, la porta che contiene il futuro è enorme ed arriva in altezza sino al colmo del muro, subito sotto le frasche del giardino.      

L’altezza del muro e quindi della porta determina la lunghezza della nostra vita. La porta del passato, alla nascita, è piccolissima, quasi invisibile e al massimo, anche questa, può raggiungere l’altezza del muro. Ciò determina ancora, nello stesso modo, la lunghezza della nostra vita.

La porta del futuro è stata, è e sarà, sempre murata. La porta verde del passato invece si può aprire per esaminarne il contenuto.

Nella fotografia, fatta da un mago, di vedono le due porte in evoluzione: quella murata, quella cioè del futuro che ci è riservato, diventerà sempre più piccola sino a scomparire del tutto alla nostra morte e quella verde del passato che diventerà sempre più grande sino a toccare la sommità del muretto, sempre alla nostra morte. Nell’epigrafe si può scrivere molto del passato e niente del futuro.

Il presente non esiste: nel momento in cui ci pensiamo è già diventato passato e sostituito dal prossimo istante di futuro. Ad ogni istante del presente che scorre, la porta verde si ingrandisce e la porta murata si rimpicciolisce.

Il fatto stesso che la porta del futuro sia murata ha destato una curiosità morbosa negli esseri umani. Ma solo un essere superiore, che potesse entrare nel giardino dall’alto, scavalcando il muro, potrebbe saperne di più.

Cifre enormi sono state guadagnate da chi diceva di poter scavalcare il muro e conoscere il futuro e questo fin dall’antichità. Aruspici, che dicevano di leggere il futuro nelle budella di animali assassinati per lo scopo, àuguri, che dicevano di cogliere il futuro dal volo degli uccelli, sibille, che pronunciavano frasi interpretabili in modo che le sibille stesse avessero sempre ragione (ad esempio, la frase latina Ibis redibis non morieris in bello, può avere un punto fermo dopo redibis, nel qual caso significa ‘Andrai ritornerai. Non morirai in guerra’ ma lo può avere anche dopo il non, nel qual caso significa ‘Andrai e non ritornerai. Morirai in guerra.’ Una sibilla poi diceva che l’interpretazione giusta era sempre la sua. Altri dicono di poter aprire la porta del futuro usando un mazzo di carte (tarocchi) ed altri che il futuro è scritto nel palmo della mano sinistra. Potremmo continuare per ore e ore. Anche il Panevin (falò augurale della sera del 5 gennaio) getta scintille che si dicono interpretabili. Insomma, abbiamo capito che nessuno sa veramente leggere il futuro. Ovviamente, alcuni di questi fattucchieri sono buoni psicologi e se trovano uno che intuiscono essere un mezzo delinquente gli profetizzano magari che finirà in galera. Ho conosciuto una cartomante miliardaria: diceva ai clienti se nei prossimi giorni sarebbero stati fortunati o meno in borsa. Le cifre che incassava erano incredibili. I personaggi suoi clienti sono conosciutissimi attraverso la televisione, gente che conoscete anche voi e  di una superstizione folle.

Bene, resta la porta del passato ma, vi dirò, ben pochi la aprono. Innanzi tutto, quando aprite la porta del passato, vedete tutti i fatti della vostra vita ma non è come vedere un film, perché sopra la vostra testa ci sono dei rubinetti che vi getteranno addosso i sentimenti relativi. Se ad esempio andate a rivedere l’ultimo giorno di un rapporto sentimentale, vi pioveranno addosso le spiacevoli sensazioni che avete provato in quei momenti. Sembrerebbe che, tutto sommato, la maggior parte di noi preferisca fermarsi davanti alla porta verde senza aprirla. Possiamo infatti così modificare i ricordi, raccontare a noi stessi delle bugie, crederci ed evitare di provare bruttissime sensazioni. Molti sono coloro che manipolano il proprio passato per lenire certi dolori. Dimenticavo di dirvi che, passata la porta verde, non si possono raccontare bugie, nemmeno a noi stessi… quindi meglio fermarvisi davanti ed inventare un passato meno ostile di quello che è stato veramente.

Siamo allora condannati a vivere solo il presente? Si ma, praticamente, come abbiamo visto, il presente è un attimo che fugge.

Questa è la condizione umana. Secondo me.

 

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